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Debowe Mocne Imperial Pils

La Debowe Mocne giunge in Italia direttamente dalla Polonia. Sorprendente Imperial Pilsner con sentori da Stout. Immagina la sorpresa!

Ricordate la recensione della settimana scorsa, quella della Lech Premium? Oggi tocca a un’altra birra polacca, anch’essa prodotta nella cittadina di Poznan. Entrambe appartenenti alla medesima categoria stilistica, quella delle Strong Lager/Imperial Pilsner. Ed entrambe prodotte dalla Kompania Piwowarska, che di fatto appartiene al colosso sudafricano SABMiller. Qui, insomma, c’è lo zampino della birra industriale.
Lattina da 50 cl, 7% abv.

Colore

Birra di colore ambrato, con riflessi dorati. Aspetto limpido e frizzantezza fiacca.

Schiuma

Chapeau di schiuma copioso e consistente, di discreta persistenza e buona aderenza al bicchiere. Colore bianco e aspetto pannosi, la trama è fine – pur con qualche bollicina più grandicella – e compatta.

Aroma

L’impatto olfattivo è dolce e delicato, accentuato sulle note maltate. Non brilla per intensità, per quella fragranza che latita alle basse longitudini… ehm, fermentazioni, ma quantomeno è priva di quello sgradevole sentore metallico e quell’appiattimento olfattivo che caratterizza le lager industriali. Malto, dunque: pane innanzitutto (crosta e mollica), ma anche cereali e miele millefiori. Non male la componente fruttata, leggermente zuccherina, che alle classiche note di polpa d’arancia e mandarino aggiunge quelle più fresche ed esotiche di ananas e melone retato, con un pizzico di pesca a pasta gialla. Prima di accomiatarsi, l’aroma si arricchisce di leggere sfumature di mandorla. Il luppolo, invece, è pressoché assente, non fosse per una lieve traccia di prato appena tagliato.

Gusto

Il primo sorso si rivela un gusto sorprendentemente piacevole. Nulla di esaltante, per carità, per una birra di derivazione industriale cavolo se non lo è! L’inizio è abbastanza leggero, correttamente watery con una buona dose di mineralità, seguito da passaggio scorrevole ma non sfuggente; raggiunge il finale senza girotondi, lasciando emergere solo un lento ma progressivo accento amarognolo, con note – udite, udite! – torrefatte, in un mix oltremodo inusuale nel quale la leggera resina incontra la liquirizia, il cacao, il caffè in chicchi. E’ forse questo il “lato oscuro” che l’etichetta double-face voleva segnalare? Carbonatazione leggera, corpo medio. Sono sempre le note maltate a dirigere la degustazione, con note di pane, cereali, miele, mou, e una leggera punta fruttata d’arancia – polpa piuttosto che scorzetta – e mandarino. Il retrogusto non manca di offrire ulteriori descrittori interessanti, quali il nocciolo di pesca e la mandorla amara, con reminiscenze di prugna disidratata e un leggerissimo – appena percettibile – tepore etilico.

La Debowe Mocne si è rivelata meglio delle mie più rosee aspettative. Un bouquet olfattivo-gustativo ricco e variegato, pur forse non propriamente adatto alla categoria stilistica. Peccato per la scarsa intensità. Si colloca comunque non una ma ben due – forse anche tre – spanne sopra le “colleghe” industriali.

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  • Gusto
3.5
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