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Birre artigianali americane a casa Troegs Brewing

Quelle di Troegs Brewing sono tra le più apprezzate birre artigianali americane.

Prosegue il mio viaggio on the road negli Stati Uniti a caccia di birre artigianali americane. Sono in Pennsylvania, stato rivelatosi sorprendente dal punto di vista birrario. Mi sono appena lasciato alle spalle Filadelfia, la Dock Street Brewery e la Yards Brewing Co. ma a quanto pare le novità non sono  finite. Anzi, a quanto pare il Pennsylvania è uno stato zeppo di sorprese. Quella di oggi ne è un esempio. Quando sono entrato in contatto con Jeff Herb, Marketing Manager presso Troegs Brewing, ho subito ricevuto una risposta entusiasta. Tuttavia non sapevo cosa aspettarmi fino a quando non mi sono trovato lì. Spettacolo!

Troegs Brewing è tra le esperienze più interessanti del mio tour della birra.

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All’interno della stanza delle botti

Jeff, autore di The Pour Travelers (blog di viaggi birrari negli Stati Uniti), mi ha accompagnato durante il tour del birrificio e di fronte a qualche birra della casa mi ha raccontato la sua storia. Appassionato di musica fin dai tempi del liceo e musicista in numerose band, è recentemente entrato nel giro della birra artigianale.

Galeotta fu la prima Wheat Beer della casa. Un assaggio che gli ha rivoluzionato le papille gustative e anche la vita. Jeff, amante della vita in senso ampio, ha interpretato quell’assaggio come un segno del destino: ha lasciato il suo precedente (noioso) lavoro nelle telecomunicazioni e si è candidato per lavorare nel birrificio. Lo stesso birrificio che oggi ha oltre 175 dipendenti e di cui Jeff è portavoce.

Una chiacchierata lunga 20 anni.

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Troegs Brewery: 20 anni e non sentirli

Troegs Independent Brewing nasce nel lontano 1997. La prima sede si trova nella città di Harrisburg e ha una superficie di appena 30mq. A distanza di 20 anni Troegs è quasi irriconoscibile: è diventato un regional brewer – espressione che indica i birrifici più rappresentativi di uno stato statunitense – mantenendo una filosofia artigianale a dispetto delle dimensioni. Le sue sono ancora tra le birre artigianali americane più apprezzate a livello nazionale.

Nomen omen, anche in ambito birrario.

Troegs è il nomignolo dei due fondatori, Chris e John Trogner. Due intrepidi uomini che fin dall’infanzia hanno preferito costruirsi da soli il giocattolo perfetto. Ci provano prima con una pista da skateboard; ci riprovano costruendo tavole da surf con le lamiere delle autovetture, concludendo con la realizzazione di un pericoloso cannone. Per fortuna, prima che le cose sfuggissero loro di mano, hanno iniziato a dedicarsi alla birra fatta in casa. Stavolta il “giocattolo” non si è rotto, anzi è cresciuto assieme a loro fino a diventare un birrificio compagno di vita.

La temporanea separazione e l’indissolubile unione.

Solo l’università è stata in grado di separare la coppia d’oro. John (il più grande) va a Filadelfia, Chris in Colorado. John si rende subito conto che il mondo del business non fa per lui mentre Chris si affascina alla chimica e alla microbiologia. Chiama subito a rapporto il fratellone ed entrambi iniziano a darci dentro con la birrificazione casalinga. Evidentemente era destino che finissero con le mani nella birra perché anche a John tocca la stessa sorte: trova lavoro nel settore birrario al primo tentativo e diventa birraio a tutti gli effetti.

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Un ricordo dal tour: la mappa indicante la provenienza dei visitatori. Ci siamo anche dall’Italia!

Nonostante la distanza i due fratelli continuano a lavorare allo stesso progetto. Chris va a studiare in Europa mentre John rimane a Boulder, in Colorado. Finché una notte, di concerto, partoriscono un nome in uno stato di ebrezza: Tröegs, dall’unione del loro cognome con “kroeg”, la parola fiamminga per ‘pub’. Con il nome in testa è solo questione di tempo. I fratelli capiscono che è tempo di mettere in piedi il proprio birrificio e tornano a casa, in Pennsylvania. Da Harrisburg nel 2011 il trasferimento nel nuovo impianto di Hershey, la città del cioccolato. E’ qui che finisce il loro racconto e inizia il mio.

A casa Troegs c’è un impianto colossale.

