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Eraldo Corti: Birrificio A Magara

Eraldo Corti è pioniere della birra artigianale in Calabria. All’inizio gli hanno dato del pazzo. Oggi i fatti gli danno ragione.

Ho incontrato Eraldo Corti in più occasioni. La prima volta sono passato a trovarlo nel suo pub, nabbirra, a Cosenza, affascinato dalla bellezza di un locale piccolo piccolo ma zeppo di birre. Al tempo ero ancora un pischello e ne rimasi subito affascinato ma sono sicuro che a tornarci nuovamente avrei la stessa espressione da ebete. Non ho invece avuto il piacere di provare la sua cucina – della moglie per la precisione – ma chi c’è stato gli fa una grande pubblicità. Prima ci prova con la beer firm e dà vita alla Riulì, adesso ha messo su il suo birrificio (‘a Magara) con Marco Ferrini dell’Agriturismo Calabrialcubo.

Chi è e cosa ha da raccontarci Eraldo Corti? Scopriamolo assieme!

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E’ un piacere risentirti. L’ultima volta ti ho incontrato quando abbiamo organizzato la degustazione delle tue birre. E’ andata alla grande. Già allora mi avevi anticipato che sarebbero arrivate due nuove birre. Una è l’Imperial Stout chiamata Mierula. L’altra doveva essere affinata in botti – se non erro – di Marsala. E’ nata?

Si tratta di una versione speciale della Strina, invecchiata in legni del grande produttore di Marsala De Bartoli, il progetto è riuscito ma al momento non posso aggiungere molto, occorre aspettare la presentazione ufficiale ad inizio autunno.

Sei la testimonianza vivente della strana legge universale secondo la quale chi lavora nell’ambito dell’informatico è destinato, volente o nolente, a imbracciare mestoli e pentole. Tu eri programmatore, adesso sei birraio. Cos’è che, di punto in bianco, vi spinge a questo cambiamento?

Ovviamente non posso sapere cosa spinga o abbia spinto gli altri, ti posso dire che non si fa di punto in bianco, probabilmente la forma mentis aiuta, magari, come ho detto altre volte, noi che abbiamo una ventina d’anni di esperienza in campo informatico sulle spalle siamo stati tra i primi ad utilizzare internet in maniera massiccia e quindi abbiamo avuto modo di entrare in contatto con il variegato mondo dell’homebrewing e con la craft revolution.

Il Birrificio A Magara è attualmente il più attivo birrificio calabrese e probabilmente anche il più conosciuto fuori regione. Sei d’accordo con questa affermazione? come ci si sente a portare sulle spalle il fardello della Calabria brassicola?

Siamo fortissimi, non c’è niente da aggiungere! 😉
Io mi preoccupo di fare al meglio il mio lavoro, per fortuna ho ampi margini di miglioramento e se le nostre birre hanno già colpito gli appassionati non posso che confidare in meglio. La vera sfida è proprio questa, mantenere alta la qualità e cercare di migliorare sempre di più i prodotti.

Birrificio A Magara, Riulì, nabbirra. Ripercorrendo a ritroso la tua storia le radici affondano nel (quasi) brewpub. Che aria si respira dietro il bancone di un locale calabrese? quanto è stato importante affiancare la cucina (di qualità) alla birra artigianale (questa sconosciuta)? o viceversa?

Si respirava un’aria da pionieri, sette anni fa, quando mia moglie ed io percorrevamo le aride distese birrarie della nostra città in cerca di quei pochi sparuti appassionati che si trovavano qua e la. Per quanto riguarda la cucina direi che è fondamentale, da noi se non si mangia non si beve, dunque…
Oggi, anche grazie al nostro lavoro, la situazione è decisamente diversa, c’è molta più consapevolezza e molti nostri clienti sono cresciuti con noi diventando esperti ed esigenti.

Ho sempre ammirato la tua conoscenza dei formaggi, essendo io un amante del binomio formaggi-birra. E’ giunto il momento di svelare l’arcano. Qual è il segreto di questo matrimonio così buono? quali abbinamenti suggeriresti a chi, come me, è ai primi assaggi?

Gli abbinamenti birra cibo sono un gioco appassionante. Per imparare le birre, i formaggi e gli abbinamenti bisogna sostanzialmente giocare, che in questo caso significa mangiare e bere (bene), dunque non posso che invitarvi ad un allenamento intenso ma ragionato. Un abbinamento a caso (hehe)? Un suadente barley wine, tipo Tensione evolutiva di Birranova o (se siete tra i fortunati ad averne ancora qualche bottiglia) una Noa Reserve di Almond22 con un grande erborinato tipo Stilton, Rochefort, Valdeon o Strachitunt.

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Birra artigianale calabrese secondo il punto di vista di un birraio calabrese. La Calabria sembra dire la sua sullo scenario nazionale. Illusione o realtà? cosa suggerisci di fare per alimentare il fermento?

La birra artigianale calabrese non è più un’illusione, siamo in grado di dire la nostra, operiamo in una regione difficile ma dalle potenzialità enormi. Abbiamo a disposizione un territorio tra i più fertili e ricchi dal punto di vista della bio-diversità nel campo agro-alimentare e stiamo iniziando ad utilizzarlo per le nostre birre.

Gli esempi ci sono già, pensa alla nostra Trupija con le arance di Nocera Terinese, al progetto che sta portando avanti il mio amico Marco Ferrini, dell’azienda agricola Fangiano, con il suo luppoleto, che fornisce i fiorellini per la nostra Jumara Luppolo Fresco, pensa a Nicola Ferrentino di Limen (Siderno) che per la sua Arzura ha utilizzato grano calabrese e così via, Blandino con il miele, Gladium la liquirizia e potremmo continuare.

Per alimentare il fermento in Calabria sarebbe auspicabile una maggiore attenzione da parte degli operatori. Chi ha un locale dovrebbe avere la ferma volontà di portare avanti le birre calabresi, sempre prestando attenzione alla qualità, di modo da favorire la crescita dei nostri birrifici in tutti i sensi.

Domanda jolly: qual è il tuo luppolo preferito e perché?

Non rispondo mai a domande sui luppoli perché dalla mia risposta potresti credere che io lo utilizzi nelle mie birre. Non ha senso lo so ma ormai sono “quello che non dice i luppoli”.

Domanda bonus: qual è il tuo formaggio preferito e perché?

Sarebbe come rispondere alla domanda “qual è la tua birra preferita” ma io non ho una birra preferita e non ho un formaggio preferito. Il mio formaggio preferito è quello fatto artigianalmente da un casaro esperto ed appassionato, con il latte di animali al pascolo, magari un pascolo di montagna. Il mio formaggio preferito è quello che ha una storia da raccontare.

Ha avuto il coraggio di osare e alla fine ha prodotto tanta roba buona. Birrariamente parlando e non. Eraldo Corti ha avuto il doppio merito di produrre birra artigianale e di portare la Calabria sulla bocca di tutti.

Conoscevi Eraldo Corti? Hai già avuto modo di provare le sue birre?

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