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Donato Di Palma: Birrificio Birranova

Donato di Palma, birraio del Birrificio Birranova. Fa birre divine. Nomina nella Top 5 a Birraio dell’anno 2014. Quale segreto nasconde? Scopriamolo!

Donato Di Palma sembrerebbe un birraio “timido”. E invece è solo uno di poche parole.Un vero craft man, tutto arrosto e niente fumo. Un po’ come le birre tedesche: apparentemente semplici ma di grande qualità. Il birraio in questione è Donato Di Palma, deus ex machina del Birrificio Birranova. L’ho incontrato a Triggianello, nel birrificio prima e nel brewpub poi, e devo dire che, diversamente da come viene descritto – “non sorride mai”, dicevano – è stato disponibilissimo. Recentemente ha perfino ottenuto la nomina nella top 5 come Birraio dell’Anno, conferma del notevole savoir faire di questo giovincello reso maschio dalla barba.

Cos’avrà di interessante da raccontarci Donato Di Palma? Scopriamolo assieme!

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Ben ritrovato, Donato. Lo so, sono la tua ossessione: prima il birrificio, poi quella fantastica ricotta forte, adesso anche l’intervista. Attorno a te, però, regna il mistero. Nessuno sa nulla circa la tua formazione birraria. Vuoi raccontarci qual è stato il tuo percorso? E non venirci a dire che è stato solo amore a primo kit!

Carissimo, non ti preoccupare non sei un ossessione, come ben sai i birrai sono le rockstar del momento e anche loro hanno i loro stalker :):). In merito alla mia formazione, è certo che il kit è stato il primo amore, ma naturalmente non basta, dopo anni di homebrewing (10 anni), partito grazie al famoso libricino di Nicola Fiotti, nel momento in cui ho deciso di iniziare un percorso professionale ho cercato un professionista, il mio maestro è stato Paolo De Martin birraio e fondatore di uno dei primi club di appassionati “I soci dea Bira” a Cavaso del Tomba (TV), con lui abbiamo affrontato diverse tematiche relative sia alla produzione che alla costruzione dell’impianto, recandoci spesso anche in Germania dove risiede il suo vecchio maestro. Dopo l’avviamento iniziale, è seguita una fase di pratica, che dura tutt’ora, la formazione è continua, credo che le birre di quest’anno siano migliori di quelle dell’anno scorso e che quelle del prossimo anno saranno migliori di quelle di quest’anno.

Già l’anno scorso avevo intravisto tante cose buone nel futuro del Birrificio Birranova. Quest’anno la nomina a Birraio dell’Anno 2014. E domani? dove si immagina Donato Di Palma nel prossimo futuro?

Il mio futuro è sicuramente birrario, continuerò a fare quello che già faccio, cercando di migliorare continuamente da tutti i punti di vista, stiamo investendo molto in attrezzature, pertanto contiamo di crescere sia come produzione che come qualità, non mancheranno le partecipazioni ai “Gran Galà” della birra, anche se io fondamentalmente non sono un tipo da “red carpet” !!!

A breve la nuova edizione del Birranova Beer Fest (BBF). L’anno scorso lo mancai per un soffio. Ma recupererò, eccome se recupererò. Tu che sei patron dell’evento come l’hai visto crescere nel tempo? è riuscito ad andare oltre la scena pugliese?

Il Festival è ormai una certezza, cresciuto negli anni, è un format che piace alla gente, è uno dei modi migliori per far avvicinare i non cultori, diversi miei clienti mi raccontato che il loro primo approccio con la birra artigianale è stato proprio in uno dei nostri eventi. E’ un evento che non può crescere più di così, per limiti di spazio del nostro paesino, pertanto ci limitiamo a ripeterlo ogni anno, cercando di volta in volta spunti interessanti. Anche quest’anno ce ne saranno, pertanto ti invito a venirci a trovare.

Birrificio di giorno, brewpub di notte. Il Birrificio Birranova è tanta roba! Oltre che negli stili birrari, anche nella cucina c’è stata una forte contaminazione tedesca. E le pinse, bontà divina! Qual è il segreto di siffatta bontà?

Fin da subito ho creduto che il locale potesse essere un ottimo veicolo per far conoscere il nostro prodotto birra, veicolandolo insieme al cibo, che da sempre è un argomento fondamentale di noi gente del sud, è risaputo che dalle nostre parti la gente esce per mangiare e non per bere. Il cibo che prepariamo è stato elaborato da questa mente diabolica, fondamentalmente curioso su tutto, d’altronde se non fossi così avrei aperto un locale Tennents, per cui tutto quello che facciamo è frutto di uno studio, niente è lasciato al caso, niente è improvvisato e approssimato.

La prima volta che ti incontrai conobbi Manila Benedetto, che curava la comunicazione del birrificio. E’ ancora così? C’è chi considera birra artigianale e marketing due mondi opposti. Tu cosa ne pensi?

Manila è stata per noi una persona fondamentale, è anche grazie a lei se ormai mi conoscono in tutta italia, ha curato per diverso tempo la nostra comunicazione, ora non più visti i suoi impegni e gli eventuali conflitti di interesse come giudice e relatrice di guide. Nessun prodotto si vende senza marketing, chi pensa di farne a meno ha già messo una pietra sulla sua tomba, il marketing può essere anche inconsapevole, ma è necessario.

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Dici Puglia e pensi al vino. Mai stereotipo fu più fuorviante. Oggi la birra artigianale ha contagiato anche il mondo vitivinicolo. Da questa “eretica” unione sono nate due birre: Moscata, prodotta con mosto d’uva, e le birre della serie Fine de mondo, maturate in barrique di vino per sei mesi. Com’è stato dare vita a questi “ibridi”? ti hanno condannato all’inquisizione?

Il mondo del vino non ci appartiene, e anche se alle volte si cerca di fare buon viso e cattivo gioco, io uso l’uva e non il vino, e la uso come frutta, vista la grande disponibilità nelle nostre zone. Per la Tensione evolutiva cerco di evitare contaminazioni birra vino usando botti rigenerate o botti di wiskey. Produrre questi prodotti è stata una grande sfida che mi ha regalato grandi soddisfazioni, continueremo su questa scia che ci affascina molto.

Domanda jolly: qual è il tuo luppolo preferito e perché?

I miei luppoli preferiti sono Citra, perché ha reso la nostra Linfa un prodotto fantastico, e Saphir perché dà una marcia in più alle Pils, che sono le mie birre preferite.

Domanda bonus: ti hanno detto che stranamente la barba di rende meno “cattivo”?

Essere irriverente fa parte del mio carattere specialmente dopo aver compiuto i 40 anni, meno “cattivo” mai!! Mi sono fatto crescere la barba per attirare un po’ più di attenzione su di me, ma è sicuramente la mia chiazza bianca che fà la differenza :):):)

Visto? Donato Di Palma è molto più affabile di quanto si possa immaginare. Del resto, come ogni eclettico birraio, ha un punto debole: la birra artigianale e le sue creature. E credimi: le birre del Birrificio Birranova sono davvero superbe. Ne ho assaggiata qualcuna e presto ne pubblicherò le recensioni.

Conoscevi Donato Di Palma? Hai assaggiato le sue birre? Hai provato la cucina del Birranova brewpub?

Crediti foto: 1, 2

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