ember untapped brewing co

Ember Untapped Brewing Co.

Ember della Untapped Brewing Co., una Dark Ale al sapore d’autunno.

Ember è la partita di esordio su questo blog per il birrificio gallese Untapped Brewing Co.. Il suo nome ti suona familiare? Attenzione a non fare confusione:il birrificio è diverso dal quasi omonimo Untappd, la “casa” dei beer raters. Untapped nasce in epoca piuttosto recente (2009). Ma l’idea di mettere in piedi un birrificio bazzicava nella mente dei suoi birrai/fondatori (Martyn e Owen) già da tempo. L’ingresso sul mercato avviene con un paio di birre. Devono aver avuto successo visto che oggi la famiglia Untapped si è allargata a 9 etichette. La gamma base è stilisticamente anglosassone. Recentemente però sono state introdotte alcune ricette meno british: una IPA maturata a freddo e una Wit invecchiata in botti di quercia francesi e americane. La birra di oggi si chiama Ember ed è una Dark Ale – etichettata come Winter Warmer – prodotta con luppoli EKG e Cascade e tre differenti tipi di malti tostati.

Bottiglia da 50 cl, 5.2% abv, lotto (scadenza Maggio 2017).

Schiuma

Cappello spesso un dito, dalla bella trama densa color nocciola; aspetto cremoso, persistente e aderente.

Colore

Bruno, praticamente ebano, con luminosi riflessi rubino; aspetto limpido.

Aroma

L’incipit nasale è una carezza dolcissima, quasi melensa, ricca di golosità maltose. E’ classificata come Winter Warmer non a caso. E difatti ha bisogno di riscaldarsi per raggiungere la pienezza dei suoi profumi. A primo acchito si percepiscono note caramellate in genere (cipolla dolce caramellata), farina di castagne, castagne del prete con annessa affumicatura, legno di botte, miele di melata di bosco, crosta di pane, zucchero candito. Sfumature da vino, a cavallo tra uva sultanina e mosto d’uva, chiudono il cerchio. Aroma intenso, ricco ed estremamente pulito, emblema dell’Autunno. Man mano che si stempera emergono note più “calde” e suadenti: sticky toffee pudding, cioccolato ubriaco e ciliegia sciroppata. Suggestiva.

Gusto

La prima sorsata è piacevole ma con intensità inferiore rispetto all’aroma. Corpo medio, carbonazione presente e consistenza da pane liquido favoriscono la scioltezza di beva nonostante la voluttuosità dei sapori. Il corpo è medio ma la sensazione palatale è abbondante, avvolgente, appagante. Le note: caramello, biscotto, pan di spagna, biscotto gelato, zucchero candito, sciroppo d’acero, girella di liquirizia, chinotto e un incipit di amaretto (mandorla amara). In mezzo c’è un sottile strato di mollica di pane nero. A dirla tutta c’è anche una vena speziata: pepe, birichino e solleticante, ma anche qualcosa di leggermente piccante (bacche di goji?). Scaldandosi la nota liquorosa di Disaronno si evolve, sconfinando in Marsala, prugna disidratata e fondo di caffè. Retrolfatto tra il tostato (caramello) e il torrefatto (cioccolato); retrogusto persistente, amaro di cioccolato fondente con una sfumatura di frutta rossa sotto spirito (ciliegia). Autumn is coming.

Ember mi ha positivamente stupito. Il titolo di Winter Warmer è esagerato per una birra da circa 5 gradi. Ma lei, nella sua modestia, riesce nell’intento: regalare sorsi d’Autunno.

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