dark arts magic rock

Dark Arts Surreal Stout Magic Rock

Dark Arts ha una missione: convertire al lato oscuro anche il più scettico dei consumatori birrari.

Dark Arts è la Stout di casa Magic Rock. La ricetta è variopinta: 4 malti (Black, Brown, Chocolate, Golden Promise), una manciata di avena e orde di luppoli in coni (Hurkules, Magnum, Target). Sulla carta si presenta come una Stout levigata, alla quale sono state minuziosamente smussate le spigolosità, lasciando solo la morbidezza dei malti tostati. E’ una birra con intenzioni belliche: convertire al lato oscuro della birra anche il più dubbioso dei consumatori birrari.

In cask, 6% abv.

Schiuma

Metà dito, cementata. Non ha nulla di invidiare al cappello di un cappuccino, per colore (nocciola), aspetto (cremoso) e densità.

Colore

Ebano tendente al nero, con riflessi cola e aspetto appena opaco.

Aroma

La si avvicina al naso, la si annusa un po’ e si rimane spiazzati. Da una Stout ci si aspetterebbero note nere, decise, tostate e magari torrefatte. E invece no: Dark Arts stupisce per la fragranza delle sue note di pane nero. E’ un profumo così intenso da entrare nel cuore, facendo immaginare di avere una pagnotta tra le mani. Il corpo è più black, delicatamente tostato ma anche qui morbido e delicato: orzo, toffee, cioccolato al latte, cacao in polvere, datteri. Cuore goloso, a cavallo tra vaniglia e ciliegia. Morbidosa.

Gusto

Surreale di nome e di fatto, Dark Arts inebria di gusto il suo fortunato consumatore. Non è una Stout purossangue e in bocca si ha la conferma. Tostata invero ma priva dell’astringenza tipica di questo stile. Al suo posto cremosa morbidezza e maltosa fragranza. C’è tanta, tantissima maltitudine: pane nero, toffee, pan di spagna, biscotto al cacao. Ovviamente non mancano le tostature, ma dopo tutto il popò di malti percepiti si può dire che il loro apporto è marginale: cola, brownie, liquirizia, cioccolato fondente a bassa intensità e caffè. La carbonazione è assente, il corpo medio e il mouthfeel velvety. In fase di deglutizione si percepisce netta la presenza alcolica, leggermente calda e al sapore di amarena (Maraschino). Finale “mordente”, col cioccolato fondente che punzecchia la lingua ai lati. Chiude secca grazie all’anima liquorosa. Retrolfatto di caffè, retrogusto di radice di liquirizia. Suggestiva.

E’ pane nero, cremoso cappuccino e caldo Maraschino in un solo bicchiere. Perfida tentatrice e pericolosamene beverina, potrebbe convertire anche il più ostinato dei consumatori birrari. Dark Arts è la buonanotte dei sognatori.

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3.8
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