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Birra alla zucca: da ortaggio a pane liquido

Con l’avvicinarsi della notte delle streghe di Halloween, l’immagine della zucca è pressoché ovunque. Mentre in Italia gli esempi di stili “made in Italy” si possono contare sulle dita di una mano, con la birra alle castagne a fare da portavoce, dall’altra parte dell’oceano la scena birraria vive numeri da far impallidire, adattandosi ovviamente a ben altre dimensioni geografiche (e bacino di consumatori). A cavallo tra Ottobre e Novembre, in particolare, la scena birraria americana vive particolare fermento attorno ad uno stile caratteristico legato a questa stagione, quello delle Pumpkin Beer, la birra alla zucca.

beer-pumpkinè in questo periodo, infatti, che l’ortaggio raggiunge la sua piena maturazione. La zucca, un alimento di umili origini inizialmente impiegato nell’arte birraria come semplice sostituto (rispetto all’orzo, decisamente più costoso), ha avuto oggi una diffusione capillare, riuscendo a trovare spazio nelle cucine di tutto il mondo. In occasione della festa di Halloween, poi, la zucca raggiunge il massimo del successo divenendo vero e proprio oggetto di culto quando, scavata e illuminata dall’interno con una candela accesa, diventa lo spauracchio di mostri, streghe e fantasmi nella notte dell’ultimo di Ottobre.

Uno stile, quello delle Pumpkin Beer, che ha rischiato di scomparire quando il progresso e il benessere hanno reso più facile l’accesso a ingredienti qualitativamente migliori (orzo in particolare) ma che, complice la passione per la tradizione che caratterizza i birrai di tutto il mondo, è stato recuperato e rivitalizzato, tanto da essere oggi tra i simboli dell’America birraria. Diverse le forme di impiego (e qui è facile trovare un’analogia piuttosto forte con la nostrana birra alle castagne): aggiunta al mosto fresca, tagliata a fette, oppure sotto forma di purea, o ancora arrostita. In generale, il risultato è quello di una birra morbida e vellutata, in cui domina la leggerezza della zucca, spesso accompagnata da spezie (zenzero, noce moscata, pepe e chiodi di garofano) che ne arricchiscono e completano il bouquet olfattivo/gustativo.

Ho personalmente avuto modo di apprezzare la Zucca di Birra Baladin, probabilmente uno dei più “famosi” esempi italiani dello stile. Di questa birra mi ha piacevolmente colpito la sua dolce morbidezza, comunque lontana da quella fastidiosa sensazione di stucchevolezza che ne compromette la capacità di beva, e l’ampio ventaglio di possibili abbinamenti birra-cibo cui si può prestare. Ho individuato poi un altro paio di produzioni: la Pumpkin Fair di Amiata e la Candeot di Birra di Meni. Vi invito ovviamente a suggerire altri nomi, ma sembra che lo stile non sia ancora riuscito ad entrare nel cuore degli italiani. Del resto, vista la corrispondenza con la birra alle castagne, è facile intuire il perchè. Citava un antico detto: “Mogli e buoi dei paesi tuoi”. Che vi sia una valenza anche nel mondo della birra?

1 Commento

  1. Ciao! Segnalo anche la Salty Pumpkin Ale di Birra dell’Eremo, qui la descrizione dal loro blog: http://www.birradelleremo.it/blog/halloween-birra-delleremo-presenta-salinzucca-una-salty-pumpkin-ale/

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