calabria locali tendenze

Calabria: nuovi locali, papabili tendenze

Calabria e nuovi locali. Chi più chi meno, promuovono la buona birra. Ho svolto un’indagine di mercato e ho carpito tre tendenze emergenti. Forse.

L’articolo di oggi riporta – senza presunzione di esaustività – le (più o meno) recenti aperture di locali birrari in Calabria. Ci tengo a sottolinearlo: non è una marchetta. I locali citati non trarranno alcun beneficio dal presente articolo. L’indagine ha invece lo scopo di presentarti lo stato dell’arte così da poter arrivare, in chiusura, a esporti le mie conclusioni. Mi sono basato solo su quelli personalmente visitati. Per questo ho dovuto escludere Cosenza e Crotone, ma sono sicuro che anche lì c’è fermento. Bando alle ciance, iniziamo!

Partiamo da quello che succede sotto casa: Catanzaro.

La Tana Public House ha recentemente riaperto i battenti in versione extra-large. I suoi aficionados possono adesso beneficiare di un bancone da ben 11 vie (tra le quali 1 handpump). Il tutto immersi in un ambiente caldo e accogliente, di ispirazione scozzese ma dal gusto italiano. Buona rotazione alle spine, suddivise tra crafty e craft, affiancata dalla vasta selezione di birre in bottiglia, grazie alla partnership col beershop Hoppy.

Un’altra vecchia conoscenza è il Tortuga, che ha approfittato del recente cambio location per modificare anche l’offerta birraria, puntando su un bancone da 11 vie alimentato a birre John Martin’s (marchio anglo-belga che commercializza svariate etichette internazionali). Completamente rivisto l’arredamento. Il risultato è superbo: un po’ medioevale, un po’ industrial, un po’ casa di Mago Merlino.

Il Trinken Haus è un angolo di Baviera nel cuore di Catanzaro Lido. Lo stile è però distante da quello tedesco, molto più spartano. Così come in prossimità del mare è difficile rievocare la suggestiva atmosfera da biergarten. Però l’idea è originale e il menù, seppur parzialmente, è crucco nell’anima. Le birre spaziano tra Germania e Belgio. Su tutte la Hofbräu (HB), una delle “sette sorelle bavaresi”. Niente di trascendentale.

Il Rizzi’s, bé… è qualcosa che esula dall’umana comprensione. Hanno preso la più grande americanata – l’hamburger – e l’hanno trasformato in un prodigioso regalo alla gastronomia. Il risultato è un’offerta 100% made in Calabria. La selezione birraria è quasi tutta dedicata alla birra artigianale calabrese. Un’importante vetrina, insomma. Ambiente rustico, cucina a vista e mostre artistiche indoor ne completano il profilo.

Corto Maltese, a livello di arredamento, è meno originale dei precedenti, ma compensa abbondantemente con la ricercatezza della sua offerta gastronomica. La qualità del cibo testimonia un savoir faire non indifferente. Da poco si è lanciato sulle birre artigianali, molte delle quali italiane. Una scelta che, considerando il pubblico poco avvezzo, assume le tinte di una scommessa. Sono sicuro che il coraggio li ricompenserà.

Spostiamoci da Catanzaro e andiamo altrove.

Al Novepercento di Vibo Valentia ho seguito il corso di degustazione Unionbirrai. Per me completamente nuovo, in realtà il locale è aperto da almeno un anno. E da un anno continua a offrire un’eccellente selezione birraria, rigorosamente artigianale. Non per nulla si chiama “Novepercento -birre artigianali”. Una bellissima scoperta.

Ed eccoci a Reggio Calabria. Oltre a Malto Gradimento – indiscutibile punto di riferimento birrario di tutta la Calabria – la più recente apertura di Lievito dimostra che ci troviamo in una provincia molto assetata. Il suo carattere è duttile: gli appassionati di birra artigianale potranno sentirsi a casa, mentre i curiosi troveranno pane (e pizza) per i loro denti. A proposito: la pizza è stratosferica! Provare per credere.

Ma se proprio dovessi scommettere punterei tutto sul PAB (Piccolo Avamposto Birrario). Ubicato a Locri (RC), è un brewpub ibrido: le birre sono prodotte autonomamente ma presso impianti esterni. 7 vie (delle quali 1 handpump) e ampia offerta di birre in bottiglia. L’ambiente è piccolo ma l’attenzione per i dettagli (nome, logo, bancone) testimonia un progetto serio e coi piedi per terra. La presenza di un biergarten e la vicinanza con il Birrificio Limen mi fanno ben sperare per il suo futuro.

Orsù, è giunto il momento di tirare le somme!

Le tendenze che ho intercettato sono tre. Lo dico subito: la prima non mi piace. Questa tendenza, che mi piace chiamare del “chi ce l’ha più grosso”, è un film già visto nel resto d’Italia. Cosa si ottiene dall’avere il bancone con più birre di tutti? prestigio? Può essere. A mio modesto pare è molto meglio una selezione modesta ma ricercata, con la quale eventualmente divertirsi a fare ruotare le birre. Le manie di grandezza lasciamole ad altri. Anche perché, se si tratta di dimensioni, Rocco Siffredi non lo batte nessuno.

La seconda, invece, mi piace un fottio. Ed è lei la matrice di tutto.

I nuovi locali nascono da un importante investimento in arredamento. Questo dà loro una propria identità, rendendoli ben distinguibili dal resto dell’offerta. Adesso bisogna investire anche in immagine e comunicazione, online e offline. Altrimenti mi viene il sospetto che tutta questa bellezza sia solo fumo negli occhi, il cui scopo è rendere accattivante un format in realtà povero di contenuti.

E la terza? Bé, il più goloso dei dessert si serve alla fine.

Anziché isolarsi, i nuovi locali preferiscono fare comunella, dando vita a veri e propri distretti gastronomici. Il che è indice di due cose: voglia di mettersi in gioco e (spero) complicità. Non è il banale “volemose bene”. Significa essere consapevoli della propria originalità e sapere che non c’è nulla di male nel consigliare al cliente di andare dal concorrente. Prima o poi quel cliente tornerà, più affamato e assetato di prima.

Quale che sia il futuro dei locali birrari in Calabria mi piace pensare che siamo sulla strada giusta. Ma non bisogna montarsi la testa. Spirito imprenditoriale, qualità e originalità dell’offerta, sono la ricetta del successo. Questo ho visto e questo dico. E devo essere sincero, questo spero. Amen.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

birra-trappista-americana-spencer

Birra Spencer: tu vuo fa il trappista americano

Birra Spencer non è la solita birra trappista. E’ la prima in stile IPA e ...