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Coltivare luppolo: dall’agricoltura al fai da te

Non solo birra: il birraio casalingo si fa prendere la mano e inizia a coltivare luppolo sotto casa.

Il boom dell’homebrewing (birra fatta in casa), la birra è diventata un hobby assai diffuso e con essa la pratica di coltivare luppolo. Del resto, sono pochi gli elementi necessari: una manciata di ingredienti, la giusta ricetta, qualche attrezzo del mestiere, ma anche pazienza e buona volontà (aggiungiamoci una buona conoscenza degli stili birrari), ed è fatta. Assieme all’homebrewing, inoltre, diventa sempre più comune coltivare luppolo “fatto in casa”, ingrediente essenziale per la birra.

Il luppolo è una pianta rampicante, della quale esistono numerose varietà, ciascuna con le sue peculiari proprietà aromatiche e amaricanti. Proprio per questo motivo è importante conoscere gli stili birrari, e puntare sulla coltivazione della varietà più adatta alla birra che si vuole produrre. La pianta può avere sesso e fiori maschili o femminili (coni). Nel campo della birrificazione sono solo questi ultimi ad essere utilizzati. Bisogna stare attenti, dunque, a quello che si pianta e, in seguito, evitare impollinazioni sgradite da parte dei fiori maschili.

Come avviene la coltivazione domestica del luppolo?

Si parte dai rizomi (radice) della pianta dai quali, piantati nel terreno, crescono i tralci rampicanti. Si tratta di una pianta selvaggia, che non necessita di particolari attenzioni per crescere, che diventano però necessarie se si punta ad un buon raccolto. Il terreno deve essere esposto a sud, con circa 6/8 ore di luce, ricco di sostanze organiche e con un buon drenaggio. I rizomi si piantano in primavera, tra marzo e maggio, superate le ultime gelate, e i coni si raccolgono in estate, tra agosto e settembre.

Il giusto clima è essenziale, tanto da limitarne la produzione alle aree comprese tra i 35 e i 55 gradi di latitudine, a nord o sud. Anche in Italia, dove iniziano a essere numerosi gli esempi di coltivazione domestica, proprio in virtù delle favorevoli condizioni climatiche, le zone preferite sono quelle centro-settentrionali.

In America è perfino nato un nuovo (sotto)stile, chiamato Fresh Hop o Harvest Ale, per indicare birre (generalmente IPA o APA) prodotte con luppolo freschissimo, appena raccolto. In Italia si possono menzionare la Fior di Noppolo del Birrificio del Forte, la Ipè Harvest di San Paolo o la Fresh Hop Columbus di Elav.

La crescita dei rampicanti necessita di forti sostegni, ed è per questo motivo che occorre costruire una vera e propria struttura di sostegno, che si estenda innanzitutto in verticale (direzione preferita dai tralci), ma anche in orizzontale. Con le misure non siate di manica corta: i singoli tralci possono raggiungere i 10 metri complessivi! Ne consegue che la struttura dovrà essere molto robusta, per riuscire a sopportare il peso della pianta, una volta raggiunto il suo massimo splendore.

Un esperimento interessante, quello di coltivare luppolo nell’orto sotto casa, soprattutto se il raccolto sarà utilizzato per prodursi birra.

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