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Cucina fatta in casa? Ecco pane (e pizza) per i tuoi denti!

Pane e pizza (siano benedetti loro, ed il lavoro dei lieviti!) rappresentano l’esempio perfetto di come le cose più semplici siano in realtà le più buone. Non c’è dubbio che, indipendentemente dalla ricetta seguita o dalla scuola di pensiero adottata, la loro espressione più buona è quella della cucina fatta in casa!

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Messer lievito è uno degli ingredienti essenziali per la produzione di birra, tanto importante da essere considerato da alcuni “il vero mastro birraio”. Il suo ruolo, però, non si esaurisce solo nell’ambito della produzione birraria. Del resto, si tratta di un microrganismo incredibilmente vivo, che ha voglia di fare, birrificare, fermentare…lievitare! In cucina siede tronfio sul trono degli ingredienti più importanti, dettando legge in materia di cucina fatta in casa. I suoi principali sudditi sono due: sto parlando di pane e pizza. Il pane occupa stabilmente la nostra tavola,  alimento base della piramide alimentare assieme alla pasta. La pizza, nella sua semplicità, è uno dei prodotti più amabili della cucina italiana, capace di regalare profumi e sapori ineguagliabili. Chi non ha l’abitudine di cenare con una pizza, il Sabato sera, alzi la mano!

Ingredienti

Per il pane:
300 gr farina di grano duro rimacinata
500 gr circa di lievito madre
300 gr farina tipo 00
1 cucchiaino e 1/2 di sale

Per la pizza:
500 gr farina tipo 00
un pizzico di sale

Preparazione

Partiamo dalla preparazione preparazione comune. Innanzitutto, lasciare il lievito in acqua tiepida. Per il pane l’ideale sarebbe riuscirsi a procurare del lievito madre dal forno sotto casa, mentre nel caso della pizza preferire un pizzico o unicamente lievito di birra. Una volta che lo stesso diventa sufficientemente morbido e malleabile, aggiungere un pizzico di sale. Versare la farina (di grano duro per il pane, tipo 00 per la pizza), impastare e  aggiungere acqua poco per volta per facilitare la lavorazione, sino ad ottenere un panetto omogeneo ma ancora piuttosto granuloso. Al pane, in aggiunta, si mescola la farina tipo 00.

Dopo un primo e sommario impastato, lavorare il panetto su una superficie dura con maggiore vigore, sino a renderlo omogeneo e piuttosto morbido. Anche in questa fase è l’acqua l’ingrediente essenziale: bagnarsi le mani, piuttosto che versare l’acqua direttamente, aiuta a migliorare la malleabilità e la consistenza, senza allungare l’impasto. Il panetto verrà quindi messo a riposare per tutto il tempo necessario alla lievitazione (6 ore circa)in una ciotola cosparsa con un pugno di farina, ricoperta da pellicola trasparente (meglio ancora se coperto ulteriormente da un panno caldo), in un luogo asciutto e lontano dalla luce.E questa è la fase comune.

Per il pane, riporre il panetto su carta forno, applicare dei tagli sulla superficie, e riporlo in forno ventilato a 250 gradi per 20 minuti. La cottura verrà ultimata a forno spento.
Per la pizza, invece, basterà stendere l’impasto su una teglia leggermente imburrata, facendo attenzione ad evitare che si allunghi troppo. Arriva quindi la parte più bella di tutte: la farcitura! Date quindi sfogo al pizzaiolo che è in voi, e provate mille e uno gusti diversi, dalla classica Margherita all’inusuale pizza con crema di pistacchio. Credetemi, ci si può sbizzarrire all’infinito. Cottura in forno ventilato a 250 gradi per 5/10 minuti, a seconda che la preferiate più o meno croccante.

Abbinamenti birra

Siamo cresciuti da sempre nell’ottica che la pizza sia il migliore, se non addirittura unico, abbinamento possibile alla birra. Purtroppo ho scoperto, con mia somma sorpresa, che è tutto il contrario. Anzi, diverse scuole di pensiero criticano questo particolare abbinamento, per due motivi: il primo è che si tratta di due prodotti entrambi caratterizzati dall’utilizzo di lieviti, che in quantità eccessiva rischiano di rendere lo stomaco…una mongolfiera! Il secondo è la spiccata acidità del sugo di pomodoro sulla pizza, che rende difficile l’abbinamento con la birra. Questa volta, però, in barba a tutti i consigli, seguo il mio cuore, e lui mi suggerisce una bella weizen tedesca, che del lievito fa la sua principale caratteristica: ho sempre trovato geniale l’abbraccio tra la morbidezza dell’impasto e la spizzata acidulità del frumento, accompagnata dalla dolcezza lievito che caratterizzano questo stile.

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