birrifici belgi oud beersel

Birrifici belgi: Oud Beersel e 3 Fonteinen

Ancora birrifici belgi. Questa volta si va nel Pajottenland, regione famosa per la produzione di Lambic, stile birrario a fermentazione spontanea.

Dopo la visita ai birrifici belgi De Glazen Toren e Girardin, localizzati nel circondario di Bruxelles, mi sono diretto a sud. Destinazione Pajottenland, fazzoletto di terra celebre per le sue birre a fermentazione spontanea. Mezza giornata non basta per apprezzare al meglio la beltà del territorio, figurarsi per assaggiare tutto il mare di birra che è in grado di offrire. Però ho avuto il mio assaggio. Anche più di uno a dire la verità. Tu dimmi: potevo andare in Belgio e non fare un salto da Oud Beersel e 3 Fonteinen? Certo che no!

Oud Beersel è un birrificio che ha visto il fondo del baratro.

Dal 1882 a oggi si sono succedute quattro generazioni. Ma il baratro non è uno scherzo, difatti nel 2002 il birrificio è stato chiuso. Tuttavia, proprio quando sembrava non esserci più speranza, ecco il risorgimento. Oggi, grazie alla lungimiranza del birraio, Gent, Oud Beersel è tornato a essere uno dei birrifici belgi più in auge. Per fortuna aggiungo, ché le birre sono proprio ‘bbone! La sala delle botti è impressionante: oltre 130 botti vecchie di ben 120 anni, delle dimensioni di 600/650 litri. Qui il legame tra Belgio e Italia è molto forte: molte delle botti di legno impiegate provengono dal Belpaese e hanno precedentemente ospitato Brunello di Montalcino. E ne stanno per arrivare altre: 5 da 60 hl e 10 da ben 120 hl. Oggi la produzione si assesta su 5.000 hl l’anno e l’esportazione raggiunge circa 20 paesi.

La missione di Oud Beersel è salvare la birra tradizionale.

Per farlo si è partiti da lontano, consapevoli che le birre a fermentazione spontanea non sono adatte a tutti i palati. Cercare di conquistare il mercato con stili come Lambic, Gueze, Kriek, Framboise e Faro, del resto, è pura eresia. Meglio allora ricorrere a una birra di più facile fruizione, una Tripel chiamata Bersalis, come cavallo di troia. Strategia vincente. Il birrificio monetizza e inizia a investire nella produzione e nella sala di maturazione. E nel 2007 l’atteso ritorno di Geuze e Kriek. Se ti interessa visitare il birrificio sappi che che nel mese di Maggio aderisce al Tour de Geuze, un Lambic open brewery che ogni anno porta in Belgio 10 mila visitatori provenienti da tutto il mondo. Il birrificio si sta poi divertendo molto sulle sperimentazioni. Per esempio, la Bersalis è stata sottoposta a fermentazione spontanea e barricata. Ed è in produzione un nocino: botti di vino rosso Bordeaux del 2013, Lambic di 12 mesi e noci verdi del giardino di casa. Il primo batch è evaporato!

Ultimo dei birrifici belgi visitati: 3 Fonteinen.

Più che di una visita al birrificio si è trattato di una toccata e fuga, avendo la macchina presa a noleggio in scadenza. Ma devo essere sincero: molto del tempo l’ho dedicato al sontuoso pranzo nel ristorante annesso. Ambiente rustico e minimale, umido come si addice a una cantina. Tre sale: produzione, maturazione, botti. Dimensioni modeste e tutto in linea con quella filosofia che sembra distintiva dei birrifici belgi: c’è grande rispetto del tempo, forse il quinto ingrediente della birra.

Non ho bisogno di toccare con mano come San Tommaso, però ti assicuro che anch’io ero scettico in merito alle leggende sui birrifici belgi. E invece, dopo esserci stato, sono il primo a sostenere che il Belgio è un luogo magico. Una mansarda con vista su di uno spettacolo pirotecnico chiamato birre a fermentazione spontanea.

Conosci anche tu questi birrifici belgi? quali delle loro birre hai provato?

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