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Birrificio del Ducato Oatmeal Stout

Birrificio del Ducato Oatmeal Stout, Stout all’avena da 4,5% abv. Bassa gradazione e corpo morbido e vellutato la rendono pericolosamente beverina.

birrificio-del-ducato-oatmeal-stout-birramoriamociLa Oatmeal Stout del Birrificio del Ducato rientra nell’omonimo stile, quello delle stout che prevedono l’impiego di malto d’avena (solitamente in percentuale maggiore al 30%), cereale che rende la birra particolare morbida e rotonda al gusto.
Bottiglia da 33 cl, 4,5% abv.

Colore

Di colore ebano, intenso e profondo, con riflessi cola. Corpo opaco.

Schiuma

La schiuma è alta, a trama fine, compatta, con superficie leggermente sporca. Consistenza burrosa ed elevata persistenza. Colore nocciola. In fase di riposo diventa di altezza medio/bassa.

Aroma

L’aroma è poco pronunciato. Fresco in punta, con chiara presenza di malti torrefatti e biscottati ad aprire il naso, cui seguono liquirizia e, in minor misura, caffè, orzo e cioccolato. Chiudono tracce di luppolo (erbacei) appena percettibili. Il naso è nel complesso pulito ed equilibrato, madalla bassa intensità.

Gusto

Il gusto evidenzia un corpo mediamente tondeggiante, morbido e consistente, caratterizzato da un imbocco pieno e prolungato, con un ingoio leggero ma corposo, chiaramente influenzato dalla morbidezza dell’avena. Bassa persistenza amarostica, trattiene un dolce sentore di cioccolato misto alla torrefazione del caffè. Corpo leggero, poco intenso. Birra caratterizzata da un’eccezionale beverinità, priva di tracce watery, con un naso pulito ma poco pronunciato. Buona la carbonatazione, pecca al gusto, scarsamente intenso e variegato.

Questa Oatmeal Stout si beve che è una bellezza. Ho impiegato 5 minuti di orologio per mandare giù l’intera bottiglia. Un’ottima iniziazione allo stile, insomma.

La nascita del birrificio risale al 2007. Il progetto è frutto dell’unione di Giovanni Campari, homebrewer e laurea in Scienze e Tecnologie alimentari, e Manuel Piccoli, dalla mentalità più direttamente imprenditoriale. Attualmente definito come il “microbirrificio italiano più premiato al mondo“, il Ducato realizza numeri importanti, destinando una fetta notevole della propria produzione (15%) al mercato estero (USA, Canada, Brasile, Norvegia, Svezia, Spagna, Giappone), e trovandosi impegnato nel perseguimento del difficile obiettivo di crescita costante del fatturato (80% all’anno).

Numerosissimi, come appena anticipato, i riconoscimenti, nazionali e internazionali, che sottolineano la bontà della produzione del birrificio parmense e il suo apprezzamento anche al di fuori dei confini nazionali: oro all’European Beer Star di Norimberga nel 2008, con la Verdi Imperial Stout (prima birra italiana vincente in una competizione internazionale); pubblicazione tra le migliori 25 birre al mondo sulla rivista statunitense Draft Magazine per la New Morning; argento per la VIA EMILIA nel 2010 al World Beer Cup (prestigioso concorso che si tiene una volta ogni due anni) e ben 5 medaglie alll’International Beer Challenge di Londra. Nello stesso anno, il titolo di Birrificio dell’anno (replicato l’anno successivo, nel 2011, che permette al birrificio di realizzare il primato di unico nella storia ad aggiudicarsi due edizioni consecutive). Sempre nel 2011 arrivano 7 megaglie (di cui due ori per Beersel Morning e Sally Brown) all’European Beer Star.

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