Dimagrire con birra e latte. Sogno o realtà?

Stamane mi trovavo a curiosare fra alcune testate virtuali, alla ricerca di informazioni a carattere contemporaneo e, ovviamente, birrario.Proprio con riferimento a quest’ultimo aspetto è saltato alla vista un articolo pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Cell Metabolism: in sostanza, una ricerca condotta da un gruppo di scienziati in collaborazione tra elvetici e americani (l’École Polytechnique Fédérale di Losanna, in Svizzera, ed il Weill Cornell Medical College di New York), ha evidenziato la presenza di una sostanza, contenuta nella birra, responsabile del maggiore assorbimento dei grassi e, quindi, del dimagrimento.
Tale sostanza, una proteina contenuta anche nel latte, nota nel campo scientifico col nome di “nicotinamide riboside” ha dimostrato le sue capacità dimagranti per mezzo di un esperimento condotto su un gruppo di topi i quali, indotti all’assunzione di grassi cotemporaneamente alla proteina, hanno aumentato la loro massa in media del 60% rispetto agli esemplari lasciati in carenza di questa sostanza.
Insomma, la birra avrebbe inaspettate potenzialità dimagranti, a differenza di quanto si tende comunemente a credere, per cui la birra faccia “gonfiare“. Questo sarebbe anche vero, ma bisogna contestualizzare: dipende innanzitutto dalle quantità consumate, ma anche dal tipo di prodotto (non tutte le birre causano il rutto, questi è il prodotto generalmente dell’assunzione di birre industriali a maggiore contenuto residuo di anidride carbonica). Dimagrire con birra e latte, insomma, sarebbe davvero possibile!
E se le proprietà dimagranti e la lotta al diabete non vi convincono abbastanza, ecco che i risultati di questa ricerca vogliono spezzare qualche altra lancia a favore del “liquido biondo“. Ebbene, udite udite, la proteina
stimolerebbe la forza e l’efficienza muscolare nei corpi da cui è metabolizzata, e rafforzerebbe i mitocondri, responsabili della lotta all’invecchiamento. Essa agirebbe in maniera simile al resveratrolo, famoso antiossidante di vino ed uva.
Lungi da me innalzare un inno in favore del consumo irresponsabile della birra sulla base di un mito del quale si potrebbe facilmente obiettare. La lotta all’obesità passa attraverso questa, ma anche innumerevoli altre armi: prima fra tutte la coscienza.
L’abuso della birra, in quanto sostanza alcolica, fà male. E lo dico senza necessità di riscontro su indagini scientifiche: in qualità di salutista, l’alcool nuoce, soprattutto al fegato, se non consumato con moderazione; mentre in qualità di amatore, posso sconsigliare l’abuso in quanto colpevole di trasformare un rito salutare in una pratica incapace di farne apprezzare la qualità.
Soprattutto in previsione della stagione estiva, è bene evitare di “attaccarsi alla bottiglia“. Un uso responsabile fà bene a tutti: alla salute, al convivio, al divertimento. Non è abbastanza?

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