Ciao, ho una beer firm. Cosa diavolo è una beer firm?

Un nuovo annuncio di missili nucleari sotto forma di birra, una firma digitale realizzata attraverso l’apposizione del logo di una bottiglia di birra…cosa sarà mai una beer firm? Una beer firm è…vediamo di scoprirlo assieme!

Una beer firm (anche nota come gipsy brewery) è il termine impiegato per indicare una sorta di “birrificio itinerante“, che include tutti i produttori di birra senza privi di un proprio impianto. é una modalità di esercizio dell’attività birraria che risponde alla rapida evoluzione del mercato e di questo specifico settore, che sta vivendo in Italia un vero e proprio boom. E che fà gola a molti imprenditori.Circo itinerante

La soluzione beer firm (molti vi spesso associata all’immagine del circo, itinerante appunto) và integrando quella più tradizionale di birrificio artigianale (produzione senza mescita), e quella più “moderna” di brewpub, (produzione con mescita). Si tratta essenzialmente di “fittare” la concessione di un impianto per la produzione di birra con propria etichetta e, non sempre, con propria ricetta. Le ragioni per cui si preferisce la soluzione beer firm sono diverse: minore investimento iniziale, valutazione preventiva della qualità del prodotto e della risposta del mercato, comodità, burocrazia lenta. Indipendentemente da quale sia la ragione, le beer firm sono oggi una realtà a tutti gli effetti.

MikkellerNumerosi gli esempi. A livello internazionale, la Danimarca rappresenta uno degli scenari più attivi ed intraprendenti. I nomi più importanti e significativi sono quelli dell’eclettico Mikkel Bjergsø del birrificio danese Mikkeller, dedito alla continua sperimentazione e innovazione, con un occhio di riguardo alla tradizione; Christian Andersen Skovdal di Beer Here; Jeppe Jarnit-Bjergsø di Evil Twin; Brian Strumke di Stillwater.

Anche l’Italia, che in quanto a produzione birraria inizia a vantare una forte intraprendenza, propone le sue iniziative. Al momento, l’elenco delle beer firm dichiarate attive a livello nazionale si assesta sulla 60ina. L’elenco, non definitivo, lascia comunque intendere le dimensioni del fenomeno, soprattutto se raffrontate alla cifra degli attuali birrifici esistenti (566).

Ll’idea di base è quella di considerare il mondo intero come la propria fabbrica…assolutamente geniale! Di conseguenza il birraio (gipsy brewer) deve avere un’indole cosmopolita, deve cioè essere disposto a spostarsi continuamente per assistere di persona alla creazione delle proprie birre. Come potrebbe altrimenti definirle sue? Una beer firm deve essere strettamente legata alla figura del birraio che ne “partorisce” l’idea. Se il legame tra birrario e birrificio è essenziale, altrettanto un gipsy brewer deve essere  intimamente legato alle sue birre. é quindi corretto seguire la pratica che associa la birra alla persona del gipsy brewer, partendo dall’indicazione esplicita in etichetta.

Pregi e difetti della birrificazione itinerante? Esistono entrambi! Tutto dipende ovviamente dal punto di vista di ciascuno, birraio, appassionato o critico che sia. Nell’impossibilità di porre a confronto sulla bilancia i due aspetti,  resta solo da valutare la qualità di queste mirabolanti produzioni, ed il contributo che offrono alla diffusione di cultura birraria, di stili tradizionali spesso fossilizzati su base locale, e anche la prolificazione di nuovi stili.

Avete avuto modo di imbattervi in qualcuna di queste etichette? Che cosa ne pensate dell’idea beer firm?

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