extraomnes kerst birra di natale

Extraomnes Kerst Birra di Natale

Extraomnes Kerst è la birra che celebra il Natale alla maniera belga: con calorosi sorsi che danno soddisfazioni.

Extraomnes Kerst interpreta un grande classico belga, quello delle Kerstbier (‘birre di Natale’ in fiammingo). Il birrificio col cane, in Italia “il più belga di tutti“, si è voluto cimentare nell’ardimentosa sfida di produrre birre dall’alto contenuto alcolico mantenendole facili da bere, seppure con tempi molto rilassati.

Extraomnes Kerst ci tiene a mettere subito in chiaro una cosa: con lei c’è poco da scherzare.

Il suo avvertimento, che assume la forma di “messaggio subliminale”, è scritto a piccoli caratteri in etichetta, esattamente sul collare del cane: a Natale siamo tutti più buoni tranne Extraomnes. “Ik haat b.c.” è una frase lapidaria e significa ‘odio’. Quale sia la fonte del pericolo non è dato sapersi. Che si tratti del cane (un Dobermann), del grado alcolico a doppia cifra o del valore nutrizionale che non ha nulla da invidiare a un panettone lo scopriremo presto.

Ah, prima che mi dimentichi: al birrificio la consigliano in abbinamento a una Tarte Tatin. Per chi volesse cimentarsi l’impresa sembra facile e promette di dare soddisfazioni.

Bottiglia da 33 cl, 10.1% abv, lotto 195 15.

Schiuma

Quasi piatta alla mescita, solo alla fine forma un cappello spesso un dito, denso; trama fine, aspetto pannoso e colore crema.

Colore

Aranciato scuro; aspetto torbido e impenetrabile.

Aroma

A primo acchito emergono una leggera ossidazione e la pinguedine della frutta in polpa, sciropposa. E’ una birra “grassa”, zeppa di profumi legati al mondo dei dolciumi. In testa c’è il miele di corbezzolo. Il corpo continua sul filone maltato: zucchero candito bruno, pane, frollino, canditi, pasta frolla. Ma non finisce qui. Man mano che la birra si stempera emerge l’anima “cattiva” della quale Extraomnes Kerst ci aveva avvertito: quella a doppia cifra alcolemica. E’ un mix melenso, zuccheroso e alcolico assieme: mele cotogne, pesche sciroppate, confettura d’albicocche, una parvenza di sidro e memorie salmastre di Madeira. Le note di fondo virano verso lo speziato, che poi è l’elemento caratteristico dello stile: anice stellato, cardamomo, cannella, chiodi di garofano. Grassa.

Gusto

Al primo sorso esplode tutta la dolcezza che il naso aveva fatto intravedere. E’ qui che si rivela il marchio di fabbrica Extraomnes: infagottare la birra di zuccheri, evitando però qualsiasi deriva stucchevole. Merito di un prodigioso lavoro dei lieviti attenuanti, il cui risultato è una secchezza clamorosa. L’alcol è sincero e avverte il consumatore sul pericolo che corre nel berla. Sottovalutarla sarebbe un errore madornale: ti punirebbe, costringendoti a chiederle perdono in ginocchio.La dolcezza è zuccherina e quasi consistente, simile a quella di un succo di frutta. Mele, pere, pesche e albicocche. Una bella macedonia. Fanno da cornice i malti: pane, frollino, cereali, canditi e soprattutto tanto, tantissimo miele millefiori. Finale che recide in maniera netta ogni legame col peccaminoso passato, regalando una bella fine e un felice nuovo inizio (di bevuta). Il tutto sostenuto da un tappeto alcolico (Rum, Sambuca), che rimane pericolosamente dietro le quinte, limitandosi a infondere un gradevole tepore. Carbonazione flebile, corpo medio e mouthfeel tondeggiante. Retrolfatto di tarallo all’anice. Buonanotte e sogni d’oro.

Prima si lascia desiderare. Poi, al primo sorso, ti rende suo schiavo. Ti sentirai spiazzato: da una parte la tua coscienza ti suggerirà di darci un taglio, dall’altra la tentazione alcolica sarà irresistibile. Per una volta lasciati andare: il bere trionfa sempre sul male.

Conoscevi anche tu il Birrificio Extraomnes? Hai già assaggiato questa Extraomnes Kerst?

Ps. Puoi trovare la mia recensione originale anche su Birre ad Arte.

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