days of creation thornbridge brewery

Days of Creation Sour Ale Thornbridge Brewery

Days of Creation è una Flemish Red Ale maturata in botti ex Borgogna e addizionata di lamponi.

Si torna a casa Thornbridge Brewery, precisamente nella “stanza delle botti”: Days of Creation è infatti figlia del progetto Barrel Room Series e sorella della Love Among the Ruins. Come quest’ultima si tratta di una birra acida in stile Flamish Red Ale, fermentata con lievito belga, maturata in botti ex Borgogna e rifermentata con brettanomiceti, lattobacilli e pedicocchi. La differenza sta nell’aggiunta di lamponi al posto delle ciliegie.

Bottiglia da 37,5 cl, 7% abv, lotto con scadenza 01/06/2021.

Schiuma

Maggiore del previsto, arriva a formare un cappello alto un dito che non si schioda più; trama fine e compatta, colore beige e aspetto cremoso.

Colore

Decisamente più scuro di Love Amont the Ruins: rosso tendente al violaceo, venature ambrate e aspetto limpido dal quale traspaiono abbondanti bollicine.

Aroma

Si parte con la fragranza di frutti rossi, qui presenti in in consistenza gelatinosa. L’acido è prevalentemente lattico, con suggestioni di yogurt e richiami di formaggio dalla consistenza gessosa. L’acetico (aceto di malto) arriva solo con lo stemperarsi della birra. Poi è la volta dei lamponi, freschi come appena colti. Ma non è finita qui. Per indagare ulteriormente il bouquet olfattivo bisogna immergere a fondo il naso nel bicchiere. Il corpo inizia ad acquisire sfumature leggermente affumicate (speck), affiancate da note legnose e da leggere ossidazioni da vino rosso. Sempre per rimanere in ambito vinoso ecco arrivare nuovamente i lamponi ma anche prugne e uva sultanina. Suggestione a parte vi sono anche tratti dolci da distillato di malto (vaniglia e caramello inebriati di alcol). Il cuore reca il sussurro del vento che si insinua tra le spighe di un campo di grano. Acerba.

Gusto

Si conferma perfettamente in linea con l’aroma. A primo acchito spicca la dolcezza, cosa piuttosto inusuale per una birra acida. Suppongo avrebbe beneficiato di una più lunga maturazione in bottiglia rispetto a Love Among the Ruins. Carbonazione bassa, corpo medio e mouthfeel tra la scorrevolezza acquosa e la rotondità zuccherina di un succo di frutta. In mezzo, dove possono, si infilano piccole punture acide. All’ingresso prevale il dolce della frutta, coi lamponi dalle sembianze gelatinose. Intermezzo acidulo di frumento. Nel frattempo conquista terreno l’acetico (aceto di vino), finora rimasto nascosto. Sarà lui ad apportare anche un po’ di colore. Ma la cosa più entusiasmante è che Days of Creation non si ferma qui e si rimette in gioco più e più volte. Lo fa nel pre-deglutizione, dove ritorna dolce e solo leggermente acidula (formaggio, yogurt, centrifugato di mela). Poi, a deglutizione avvenuta, rincalza l’acido, pur mantenendosi distante da note marcate e astringenti. L’alcol è magistralmente nascosto, concentrato in un unico punto: la deglutizione. Finale asciutto grazie al tris di acidità, affumicato e alcol. Retrolfatto di lamponi, retrogusto di aceto di vino. Acetata.

Davvero niente male questa Days of Creation. Forse un po’ acerba. Probabilmente avrebbe beneficiato di una maturazione più lunga per consentire ai brettanomiceti di svilupparsi. Però c’è da dire una cosa: si lascia bere che è una bellezza.

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