cloudwater session ipa spring summer e431

Cloudwater Session IPA Spring-Summer E431

Cloudwater Session IPA è dedicata alla nuova stagione primavera-estate. Uno speciale luppolo sperimentale la rende ammazzasete.

Cloudwater Session IPA è il modello di punta del birrificio inglese Cloudwater per la prossima stagione Primavera-Estate. La stagionalità è un fattore chiave per la brewery. A differenza di quanto accade in ogni altro birrificio, dove sono le birre stagionali a fare da contorno a una serie di birre core range, qui si ragiona al contrario. Niente birre a produzione costante: Cloudwater produce solo birre stagionali e le varia ogni tre mesi. Non solo: ogni nuova uscita è etichettata col disegno di un artista diverso. L’unica costante è una Pale Ale riservata al cask. Anche qui, tuttavia, la ricetta viene di volta in volta ritoccata in base alla disponibilità e alla freschezza dei luppoli.

C’è una cosa della quale Cloudwater va orgogliosa: le basse fermentazioni.

Per un birrificio inglese è il traguardo più ambizioso che si possa ricevere. Il birrificio con sede a Manchester è la creatura di James Campbell, ex birraio presso la Marble Brewery. A fargli compagnia c’è l’imprenditore con un passato nel mondo della musica e tendenze da hipster, Paul Jones. Il birrificio ha aperto i battenti da poco più di un anno e mezzo (Novembre 2014) ma nel giro di breve tempo è riuscito a ritagliarsi una posizione di rilievo accanto ai grandi nomi inglesi. A dare una grossa mano promozionale ci ha pensato il terremoto scatenato da Ratebeer, che nel 2015 lo premia come miglior birrificio inglese.

Cloudwater proviene dal giapponese unsui, che significa appunto ‘cloud, water’.

E’ il termine utilizzato per descrivere la condizione di un novizio che inizia il suo addestramento. Cloudwater lo ha scelto per sottolineare la sua filosofia. Il birrificio non si sente alle prime armi ma neppure perfetto. In ogni caso ritiene che si nascondano più possibilità nell’umiltà che nel sentirti esperti. Lo stabilimento del birrificio èper metà occupato dagli impianti e per l’altra metà da una taproom aperta solo il sabato. Una taproom fuori dagli schemi, tra l’altro: il pubblico è ammesso solo previa prenotazione. In questo modo al birrificio – dicono loro – sono in grado di offrire “un’esperienza personalizzata, lontana dal frenetico andirivieni che ormai caratterizza le giornate di ogni birrificio artigianale”.

In ricetta: malti Golden Promise, Light Munich, frumento tostato; i luppoli da aroma sono lo sperimentale E431, gli americani Citra e Amarillo e il tedesco Comet, mentre in amaro si utilizza un insolito estratto di Pilgrim Alpha.

Bottiglia da 33 cl, 4.5% abv, lotto 24/06/2016.

Schiuma

Densa e compatta, alta un paio di dita e dall’aspetto cremoso; persistente e aderente, di colore panna.

Colore

Oro carico, quasi arancio, con sfumature dorate; aspetto opalescente.

Aroma

La decisa luppolatura è evidente fin da subito, a partire dalla prima annusata. Altrettanto evidente la sessionabilità. E’ un aroma intenso ma al contempo delicato. La frutta è nota dominante, in polpa piuttosto che in scorza. Curaçao in testa, frutta esotica nel corpo (mango, papaya, melone, pesca, pera, cocomero) mentre il cuore è andante sul succo di pomodoro. Stemperandosi l’esuberanza fruttata lascia spazio ai malti, presenti nelle vesti di pane (rosetta), cracker, cereali, miele d’arancio. Graziosa.

Gusto

In bocca Cloudwater Session IPA è armonica rispetto al naso. C’è una decisa luppolatura, che si traduce in un buon livello di amaro e tracotanza di frutti. Un amaro non arrogante, un fruttato dolce ed esotico. Benvenuto di pompelmo rosa, coadiuvato da tracce di curaçao. Nel frattempo vanno delineandosi suggestioni di melone, pesca, passion fruit, ananas. La presenza dei malti è eloquente, seppure la loro intensità è nettamente inferiore alla frutta. Sfumature di pane, cereali e pasta frolla. Carbonazione vivace, corpo da medio a pieno e mouthfeel aderente alle pareti boccali, piacevolmente stuzzicate dall’aspro degli agrumi. Retrolfatto di curaçao (liquore), retrogusto di buccia d’arancia. Gradevole.

Amaro intenso ma non asfaltante e ottimo equilibrio coi malti di sottofondo. Che sia merito o meno dello sperimentale E431 non saprei. Fatto sta Cloudwater Session IPA sta al luppolo come la freschezza all’estate.

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3.8
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