deetz kolsch bevog brauhaus

Deetz Kölsch Bier Bevog Brauhaus

Deetz è un ibrido fantastico: è classificata come Kölsch tedesca ma di fatto è prodotta con luppoli americani.

Prima ancora che lasciassero Deetz a piede libero, in Slovenia la birra artigianale scorre a fiumi. Sono i numeri  dirlo: su una superficie di poco più di 20 mila km quadrati si dispongono ben 28 birrifici artigianali. Forse non è la destinazione più sfiziosa del mondo ma nel giro di qualche anno potrebbe diventare una delle mete più ambite dal viaggiatore birrario.

Varcato il confine le cose sono un po’ più tranquille. Parzialmente.

Oltre il confine sloveno, in Austria, si trova la Bevog Brauhaus di Vasja Golar, ex homebrewer sloverno con il pallino per la birra anglosassone. Dunque, ricapitoliamo: birraio sloveno e birra austriaca. Com’è possibile? Beh, semplice. Quando Vasja si è reso conto che i tempi sloveni per realizzare gli adempimenti burocratici sarebbero stati biblici, ha deciso di andare poco oltre confine. In Austria ottenere i permessi per fare birra è stata una mera formalità. Quella di Vasja è stata una sfida: produrre birra in un Paese votato al vino. Questa storia ti suona familiare? Esatto, è molto simile a quella nostrana avente come protagonista Teo Musso.

Bevog è un mondo magico popolato da creature fantastiche.

In casa Bevog regna l’anticonformismo. A partire dai nomi delle birre, che semplicemente significano… nulla. Sono nomi di pura fantasia. Così come fantasy è l’identità grafica adottata dal birrificio. Creature fantastiche, personaggi magici e scene fiabesche appaiono sulle bottiglie e sulle lattine della brewery. In realtà non sono cose campate in aria. L’autore di questo mondo fantastico è il nonno di Vasja, poeta e scrittore molto apprezzato in città. Le sue creature di fantasia sono così diventate protagoniste della Bevog Brauhaus.

La cifra stilistica è inglese ma alla Bevog Brauhaus le birre sono sui generis.

Anche le ricette sono poco in linea con lo stile dichiarato. Quasi tutte si sono lasciate ammaliare dalla beltà dei luppoli statunitensi. L’unica birra che poco poco si avvicina alla cultura brassicola austriaca è la qui presente Deetz. Si tratta di una Kölsch, o meglio di una birra in stile Colonia – Kölsch è uno dei pochi casi di disciplinare di origine applicato alla birra. Oggi Bevog è due in uno: un brewpub austriaco situato a Bad Radkersburg e un Ristopub chiamato Pivohram Golar, questa volta in area slovena. A portare l’attenzione del grande pubblico sul birrificio è stata la nomina da parte di Ratebber come terzo miglior nuovo birrificio nel 2014. Senza contare che un anno prima, nel 2013, la sua Ond Smoked Porter è stata dichiarata la migliore birra austriaca.

Lattina da 33 cl, 4.8% abv. Trovi la mia recensione originale su Birre ad Arte.

Schiuma

Generosa, dalla texture fine e spessa, persistente e di grande aderenza; colore e aspetto pannosi.

Colore

Aranciato con cromature ambrate; aspetto appena velato e vivace frizzantezza interna.

Aroma

Impatto olfattivo di devastante intensità. La fanno da padrona i profumi di frutta, agrumi in particolare. E’ evidente il segno dei luppoli a stelle e strisce, con il pompelmo a fare da apripista. Seguono sentori di frutta tropicale (passion fruit, melone, mango) e agrumata (curaçao). I malti sono confinati in secondo piano, nelle vesti di invisibile supporto: crosta e mollica di pane, frollino, arancia candita, miele millefiori. La nota di fondo è suggestiva e porta in dote un gradevole resinoso con carezze balsamiche. Potenziata.

Gusto

Il primo sorso è rincuorante, armonioso nelle sue componenti. Anche in bocca è chiara la presenza dei luppoli americani, dei quali non manca la tipica arroganza. Pur tuttavia, rispetto al naso, le note maltate sono decisamente più accentuate. Qui non si limitano più a fare da supporto, bensì si pongono in prima fila alla conquista del palato. I malti hanno un avversario tenace: la frutta. Tra di loro non è una vera guerra ma è comunque una battaglia per la conquista del primato. Il risultato è un continuo incalzare di sapori, dai quali il palato ne esce galvanizzato. L’intensità è accentuata così come l’ampiezza del bouquet gustativo. Le note sono maltate (pane, cereali, miele, arancia candita) e fruttate (arancia, melone retato, pesca). Finale asciutto e ripulente. Taglia in maniera netta, poi si fa seguire da un abbondante e prolungato strascico amaro di pompelmo e curaçao. Carbonazione presente, corpo medio e mouthfeel tondeggiante. Retrolfatto di pane, retrogusto di pompelmo. Gustosa.

Deetz è molto, anche troppo distante dalla semplicità di una Kölsch. Ciononostante il risultato è parimenti beverino. La feroce luppolatura crea un eccezionale gioco d’intenti con i malti, dando vita a un valzer sensoriale al quale è impossibile resistere.

Conoscevi Deetz? Cosa ne pensi? Ti sembra una Kölsch oppure no?

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