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Diamo il benvenuto ai nuovi birrifici artigianali

Torniamo  a parlare di crescita della birra in Italia. In particolare di nuovi birrifici artigianali. Un ritmo incalzante, parallelo a quello delle beer firm. Chi vincerà? Lo sapremo solo a fine corsa. Nel frattempo, godiamoci lo spettacolo!

L’ultimo aggiornamento sui nuovi birrifici artigianali italiani risale a un abbondante mese fa. Nel frattempo ne è passata tanta di birra sotto i ponti – e chissà quanta me ne sarà sfuggita! E’ giunto dunque il momento di recuperare, lanciandoci in questo mondo in vivace fermento. Eccoli qua, i nomi dei nuovi arrivati: Terre di FAUL, Birrificio 24 Baroni, Birrificio Magester, Birrificio Cavour. Non li conosci? Te li presento! Uno per uno.

nuovi-birrifici-italiani-terre-di-faulTerre di FAUL, con sede a Viterbo (VT), è uno degli ultimi birrifici nati all’interno del prolifero stivale. Meglio, si tratta di un birrificio agricolo – giusto per capirci, al birrificio si arriva anche a impiegare il 95% di orzo autoctono, maltato presso il CoBi di Ancona. Il volto è del giovanissimo Filippo Miele. Il numero di birre prodotte oscilla tra le due e le tre etichette – la terza,  chiamata La Rosa, è una birra aromatizzata con lamponi, fresca fresca di messa in commercio. Le altre due “ufficiali” sono la Tiburzi, un’American Pale Ale la cui batteria di luppoli prevede Columbus, Cascade e Citra (più Calypso in dry hopping), e la Midnight Sunset, una Cream Ale brassata con fiocchi di mais e un parterre di luppoli americani – dei quali Cascade in dry hopping.

 

Il nome è Birrificio 24 Baroni, ma sono due gemelli, Antonio e Giacomo Consentino, a portare avanti l’attività brassicola. Un percorso iniziato per gioco, successivamente nuovi-birrifici-italiani-birrificio-24-baronisviluppatasi in un vero e proprio progetto lavorativo. Il birrificio si trova a Nicosia (EN), piccolo Comune dei Nebrodi, nell’entroterra Siciliano,  famoso per la produzione di frumento. Lo stesso cereali che in passato rese ricca la città. O meglio, i 24 baroni che possedevano la quasi totalità delle terre. Le birre utilizzano esclusivamente cereali maltati e acqua di sorgente, strizzando l’occhio all’ambiente – l’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili. Tre le birre prodotte, tutte alte fermentazioni d’ispirazione belga – peccato per i nomi decisamente poco fantasiosi: Bianca, una bière Blanche da 6,3% abv; Bionda, una Saison da 5,6% abv; Rossa, una Belgian Amber Ale da 5,8% abv.

 

nuovi-birrifici-italiani-birrificio-magesterE’ dunque la volta del Birrificio Magester di Ferentillo (TR), nel cuore della Valnerina, in Umbria. Il nome deriva dalla firma “URSUS MAGESTER FECIT”, lasciata dall’artista Longobardo Ursus su una lastra lapidea in bassorilievo (immagine) – nei secoli trasformata nell’altare dell’Abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo. Anche il logo è stato progettato riprendendone uno dei particolari. Il birraio è Giovanni Ridolfi, laureato (cum laude) presso il CERB di Perugia in Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti. Attualmente l’impianto ha dimensioni piuttosto modeste (1 hl) ed è proprio tra le priorità di Giovanni l’espansione della capacità produttiva. Attualmente sono in produzione due birre: CEREVISIA POPVLVSQVE, una Blonde Ale da 5,2%alc, luppoli statunitensi e tedeschi, dalla facilissima beva; URSUS, una America Amber Ale da 6%alc, gusto in equilibrio tra caramello, tostato e infine aggrumato del Cascade.

E chiudiamo questo aggiornamento sui nuovi birrifici artigianali presentando il Birrificio Cavour (sito in costruzione). Una realtà “ufficiosa” a dire la verità, che attende nuovi-birrifici-italiani-birra-cavoursolo la conclusione delle procedure burocratiche. Il birraio è Nicola Marcianò, coadiuvato da due collaboratori coi quali, da tempo (tre anni), condivide la passione per l’homebrewing. E si sa: dalla passione per la birrificazione casalinga alla professione birraria il passo è (relativamente) breve. Il nome del birrificio è quello della piazza di Bitonto dove trova sede il “quartier generale” – qui si trova anche il Torrione Angioino ripreso dal logo. Ancora poche informazioni in merito. Quello che trapela è che la produzione si compone di una English Pale Ale, una Weizen, e la Cavour Black, una Stout brassata con fava di cacao e liquirizia. Tra le prossime novità, invece, una birra “pensata” per i dolci. Non resta che attendere la messa in commercio per provarle e tastare con mano – e con gusto.

E tu, hai già conosciuto questi nuovi birrifici italiani? hai provato le loro birre? Avanti, dimmi cosa ne pensi!

2 commenti

  1. Ma hai già provato le loro birre?

  2. Purtroppo no. Qui in Calabria sono condannato a un notevole ritardo sull’approvvigionamento di materiale.
    Le brevi descrizioni riportate sono quelle utilizzate dal produttore.

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