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Craft beer pub crawl: Edimburgo. Seconda parte

Ritorna il craft beer pub crawl. Ci troviamo a Edimburgo, capitale della Scozia. Tanti pub, tante meraviglie. Ma soprattutto tantissime birre!

Ieri ti ho raccontato la prima parte del mio craft beer pub crawl Edinburg edition. Mi trovo nella loro patria e non li vado a trovare? Sto parlando di uno dei birrifici più in voga del momento: Brewdog. Di loro ho bevuto solo l’arcifamosa Punk IPA. Nel dubbio mi sono concesso un taste. Il “tagliere” di assaggi si compone di Dead Pony Club, This is Lager, 5AM Saint e – tanto per cambiare – Punk IPA. Ad assaggio avvenuto mi sento di confermare la buona qualità del birrificio. Possiamo parlare fino a domani della loro dubbia artigianalità ma la qualità c’è e si sente tutta. Sono birre volutamente pensate per non mandare in brodo di giuggiole quanto piuttosto per farsi amare in silenzio, nella loro facilità di fruizione che le rende accessibili a tutti. Ma quanto sono ruffiane!

Dead Pony è saporita, con un bel retrogusto fragrante di malto. Aroma fruttato e fresco di agrumi. C’è un leggero intermezzo vischioso di resina che ne aumenta sensibilmente la verve amara. This is Lager è quella che meno mi ha entusiasmato, distante anni luce dalla pulizia e armonia che personalmente mi aspetto da una buona bassa fermentazione. Aroma carico di malti chiari, i quali tornano nel gusto discretamente corposo, abbondantemente frizzante e dal taglio secco ed erbaceo. 5AM è una gustosissima Pale Ale, traboccante di sapori caramellati misti all’ebrezza balsamica dei luppoli, con contrappeso di biscotto e butterscotch. La Punk IPA si conferma essere la birra di bandiera.

Il Brewdog Bar di Edimburgo è una sorpresa.

Trovandomi nella capitale scozzese – e quindi nel quartier generale – mi sarei aspettato qualcosa di gigantesco. Niente di tutto ciò. A quanto pare non si è snaturato nel tempo, mantenendo le dimensioni originarie. L’arredamento è in stile garage/street, curato nel minimo dettaglio. Fighetto, ecco. Un po’ come le birre. A me è piaciuto. Mi è piaciuta meno la musica powerpop da adolescenti. Abbondante spazio dedicato alle guest beer, privilegiando le colleghe UK.

A cena si torna in pieno Royal Mile: The Mitre.

Mi sono concesso un bel piatto di Pork Confit (maiale cucinato a basse temperature), accompagnato da una generosa porzione di purè ripieno di spinaci. Il tutto immerso in una densa salsa che ricorda vagamente il ketchup. Ho provato anche un saporito Balmoral Chicken (roll di pollo e bacon), speziatissimo. Ma ciò che non puoi assolutamente perdere, che tu sia goloso oppure no, è lo Sticky Toffee Pudding. Base di brownie caldo, sormontato da una pallina di gelato alla vaniglia, freddo. Il tutto cosparso di toffee in sciroppo. Il contrasto caldo-freddo è il punto di forza di questo piatto dalla potenza calorica sovrumana.

E’ bene allora fare una passeggiata per smaltire l’eccesso di calorie.

Peccato che la prossima meta del craft beer pub crawl altro non è che birra. La nuova tappa è l’Hanging Bat. Qui vengo accolto dall’onnipresente lavagna con tap list. Ma soprattutto da un bancone dove le vie, in legno intagliato, hanno la forma di pipistrello. Un locale dalle tinte scure fedele al nome. Il design è garage, un po’ più downtown di quello visto nel Brewdog Bar.

Ho assaggiato la birra del pub, ovvero la Sun’s Up, descritta come Table beer da 3% abv. Praticamente una super session beer, perlomeno nelle intenzioni. Naso piuttosto ovattato, “ammazzato” dalla fredda temperatura di servizio. Prevalentemente scorza di agrumi. La beverinità è leggermente compromessa dall’abbondanza di bollicine e dall’accentuato amaro da pompelmo e buccia d’arancia, intenso e persistente. Discreta la selezione birraria che privilegia ancora una volta il circuito locale. Fanno eccezione le bottiglie, prevalentemente belghe.

Il craft beer pub crawl si conclude all’insegna della cultura con una tappa al Royal Dick Bar.


Il pub/locale ricreativo si trova all’interno del giardino che circonda la Summerhall, ovvero la vecchia sede dell’università di medicina e farmacologia. Adesso è sede della distilleria/birrificio chiamata Barney. Ho assaggiato l’intera gamma: Pale Ale (3,8%), Red Rye (4,5%) e Porter (5%). Di facile beva ma prive di scossoni. La migliore mi è sembrata la Pale Ale, la quale svolge meglio delle altre il suo lavoro: dissetare. Il resto della selezione birraria è industriale ma non manca sul bancone un bel tinozzo carico di gin da ben 42 gradi alcolemici.

Questo è quanto accaduto nel corso del mio craft beer pub crawl in giro per Edimburgo. Ho bevuto e mangiato. Ma per una volta mi sono nutrito non solo con la bocca. Anche gli occhi hanno visto cose che prima potevo solo immaginare. E’ questo il bello del viaggio: la scoperta. Se poi c’è la birra in mezzo diventa tutto più saporito.

Hai mai sentito parlare di questi pub? quali delle birre menzionate hai bevuto?

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