comunicazione brewdog elav

Comunicazione: BrewDog vs Brewdogghini

Comunicazione e birra artigianale vanno a braccetto ma quello di oggi è un incontro che preannuncia botte da orbi: BrewDog vs Birrificio Indipendente Elav.

Oggi voglio parlarti dell’importanza di una strategia di comunicazione alla base di qualsiasi progetto imprenditoriale, anche nel settore della birra artigianale. In Italia è addirittura non solo importante ma necessario. Qui, nel mare magnum dei produttori, navigano oltre mille tra birrifici indipendenti, brewpub (pub con produzione autonoma) e beer firm (birrifici senza impianto). Alcuni di questi semplicemente nuotano, altri alternano con facilità lo stile farfalla e quello delfino, altri ancora annaspano, ingoiando acqua e rischiando di affogare. Il loro salvagente ha un solo nome: comunicazione.

Ma cosa vuol dire fare comunicazione? Ecco due casi aziendali di successo.

Il primo è l’attuale icona del marketing applicato al settore della birra artigianale. BrewDog è un birrificio scozzese famoso per il suo marketing non convenzionale. Per affrontare un avversario così agguerrito ho pensato al suo “sosia” italiano. Kuaska, guru italiano della birra artigianale, li ha chiamati Brewdogghini. Loro non si sono offesi, anzi hanno apprezzato. Hai capito di chi sto parlando? Mi riferisco al Birrificio Indipendente Elav.

Partiamo dall’emblema della comunicazione: il logo.

BrewDog ha impiegato circa due anni per ottenere il logo attuale. Persino un birrificio oggi così strutturato è partito un po’ all’avventura e con un’idea di comunicazione poco chiara. Basta dare un’occhiata ai primi loghi. Dall’originale cane stilizzato all’attuale cane – che sembra più l’incrocio tra due lame – il miglior amico dell’uomo è sempre rimasto fedele all’immagine del brand. Grande riconoscibilità, portabilità e valore aggiunto dato dai colori aziendali, gli stessi della birra di bandiera (Punk IPA).

Elav se la cava altrettanto bene. Qui però il concetto è più profondo: nove porte della luppo-consapevolezza, otto delle quali ruotano attorno alla fonte ogivale della creatività. Concept complesso semplificato da una rappresentazione minimale, efficace, “punk” nel suo colore rosso. Anche qui portabilità e riconoscibilità. Il risultato è qualcosa di vagamente mistico. E personalmente ci vedo dell’esoterismo. Direi che possiamo metterla in pareggio. 1 a 1.

Tocca adesso alla vetrina: il sito Internet.

Concentriamoci sulla homepage. In ambo i casi c’è il richiamo ai colori aziendali: immediato per BrewDog, meno per Elav. Meglio così: richiamare il rosso acceso sarebbe stato un pugno negli occhi. Tra le sezioni ambedue i brand hanno deciso di porre enfasi (giustamente) sulle birre e sui bar/pub di proprietà. I nomi delle sezioni sono originali (Lowdown per BrewDog, Dissonanze per Elav, tanto per citarne qualcuna). Queste scelte di copywriting testimoniano una forte identità (brand identity) ma anche consapevolezza che comunicazione significa avere il coraggio di osare. Nonostante l’ottima prestazione di Elav qui mi sento di assegnare un punto a BrewDog: maggiore qualità del materiale fotografico, homepage dinamica piuttosto che statica, migliore esperienza di navigazione (web user experience). 2 a 1.

Proseguiamo con lo strumento principe della comunicazione moderna: il blog.

Frequenza di aggiornamento pressoché quotidiana per BrewDog ma Elav gli fa sentire il fiato sul collo. Eccezion fatta per Big G (Google, sovrano della ricerca online), la frequenza è una variabile meno importante del contenuto. Ed è su quest’ultimo che mi concentro. BrewDog è autocelebrativo. Con birre, bar e novità sfornate ogni giorno finisce col parlare sempre di sé. Per fortuna lo fa con discrezione e il risultato non è stucchevole. Elav adotta un approccio culturale. Quella che emerge è una profonda stima della cultura e delle arti in genere, delle quali si fa sostenitore in prima persona. La differenza è notevole: BrewDog sta fidelizzando la sua vasta community di aficionados, Elav sta contribuendo a creare qualcosa che va oltre il suo essere birrificio. Questa volta un punto in più per Elav. 2 a 2.

Chiudiamo con l’anima della comunicazione: il tono di voce e la narrazione.

Tono di voce: BrewDog – mittente in prima persona plurale (noi) e saltuariamente prima personale singolare (io) quando gli articoli sono scritti di pugno da Martin Dickie o James Watt (i fondatori); destinatario in seconda persona plurale (voi) che assume tinte amicali, decisamente confidenziali; Elav – mittente in prima persona plurale (noi); destinatario in seconda persona plurale (voi).

La tecnica: annidare gli articoli, ovvero fare riferimento ad articoli passati attraverso l’uso di link, è una delle tecniche principali del fare blogging. BrewDog lo sa bene e lo fa alla grande. Elav no.

Il linguaggio: BrewDog è capace di parlare di business, finanza, conti e impresa (cose da adulti) e ficcarci dentro termini volgari, slang e modi di dire comuni, tutti con la stessa facilità e con estrema naturalezza. L’obiettivo è ridurre il più possibile lo spazio tra impresa e lettore e per farlo si ricorre all’ironia. Elav è molto più composto. La sua comunicazione è tesa a informare piuttosto che a creare un rapporto di scambio bidirezionale – difatti manca l’area commenti. In questo modo il lettore è consapevole delle attività del birrificio ma non ne è reso partecipe.

Non sempre è quel che sembra.

Mentre BrewDog si rivolge a entusiasti e fighetti, Elav si rivolge ad appassionati (consapevoli) e persone mature, leggermente più incravattate e comunque lontane dall’essere adolescenti. Comunicazione aziendale significa trasmettere contenuti coerenti con la propria identità. Seppur in maniera diversa, ritengo che entrambi i brand lo stiano facendo bene. E’ un altro pareggio. 3 a 3 e l’arbitro manda tutti a bere un té caldo.

Lo “scontro” tra BrewDog e Brewdogghini non è finito ma è sufficiente per confermare quanto è importante, anche per un birrificio artigianale, fare una buona comunicazione.

BrewDog ed Elav. Conoscevi già questi due birrifici? quali dei due preferisci in termini di comunicazione?

x

Check Also

birra-artigianale-firenze-birraio-dell'anno

Birra artigianale Firenze: appunti da Birraio dell’anno

Archiviata l’edizione 2019 di Birraio dell’anno, ecco i miei assaggi di birra artigianale Firenze. Birra ...