birstrò baronissi bacheca

Birstrò 2.0: quando la birra sposa il buon cibo

Il Birstrò 2.0 è un pub moderno situato a Baronissi,dove la birra artigianale si sposa a una cucina innovativa.

La visita al Birstrò 2.0 accadeva al termine della prima giornata dedicata al mio tour della birra artigianale campana. Il Birstrò (o Birstrò 2.0 che dir si voglia) si trova a Baronissi (SA) su Corso Garibaldi, 19. Non è il solito pub, né tanto meno trattasi di un ristorante o di una birreria. Di un pub mantiene l’atmosfera informale e rilassata ma non appena entrati si capisce subito che l’offerta gastrobirraria è di livello. A capitanarlo sono Livio Barra, pizzaiolo e già titolare del Demetra Pub di Pontecagnano, e il cugino Stefano Barra, giovane e promettente chef.

L’arredamento si ispira alla cultura tedesca pur con qualche contaminazione scozzese. Ma a dirla tutta è il gusto italiano a prevalere: tanto legno tra bancone, tavoli e sedie, un’ampia vetrata e una grande bacheca nera che riporta in gesso le specialità e la lista delle birre presenti. L’intento di Livio e Stefano era quello di dare al Birstrò l’atmosfera informale e rilassata e al contempo allontanarlo dallo stereotipo di pub.

Il leitmotiv di questo grazioso locale è l’innovazione gastronomica.

Qui la parola d’ordine è sperimentazione. E’ per questo che prendono vita numerosi ibridi tra cibo e birra artigianale. Una scelta razionale visto che lo stesso comune di Baronissi ospita ogni anno un festival della birra artigianale, della durata di ben 6 giorni e quest’anno giunto alla 20esima edizione – in passato era incentrato sulla birra industriale.

birstrò baronissi forst

Il locale ha vocazione craft ma non mancano le birre industriali, o perlomeno quelle indipendenti (non parte di una multinazionale) a marchio Forst. Una scelta che potrebbe fare storcere il naso a qualcuno ma che comprendo e condivido. Riservare qualche linea a favore delle birre industriale (comunque italiana) lo vedo come un modo intelligente per adescare il consumatore poco avvezzo alla birra artigianale.

birstrò baronissi bancone

Il bancone è equipaggiato con un impianto di mescita a 10 vie, di cui due sono pompe a movimento meccanico. Le etichette vengono fatte ruotare continuamente ma vi sono due colonne portanti: il Birrificio dell’Aspide di Roccadaspide (SA) e il summenzionato Forst con tre referenze (V.I.P. Pils, Sixtus Doppelbock e Heller Bock. Ho assaggiato proprio la Pils (5.5% abv). Una Pilsner che non promette fuochi d’artificio ma che allo stesso tempo gioca bene la partita tra malti e luppoli. Le mancano la fragranza e il sapore di malti, così come l’intensità e l’aroma vivace dei luppoli. Per converso risulta di buona compagnia facile da bere.

Ma il Birstrò 2.0 non è solo birra, anzi: qui domina il cibo.

La cucina del locale, complice la giovane età dello chef, ha sposato una filosofia sperimentale e creativa, che strizza un occhio agli ingredienti locali ma che non si preclude la possibilità di assaggiare eccellenze internazionali. C’è poi una forte contaminazione tra i due mondi, birra e cibo. A me per esempio è toccato l’ottimo olio extravergine d’oliva con infusione di luppolo Citra. Profumatissimo!

birstrò baronissi sala

Cucina a vista: quando la preparazione del cibo diventa spettacolo

La cucina ricopre un ruolo fondamentale. Non per nulla se sul fronte birrario il punto forte è il lungo bancone, dal lato del cibo la vera chicca è la cucina a vista.  Il menù è incentrato su fritti e panini ma non mancano piatti a base di carne e dolci. Ogni mese è possibile trovare un panino e un piatto del mese, realizzati con ingredienti stagionali. Anche le numerose salse sono di produzione propria.

E così anche Baronissi ha la sua casa della birra artigianale. Il Birstrò dimostra ancora una volta che il cibo è l’innesco in grado di avvicinare il consumatore occasionale, giocando sulla versatilità della birra in abbinamento al cibo.

Conoscevi anche tu il Birstrò? Che impressione ti ha fatto?

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