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Cucina belga: abbondanza, sapore e birra

In Belgio mi sono tuffato nella cucina belga. Non mi sono fatto mancare nulla: Coq-à-la-biére, Carbonade Flamande, Konijn met pruimen. E non è finita qui!

Il mio viaggio in Belgio è stato breve ma ricco di sapori. Ti ho già raccontato cosa, come e quanto ho bevuto. Oggi tocca a quello che ho mangiato. Lascia che ti dica una cosa: in Belgio si mangia da Dio. Ovviamente devi sapere cosa ordinare e dove mangiare. Ma da appassionato di gastronomia ti assicuro che questo tuffo nella cucina belga è stato un balsamo.

Si parte dal dolce e si passa al salato.

Ad aprire le danze ci hanno pensato una sorta di biscotti chiamati Speculoos. Hanno consistenza friabile e sapore dolce e speziato. Al palato mi hanno ricordato una versione meno “grassa” delle classiche Macine, biscotti alla panna della Mulino Bianco, ma con un sapore completamente diverso. Scoprirò inoltre che in Belgio le French Fries vengono servite in abbondanza come il pane sulle tavole italiane. A renderle ancora più stuzzicanti la salsa che le accompagna. Non è maionese ma è qualcosa di simile. Più fresca e meno grassa, impreziosita da erba cipollina.

Al ristorante è stata una doppietta devastante.

Il ristorante in questione si chiama ‘t Hommelhof (proprietà del birrificio Van Eecke). Il primo piatto è stato una zuppa di formaggi, cucinata con la birra della casa (Hommelbier). Una bomba! Semplice, leggera ma davverso saporita. Il formaggio non è grasso e si limita ad apportare il giusto livello di sapidità casearia. Il tutto mpreziosito da tocchetti di prosciutto cotto, verdure, funghi e un po’ di coriandolo. Le papille hanno fatto festa.

Il secondo piatto l’ho desiderato, cercato, ordinato. E infine divorato.

Il nome belga è “Konijn met pruimen”, letteralmente ‘coniglio con le prugne’. Innanzitutto il servizio: è stato portato a tavola in un tegame di coccio, chiuso. Appena sollevato il tappo si è sprigionato il vapore interno. E insieme a lui un’ondata di estasianti profumi. Sono immediatamente andato in salivazione. Il buon coniglio non ha tradito le mie aspettative. Non solo prugne ma anche uvetta e carote. Superlativo. In pratica è la versione gourmet – e decisamente più delicata – del coniglio alla cacciatora.

Al Cambrinus non è andata affatto male.

Un altro piatto forte della cucina belga: la Carbonade Flamande. Per dirla all’italiana è uno spezzatino di manzo, impreziosito da odori e spezie. Ma la vera protagonista (invisibile) è la birra. E’ nella birra che viene bagnata e cucinata la carne. E sarà ovviamente la bontà della birra a rendere speciale quest’ultima. Saporita, nel senso di leggermente salata. Geniale l’accompagnamento con la salsa di mele dolci.

Al De Heeren Van Liedekecke ho dichiarato forfait.

Geniale il Coq-à-la-biére (galletto cucinato con la birra). La carne è così tenere da fare invidia al miglior tonno pinne gialle della Rio Mare. Il piatto si presenta in maniera sontuosa, corredato da crocchette di patate e una densa salsa ai funghi e besciamella. E poi ho assaggiato di nuovo la Carbonade, qui chiamata Stoofvlees. Molto meglio della precedente. Sai cosa l’ha resa più buona? Due cose: la carne utilizzata, molto più tenera, ma soprattutto la birra, a conferma di quanto detto poco fa. Qui la cucina flambé si è sentita tutta. Il risultato è più delicato ma al contempo più ricco. A corredo ci sono un sapiente gioco di spezie su base piccante, che solleticano il palato e accarezzano la lingua.

E il pesce? Anche lui merita.

Ho assaggiato le famose Cozze alla Birra. E’ un piatto un po’ abusato, diventato un classico tra i turisti e quindi con qualità altalenanti a seconda del posto in cui lo si mangia. Nel mio caso mi trovato al 3 Fonteinen Restaurant (ristorante dell’omonimo birrificio) e sono cascato in piedi. Per fartela breve si presenta in tutto e per tutto come una Pepata di Cozze, con la differenza che qui non c’è pepe, bensì cipolla appassita, dolce. E il magico tocco della birra. E non una birra qualsiasi, bensì una Geuze.

La cucina belga è qualcosa che vale davvero la pena di assaggiare. Quantità abbondanti ma di qualità; cucina ricca di sapori, sapiente miscela di spezie, di affinità e di contrasti; purtroppo salata, nel senso che è un po’ cara, perlomeno rispetto all’Italia. Il suo segreto, come avrai capito, è la birra, usata – è proprio il caso di dirlo – in tutte le salse.

Ti è venuta l’acquolina in bocca? cosa ne pensi della cucina belga? quali piatti mi consigli di provare la prossima volta?

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