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Birrificio Birranova. Un salto, ma n’è valsa la pena!

Reduce da due giorni di vacanza in Puglia, sono riuscito – come mio solito – a unire utile (viaggio) e dilettevole (la birra, ovviamente). Ho visitato il Birrificio Birranova e…

… e mi mangio le mani per non poter essere presente al Birranova Beer Fest (BBF), evento che si terrà questo fine settimana, attesissimo dopo il successo della prima edizione. Arrivo in tarda serata dopo una giornata di guida in macchina dalla Calabria e un giro turistico tra Fasano (zoo)  e Locorotondo. Ma l’idea di una birra – una?! – mi lusinga, e tanto basta per far scomparire stanchezza dal  corpo di un giovane birrofilo girovago.

birranova-bachecaVengo accolto da un Donato Di Palma non proprio al top – dicono sia poco sorridente, ma secondo me è la stanchezza! – il quale mi invita a visitare il Birrificio Birranova. L’odore del malto pervade l’aria, “accusandomi” di lasciar passare sempre troppo tempo prima di visitare un nuovo birrificio – non lo faccio più, promesso! La sua “creatura” ha compiuto sette anni; nasce nel 2007, e da allora non ha cambiato nulla: sala cottura da 7hl, arrivando a lavorare anche in tripla cotta.

Una chiacchierata piacevole mi informa sul trascorso del giovane birraio: homebrewrer con natali doppia cifra, compie il salto nel mondo dei pro assistito da Paolo De Martin, tecnico birrario veneto che lo iniziò all’arte birraria. Con lui progettò l’impianto, poi realizzato dall’azienda locale Mastro Marino. L’avvio della produzione battezza le prime tre birre (Trebbiana, Abboccata e Negramara), mentre la gamma si è andata ampliando nel tempo, divenendo praticamente infinita – Microbirrifici ne segnala 26. Alcune novità bollono in pentola. Una, in particolare, è prevista per l’inizio del 2015. Ma non posso svelarvi nulla, se non i miei auguri a Donato!

E le birre? Tutte studiate nel minimo dettaglio – riflettono l’evidente scuola birraria tedesca  – divise tra Classiche, WhyNot, Speciali, Collaborative, le birrificio-birranova-birreimmancabili one shot e infine le speciali (solo alla spina), servite al vicino (20 metri) brewpub. Come? c’è un brewpub? Cosa stiamo aspettando, andiamo subito – non prima però di finire una bella pinta di Trebbiana!

Il brewpub è di modeste dimensioni, con una sala interna e una esterna. Il team è tutto al femminile, ma non invidiate Donato: c’è la moglie ad assisterlo – e marcarlo stretto – nel lavoro di sala. L’impianto spine è a sei vie, cui si aggiunge una pompa. Faccio la conoscenza di Manila, responsabile marketing e comunicazione del Birrificio Birranova, e vi lascio immaginare qual piacevole e illuminante conversazione è intercorsa tra noi, visto il mio personale interesse in materia. Ci siamo visti una sola volta, ma scommetto l’idea delle tovaglie – a cavallo tra culturale birraria e intrattenimento umoristico – porti la sua firma. Applausi!

birrificio-birranova-pinsa-pestoLa fame incombe, e allora ordiniamo. Ma cosa? Be’, mi lascio ovviamente consigliare. Pare che un prodotto tipico pugliese sia la ricotta forte, e allora si va di frittelle di ricotta forte in salsa piccante. La ricotta, miei cari, è qualcosa per la quale sognare! Si chiama forte ma non è affatto piccante, piuttosto risulta essere, a discapito di un imbocco dolce, una vera e propria esplosione di sentori pepati e speziati. E’ poi la volta delle pinse (la pizza, secondo il Birrificio Birranova): relativamente piccole, di forma rettangolare, la pasta è morbida e leggerissima, quasi si scioglie in bocca (salvo i bordi più croccanti). Ne ho provate due, puntando sempre sul locale, ovvero la stracciata (una sorta di mozzarella tipica pugliese): quella con pomodoro fresco, perfetta per l’estate, e quella con pesto e salsiccia, di una bontà commovente – ancora adesso, a pensarci, mi viene da piangere! La salsiccia era dolce, e mi sono permesso di partorire un incesto mentale con la salsiccia affumicata/piccante calabrese, giocando in contrasto sulla dolcezza del pesto.

Ovviamente, il lauto pasto è stato innaffiato di birre. E allora via di S.O.B. (Son of a Beer), prodotta riutilizzando le trebbie residuate dalla Tensionebirrificio-birranova-pinsa-stracciata Evolutiva, 2,7 gradi ma una caratterizzazione che cosa ve ne parlo a fare. Standing ovation! Tocca poi alla Beva – una Belgian Ale luppolatissima, probabilmente confusa con la Linfa, un’APA (American Pale Ale). Si chiude con la Hang Back, Black IPA dai “neri” profumi  e dal generoso amaro luppolato in bocca. Tutt’e tre birre sorprendenti: pulite, limate in maniera maniacale, con un ottimo bouquet olfattivo-gustativo. Le seconde due, in particolare, sono state perfette in abbinamento all’untuosità delle frittelle e della pinsa al pesto, nettando il palato a ogni sorso.

Con la pancia satolla, e l’animo alle stelle, non resta che salutare e ringraziare per l’ospitalità, con la promessa di un nuovo incontro in occasione del Birranova Beer Fest 2015 – e col cavolo che manco, stavolta!

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