birrificio-itinerante-beamroad-brewing-birramoriamoci

Birrificio itinerante: artigianale, che giostra!

Seguire il birrificio itinerante in giro per il mondo è divertente, sai? Provaci anche tu! Oggi ti danno una mano Fardone, Donnadicoppe, Crocks e Beamroad.

Ancora qualche aggiornamento in merito ai nuovi attori della birra italiana artigianale, nelle vesti di birrificio itinerante. La volta scorsa è toccata al birrificio artigianale (con impianto). Siccome siamo per la par condicio, oggi tocca al birrificio itinerante (senza impianto). Sei pronto? Andiamo!

Una birra per il gusto di bere birra si può avere?

Birra Fardone risponde alla persona di Dario Fardone. Nel suo sangue scorre un birrificio-itinerante-birra-fardonepo’ di Belgio: metà della sua famiglia risiede qui, e tra una vacanza di piacere e una di dovere ha avuto tutto il tempo di innamorarsi delle bontà locali. Da cosa nasce cosa, e in poco tempo si ritrova con un kit di birra in casa. Ma con un lavoro che va a gonfie vele chi te lo fa fare di abbandonare tutto? Per Dario la birra rimane una passione. Poi, quando l’azienda per la quale lavora va in crisi, si rende conto che è giunto il momento si svoltare. Un corso con Luigi Serpe prima, una chiacchierata illuminante con Agostino Arioli innaffiata di Tipopils poi, infine un impianto autocostruito da 50 lt – ancora oggi impianto pilota. Il tutto si muove verso una direzione comune: la semplicità. Due le birre che racchiudono questa filosofia: Rinoceronte Verde, omaggio alla tradizione birraria boema, maturata al rientro da un viaggio in Repubblica Ceca, e Rinoceronte Giallo, ispirata invece al Belgio. Ma perché il rinoceronte? Perché è un animale che punta l’obiettivo e va dritto per la sua strada, senza badare a ostacoli.

Birrificio itinerante: donnadicoppe.

Molti birrifici sfruttano l’abbondante patrimonio vitivinicolo italiano per realizzare interessanti e saporiti incroci con la birrificio-itinerante-donnadicoppebirra. Oggi, col mercato più maturo e consapevole, è facilissimo che avvenga il contrario, ovvero che sia il produttore di vino a voler allargare al mondo birrario. E’ quello che è successo alla prossima beer firm siciliana, Donnadicoppe. A Gibellina (GP), l’omonima azienda agricola decide di sfruttare le potenzialità dell’autoctona produzione di cereali per dare vita alla bevanda “sorella” del vino. Molto bella la resa grafica, che esplode le potenzialità nascoste nel nome: vengono fuori quattro etichette birrarie ispirate alle carte da gioco siciliane, un passatempo al quale gli isolani sono particolarmente affezionati. A oggi la beer firm si appoggia al birrificio umbro Birra Flea, ma solletica già l’idea di riuscire ad aprire un proprio impianto nel prossimo futuro. Quattro le birre in gamma. Spero che per partorire le ricette ci abbiano messo un po’ di più del tempo impiegato a “inventare” i nomi: Chiara Speciale, Rossa Doppio Malto, IPA e Weiss.

Rompi la monotonia!

birrificio-itinerante-birra-crocksDalla Sicilia alle Marche, per la precisione a Pesaro. Qui è dal lontano 2004 che si è entrati nel tunnel della birrificazione casalinga. La birra non è neanche tanto male, allora perché non iniziare a pensare in grande? Si descrivono espressamente – e io gli faccio tanto di cappello – come una beer firm, ma poi mi cadono sul più bello evitando di menzionare l’ “affermato birrificio” che li ospita. Loro si chiamano Birra Crocks. Dal nome all’etichetta: in fedele accordo con il payoff viene fuori una scritta che “sembra fuoriuscire dalla bottiglia mandando il vetro in frantumi”. Tre le birre in produzione: Friendly, amichevole Pale Ale da 4,8% abv; Intense, con tutta probabilità una Double IPA da 6,9% abv; Toasty, Bitter leggermente più muscolosa dei canoni (5,3% abv).

“Probabilmente è il primo caso di beerfirm-brewpub”.

L’hanno definita così sul forum Il Barbiere della Birra. Senti parlare di beer firm e un po’ ti viene il dubbio: saranno gli ennesimi approfittatori che di beamroad-brewingbirra non ci capiscono una cippa e fanno fare tutto il lavoro ad altri? Bé, questa volta puoi stare tranquillo. Non è una beer firm dell’ultima ora – nasce nel 2013 – ma ho pensato bene di parlartene perché il progetto mi sembra interessante. Del resto, se si arriva a fare una birra con impiego di aghi di Pino Mugo e sale… Ci troviamo a Novellara, provincia di Reggio Emilia. La sede operativa è il pub La Tana delle Rane, all’interno del quale c’è grande fermento. Tutto merito di Andrea Bertazzoni, publican di origine e gipsy brewer di adozione presso Beamroad Brewing, progetto parallelo al pub. L’impianto ospitante è il Birrificio Oldo, ma ho ragione di sospettare anche del Birrificio Dada. Quella al sale non è l’unica birra strana. Indagando ho scoperto che la gamma produttiva è enorme. Provo a elencartele tutte: Owl Hoot,  American IPA; Aaron’s Paw, hopped cereAle; Millandre, (Gringo) LagerGylden frø ødelagt, Golden strong ale da 6,5% abv di chiara ispirazione danese; una Oyster Stout chiamata Wicked WreckStarflower, APA con aggiunta di luppoli australiani; Ale of the House, una Pacific Ale con luppoli neozelandesi e californiani in dry hopping, brassata in occasione del nono compleanno del pub. Quella al sale è tra le ultime nate: Cold Feet, 4,6% abv di birra di frumento con aggiunta di sale marino integrale e aghi di pino mugo; Boater On, Fruit Beer prodotta con un inusuale Mango; l’ultima nata, Cocoa Porter, Robust Porter da 6,3% abv prodotta con impiego di fave di cacao del Perù. Anche le etichette sono davvero niente male. Ci butto giù un articolo, che dici?

Insomma, hai capito che giostra? Qui in Italia sì che ci si diverte a stare dietro alla birra artigianale! Di certo non c’è da annoiarsi: ogni giorno una novità, e ogni tanto qualche chicca. Dimmi un po’: conoscevi già qualche birrificio itinerante tra quelli presentati?

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

krups-the-sub-spillatore-birra

Spillatore birra: l’esperienza The SUB

The SUB è lo spillatore birra che porta a casa il piacere della birra alla ...