Come si produce la birra, le fasi ed i suoi processi. Parte prima

Provo, attraverso una breve e concisa descrizione, a spiegarvi come si produce la birra, quali sono i passaggi fondamentali e che percorso segue, partendo dagli ingredienti sino ad arrivare alla tavola, dove verrà finalmente consumata.
Questo post è realizzato sulla base delle informazioni raccolte sulla rete, in quanto al momento fugge dalle mie esperienze la visita personale ad una brasseria. Spero al più presto di colmare questo gap (ovviamente, appena avverrà, ve ne renderò partecipi!), ma nel frattempo approfitto dell’occasione per mettermi dall’altro lato della sala e, da bravo scolaro, seguire quest’interessantissima lezione.
Se vi dovessi annoiare, siete pregati di dirlo.

Partiamo dal processo di maltificazione (nome derivante dalla produzione del malto cui questo processo è finalizzato), il quale consiste nella messa a macerazione dei cereali selezionati e ripuliti (tra tutti prevale l’orzo, e anche il frumento), la quale avviene all’interno di apposite vasche per mezzo dell’ aggiunta di acqua e ossigeno.

Questi due elementi forniscono l’alimentazione necessaria alla germinazione (processo che porta il seme, per mezzo del nutrimento di acqua e ossigeno, e alla giusta temperatura, a trasformarsi in germoglio, da cui il nome, ed eventualmente in pianta, qualora si lasciasse il processo ininterrotto). Questo processo dura all’incirca 5-6 giorni, durante i quali la temperatura è mantenuta tra i 12 ed i 15 gradi centigradi. é in questa fase che gli amidi contenuti nei cereali si trasformano in zuccheri, con precisione il maltosio, destinato a trasformarsi in alcol e anidride carbonica durante il processo di fermentazione.

Dato il giusto nutrimento ai semi del cereale, questi vegono lasciati riposare per una settimana in un luogo asciutto e ben aerato, spesso nelle casse di germinazione apposite, o meglio su specifici graticci. Nel momento in cui questi raggiungono circa i 3/4 della lunghezza del chicco, il processo di germinazione viene interrotto, allo scopo di evitare l’assorbimento da parte del germoglio degli zuccheri precedentemente rilasciati nel mosto. Il processo di germinazione viene arrestato per mezzo dell’aumento della temperatura, e per un arco di tempo di due giorni, determinando l’essiccazione del germoglio, Si ottiene un composto il quale, a seconda della tipologia di cereali usati, della dimensione dei germogli, del tipo di tostatura, assume una consistenza ed una colorazione diversa. La colorazione, in particolare, anticipa quello che sarà il gusto della futura birra: malti scuri avranno note tostate, malti chiari offriranno sapori freschi e vegetali. I chicchi invece, divenuti ormai duri e croccanti, verranno impiegati a scopi alimentari per la produzione di prodotti di svariato tipo, dal whiskey ai cereali per la prima colazione.

La terza fase è quella dell’ammostatura (deriva dalla trasformazione del malto in mosto), che si realizza attraverso la macinazione sommaria del malto in farina e della messa in ammollo in acqua calda della temperatura di circa 65 gradi centigradi. Si ottiene una miscela, conosciuta come mash, la quale sarà immessa in una caldaia e rimescolata fino al raggiungimento di un colorito uniforme ed omogeneo. A fine operazione si otterrà l’ambito mosto.

Si procede quindi con il processo di filtrazione, il quale semplicemente consente la separazione della parte solida e semisolida (mosto e trebbie) dalla parte liquida. Ovviamente, il livello di limpidezza desiderato incide sul numero di ripetizioni con cui il processo di filtrazione dovrà essere ripetuto.
Il post continua con le successive fasi del processo di produzione. Nel frattempo mi godo il piacere di immaginare tutte le fasi, fino al momento in cui potrò “tastare con mano”. Un vero spettacolo di colori, odori e…sapori.
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