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Un dettaglio dell’impianto di produzione

La sede di Hershey dispone di due impianti separati: quello tradizionale dotato di hopback (sistema per l’estrazione a caldo dei composti volatili del luppolo); l’altro, più piccolo (15 barili), funziona come impianto pilota per le birre sperimentali chiamate Scratch Beer Series. Una velleità di John, al quale piace giocare con le ricette di base sottoponendole prima a fermentazione secondaria con lieviti selvaggi (lattobacilli, pedicocchi o brettanomiceti) e poi a una terza con aggiunta di frutta prima della maturazione in botte. Il birrificio è inoltre dotato di macchine per il confezionamento sia in bottiglia che in lattina.

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La sala degli assaggi vista dall’alto

In mezzo – fisicamente – ai due impianti si trovano la Barrel Room e la Tasting Room, dove è possibile assaggiare le birre artigianali americane al massimo della loro freschezza. C’è anche una cucina dotata di forno e macelleria, dove vengono preparati i piatti del pub. Tutto è prodotto in casa ma su confessione di Jeff i Bretzel sono importati – pare che Chris sia ghiotto solo degli originali.

Queste birre artigianali americane sono in una botte di ferro. E non solo.

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Le botti colossali che sfidano i grattacieli di New York

Grande il birrificio, grande la gamma delle birre: 17 etichette in produzione stabile, 4 stagionali e tantissime serie collaterali. Perpetual IPA è una delle etichette in crescita costante ma la birra di bandiera rimane la Sunshine PilsnerHop Cycle è una linea dedicata al luppolo in tutte le sue sfumature; Sharry Cases include le versioni barricate delle birre di base, una delle grandi passioni di John. Non per nulla le botti sono uno dei punti di forza di questo birrificio. E che botti! Il mio tour del birrificio inizia infatti dalle botti colossali da 300 HL, le più grandi degli Stati Uniti e tra le più grandi al mondo.

Assieme alle botti colossali ci sono le “piccine” da 60 e 100 barili cadauna. All’esterno, invece, in posizione eretta e come guardiani del birrificio, ci sono enormi serbatoi di scintillante acciaio. A loro il compito di far capire che questo microbirrificio tanto micro non è. Del resto stiamo parlando di uno dei 50 più grandi birrifici degli USA con volumi di produzione pari a 100.000 barili all’anno.

Orsù, è tempo di assaggi.

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Green Beer (Hopback IPA): si tratta di una birra non maturata, ovvero confezionata a fermentazione ancora in corso. Carbonazione pertanto assente e presenza di zuccheri residui. Inizia però a mostrare il carattere dei luppoli, in particolare il pompelmo.

Jovial, Dubbel, 7% ABV: ricetta realizzata per la prima volta in occasione del matrimonio di Chris e poi inserita in produzione stabile. Al naso spiccano caramello e zucchero candito bruno, con divagazione di frutti rossi (amarene). In bocca ha carbonazione accentuata, carattere maltato con accento su caramello e cola e delicate tostature di nocciola e biscotto.

Perpetual IPA: aroma fresco e intrigante, con i luppoli a fare bella mostra di sé con buccia d’arancia amara e pompelmo. In bocca ha attacco intenso, amaro, citrico ma anche erbaceo, con il pompelmo a fare da descrittore dominante.

Sunshine Pils: profumi lievi e conturbanti al tempo stesso, unione di malti (pane e miele) ed erbaceo dei luppoli. In bocca inizia ricca di miele. Poi lentamente dal basso si insinua l’erbaceo e conquista la scena. Una birra delicata dal grande carattere.

Raspberry Gose: la presenza di lamponi è netta, con aromi che ricordano la gelatina o la confettura. Una delicata acidulità di fondo ricorda una cheesecake ai frutti rossi. In bocca i lamponi sono meno evidenti, con l’acidità lattica accompagnata da una punta di sale.

Troegenator, Doppelbock: una birra massiccia, poco ma sicuro. Profumi di caramello, zucchero candito e marsala, che faranno andare i golosi in brodo di giuggiole. Malti fragranti in sottofondo e alcol che non rimane nascosto. In bocca pare docile, con carbonazione leggera, sensazione tattile vellutata e corpo da medio a pieno. La tendenza dolce è frutto di malti speciali (biscotto e caramello) mentre in sottofondo ci sono gli alcoli superiori. Sarà proprio la secchezza dell’alcol a preservare la beva con una chiusura secca e ripulente.

Visitare la Troegs Brewery è stata la prima di una lunga serie di fortunati eventi. Quella sera io, Jeff e un amico homebrewer abbiamo stappato di tutto e di più, nel segno dell’amicizia. La mia caccia di birre artigianali americane era solo all’inizio ma iniziava a dare grandi soddisfazioni.

Dove: 200 Hersheypark Dr, Hershey, PA 17033, Stati Uniti

Prosegue il viaggio a caccia di birre artigianali americane. Prossima tappa: Hop Farm Brewing. Non perderla!

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