Extraomnes Zest Belgian Ale

Belgian Ale da 5,3% abv, Extraomnes Zest è una birra che esalta al massimo il profilo zesty del luppolo americano Citra ma non dimentica le radici belghe.

Nuovo appuntamento col Birrificio Extraomnes. Dopo la splendida Blond (medaglia d’oro all’Italian Beer Festival – IBF – 2012), ecco un’altra fortunata bottiglia, la Extraomnes Zest, anche per lei primo posto nella categoria Saison (sebbene sia più genericamente classificata quale Belgian Ale) per il medesimo concorso. Zest è un termine che si presta a plurimi significati: limone, pepe, divertimento, gusto. Li ritrovate tutti in una sola bottiglia.
Bottiglia da 33 cl, 5,3% abv.

Colore

Oro antico, con qualche sfumatura ambrata e riflessi dorati. Corpo abbastanza opalescente, da cui traspare una vivace e copiosa fermentazione interna.

Schiuma

Schiuma incredibilmente densa e pannosa appena versata nel bicchiere, dove rimane a lungo complice l’elevata persistenza. La trama è estremamente fine e compatta, buona l’aderenza, bianco albume il colore. Cappello molto goloso, fà venir voglia di mangiarla col cucchiaino.

Aroma

Ottimo l’impatto olfattivo, di eccellente intensità, ricchezza ed eleganza. Le prime sensazioni sono quelle di un cocktail tropicale, rinfrescante, che trasporta con la mente sulle calde e bianche spiagge esotiche. Innanzitutto il fruttato, con tanta ananas, ma anche pompelmo, frutta candita, papaya, pesca a pasta gialla, polpa d’arancia dolce, mandarino, lime. In una parola, zesty (si diceva all’inizio). L’aroma raggiunge a tratti la consistenza tipica della marmellata. Prima del finale maltato c’è un intermezzo in cui si evidenziano la speziatura tipica del lievito belga (pepe, leggero terroso, sebbene sembri mancarle quel carattere tipicamente “rustico”), ed un interessantissimo contributo agrumato del luppolo americano Citra. Più sottofondo, ad arricchire un bouquet già esaltante, tracce di pane, cereali e miele di acacia, emergono soprattutto quando la birra si riscalda.

Gusto

Imbocco abbastanza leggero e scorrevole, seguito da passaggio molto watery, velocissimo, preludio ad un ingoio che vola via in un istante, regalando freschezza come fosse acqua minerale. Ma non illudetevi, l’amaro è dietro l’angolo:  immediatamente inizia un crescendo di sensazioni, dominate dal fruttato agrumato del luppolo Citra. Il finale amaricante è di quelli che non dimentichi facilmente, capace di pervadere la bocca con intensità e durata invidiabili. Retrogusto secco e ripulente, a tratti addirittura caldo, mirato all’altezza della gola. Buona carbonazione. Il gusto prosegue in linea retta rispetto all’aroma: tantissima frutta tropicale (ananas, papaya, pompelmo, polpa e scorzetta d’arancia, lime) invade la bocca con un’ondata di amaro che lascia spazio a poco altro se non ad un retrogusto che soddisfa la bocca, disseta la gola e appaga il palato.

Birra dalla sorprendente capacità di beva, rinfrescante come poche. Zest è un piccolo miracolo liquido. Lontana da ruffianerie e carezze, Zest punta dritta all’obiettivo: dissetare. Per farlo ne basterebbe un sorso ma dovo aver iniziato è impossibile fermarsi. Ti accorgerai che 33 cl sono insufficienti. Meglio fare scorta.

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3.8
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