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Flora Italian Pale Ale Birrificio Interno 7

Flora Italian Pale Ale è l’incontro di due emisferi: la nobiltà del Vecchio Continente e l’esuberanza del Nuovo Mondo, uniti nel segno di Interno 7.

Ritorna sul blog il birrificio Interno 7, che dopo l’ottimo debutto della sua Bruges (Belgian Red Ale) prova a confermare il risultato con Flora Italian Pale Ale. L’acronimo è lo stesso ma si legge in maniera differente. In realtà l’accezione italiana è più concettuale che pratica, riferendosi all’idea tutta nostrana di coniugare la tradizione nobile del Vecchio Continente, insita nel luppolo Saaz, con il sogno americano, racchiuso nei luppoli a stelle e strisce.

Bottiglia da 33 cl, 5.7% ABV, lotto 0420.

Aspetto

Colore ambrato leggero con riflessi aranciati, aspetto limpido. In testa indossa cappello a trama fine e compatta, pannoso, colore avorio.

Aroma

Naso di media intensità, più prossimo alla piacevole marmellata delle interpretazioni anglosassoni che alle prorompenti note citriche d’oltreoceano. In ogni caso sempre di frutta a pasta arancione si tratta: arancia, nettarine e cantalupo. I malti, una spanna sotto, sorreggono saldamente la testa luppolata con un solido intreccio di malti caramello (crosta di pane, leggero biscotto, caramello, miele di arancio) in cui si insinua una vela burrosa. Bouquet integrato da elementi floreali  (fiori di campo, zagara).

Gusto

Corpo medio, carbonazione medio/alta, sensazione tattile morbida e rotonda, persino leggermente cremosa. Burroso confermato, a livello tattile ma anche nel retronasale. Birra dalla luppolatura discreta, sussurrata, davvero molto simile alle interpretazioni inglesi. Marmellata d’arancia, confettura di nettarine, ricordi di mandarino e suo sapore agrodolce; vaghi ricordi di scorza di limone nel post-deglutizione.

Impianto maltato consistente, quasi croccante, con intercapedine di biscotto e caramello in cui si incuneano biscotto gelato, croissant farcito, pasta frolla e arancia candita. Chiusura poco secca ma sufficientemente ripulente grazie al mix di luppoli citrici e vagamente erbacei. In bocca meglio che al naso: fruttata, ancora più citrica – qui anche una punta di pompelmo – e persino speziata (pepe verde). Ma soprattutto floreale. Del resto si chiama Flora. 

Flora Italian Pale Ale: conclusioni

Viviamo un’era in cui IPA vuol dire tutto e niente. Sotto lo stesso acronimo convivono birre assai diverse. Nella confusione interpretativa rimane una sola certezza, il luppolo, ed è lui a decidere quale prodotto è fatto bene e quale meno. Flora Italian Pale Ale fa esattamente come promesso: unisce e crea la pace, di due mondi e dei sensi.

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