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Doppelbock: dalla Calabria col pastore

Nelle Doppelbock tedesche c’è dituttounpo’: pane liquido, Calabria e anche un caprone.

Quello che si trova sul BJCP è inimmaginabile: non solo birra ma anche una storia curiosa riguardante lo stile Doppelbock. Che la Chiesa sia da sempre stata legata alla birra ne ero consapevole. Ma che dietro queste birre di origine tedesca, a bassa fermentazione e ricche di maltitudine ci fosse lo zampino della Calabria non me lo sarei mai immaginato. Mi riferisco a San Francesco di Paola, calabrese DOC.

Un uomo solo fondò una nuova Chiesa.

Francesco di Paola è stato uomo di proclamata fede, eremita e fondatore dell’Ordine dei Minimi. Il Santo abbracciò i precetti della carità e dell’austerità. Una vita di stenti, tuttavia, non lo risparmierà da un sonno agitato: nel 1562 la sua tomba venne forzata e le sue spoglie date a fuoco. Per fortuna la sua eredità era più forte di qualsiasi bene materiale ed è sopravvissuta fino ai giorni nostri. Una parte di questa assume le tinte della birra.

L’abito non fa il monaco ma la birra sì.

Il culto di San Francesco di Paola, altresì detto Santo Fratello Paolano, verrà portato avanti dai suoi seguaci. Prima di esalare l’ultimo respiro, infatti, San Francesco chiamò a sé i suoi fratelli, esortandoli a portare avanti l’Ordine. Alcuni di questi giunsero a Monaco di Baviera nel 1629. Qui costruirono un nuovo convento e stabilirono una nuova Chiesa, il cui nome fu tributato al Santo. I monaci si chiamarono Paolani, in tedesco Paulaner. Il nome ti suona familiare? Esatto, è lo stesso del famoso birrificio di Monaco.

I Paolani furono i primi a produrre una Dopplebock.

Le Doppelbock sono la versione potenziata delle Bock, dal tenore alcolico superiore al 7% abv. La loro caratteristica principale è la pienezza di corpo e la fragranza dei malti. Queste due caratteristiche assieme le rendono talmente consistenti da essere quasi masticabili, capaci di indurre sazietà e placare la fame proprio come farebbe il cibo solido. Qualità importanti che valsero loro il soprannome di “pane liquido”.

Doppelbock, Fastenbier, Lenten Beer o birra della Quaresima.

In Quaresima era previsto che i monaci affrontassero il digiuno totale. Durante questo periodo, compreso tra il Mercoledì delle Ceneri e la Domenica di Pasqua, erano “costretti” a bere birra in alternativa al cibo. Iniziarono perciò a produrre una birra che fosse in grado di sostituire il pane. Le Doppelbock non erano ancora nate ma di certo erano birre ispirate al Signore. E a lui vennero dedicate. Il nome della prima Doppelbock, infatti, fu Salvator. Ma i monaci ebbero presto un dubbio: era legittimo che in periodo di digiuno potessero concedersi cotanta bontà?

E il Papa si irritò terribilmente.

Nel dubbio ne inviarono un campione al Papa, a Roma, affinché lo assaggiasse e decidesse per loro. Il viaggio fu disastroso per la birra: su e giù per le Alpi, sballottata a destra e manca e sottoposta a repentini sbalzi di temperatura. Quella che arrivò a destinazione non era più birra, bensì aceto. Il Papa la trovò talmente sgradevole che pensò fosse perfetta per purificare l’anima dei monaci durante la Quaresima. E ne autorizzò la massiccia produzione.

Salvator diventa l’emblema dello stile.

In onore alla primogenita, tutte le successive Doppelbock adotteranno il suffisso -ator. Il collegamento con le Bock è invece opera dei consumatori della città di Monaco, che trovarono molte similitudini tra i due stili. Un’altra caratteristica tipica, insieme al suffisso, è la figura del caprone presente nella maggior parte delle etichette. Qui, però, c’è ancora confusione. Secondo alcuni è semplicemente dovuto al fatto che Bock in tedesco significa ‘caprone’. Rimane da capire perché, in mezzo a tutto il creato, il caprone sia stato eletto a portavoce dello stile. Secondo altri, invece, il nome deriva da Einbeck, nella bassa Sassonia, una delle prime città tedesche votate alla birra.

Chi lo dice che la cultura birraria non esiste? Questa bevanda accompagna l’umana specie dall’alba dei tempi. Ne consegue che la storia dell’uomo è inevitabilmente fatta di birra.

Conoscevi la storia delle Doppelbock e dell’Ordine dei Minimi? quali esemplari dello stile hai bevuto?

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