birraio dell'anno 2016 resoconto

Birraio dell’anno 2016: vincitori e vinti

Birraio dell’Anno 2016 è la manifestazione che premia il birraio più in gamba d’Italia. C’ero anch’io. Ecco com’è andata.

Concluso Birraio dell’Anno 2016 è tempo di trarre le conclusioni. Tre giorni, 25 birrifici, oltre 100 birre presenti. La kermesse si è svolta presso il teatro Obihall di Firenze, come sempre sotto la regia di Fermento Birra. E’ la seconda volta che partecipo alla manifestazione ma è la prima volta che vi partecipo in qualità di giurato. Per fortuna la veste “importante” non mi ha impedito di fare la cosa che più mi piace: bere.

Birraio dell’Anno 2016: come funziona.

E’ semplice: il concorso premia il birraio che per un intero anno – in questo caso il 2016 – si è distinto per qualità del lavoro svolto. In realtà il premio è duplice, visto che si premiano sia il birraio Senior che quello Emergente. Sulla carta l’obiettivo è premiare il birraio per la bontà della sua intera produzione piuttosto che per la singola etichetta miracolosa. Un principio sicuramente sano, visto che premia la costanza qualitativa. Tuttavia, pur essendo un concorso birrario, non ci sono di mezzo assaggi e schede di degustazione da compilare. O perlomeno non direttamente.

E’ compito della giuria decidere, sulla base dei propri gusti e dei propri assaggi, il birraio più meritevole. Ovviamente questo sistema determina due conseguenze. La prima è positiva: dare spazio a tutti, anche ai birrai meno noti. Allo stesso tempo – ed è questa la nota dolente – difficilmente riesce ad arrivare a Birraio dell’Anno il birrificio che ha una distribuzione nazionale ridotta. Ovviamente non voglio dire che occorre una distribuzione massiccia e a tappeto. Di certo per arrivare in lizza la diffusione territoriale e la localizzazione geografica delle birre fanno la differenza.

Birraio dell’Anno 2016: i vincitori.

Per la categoria Emergenti si trovavano in lizza Flaviano Brandi del Birrificio Bibibir, Conor Gallagher Deeks di Hilltop Brewery, Luciano Landolfi del Birrificio Eastside, Marco Ruffa del birrificio CR/AK e Michele Solimando del birrificio Ebers di Foggia. Il premio come Emergente è stato consegnato a Conor con – parere personale – il beneplacito del pubblico.

Più combattuta la sfida per la conquista del titolo di Birraio dell’Anno nella categoria Senior. In questo caso i birrai in lizza erano 20. Al quinto posto Luigi “Schigi” D’Amelio di Extraomnes, al quarto Agostino Arioli del Birrificio Italiano. In pole position abbiamo: bronzo ad Alessio “Allo” Gatti di Canediguerra, argento a Emanuele Longo del Birrificio Italiano e oro a Marco Valeriani di Hammer. Anche qui – nuovamente parere personale – il plauso unanime. Insomma, perlomeno sulla carta i due birrai hanno meritato la vittoria. A loro i miei migliori complimenti. Così come a tutti gli altri birrai presenti alla manifestazione.

Birraio dell’Anno 2016: le considerazioni.

Adesso viene la nota dolente. O meglio: questa è la parte in cui vengono fuori le discussioni. Innanzitutto mi piace pensare che la manifestazione di quest’anno abbia rappresentato un segnale di ritorno alla normalità. Mi spiego meglio. Sono anni che si va alla ricerca sfrenata della birra stellare, strepitosa, perdincibacco buona. Quest’anno, invece, hanno dominato le basse fermentazioni, volgarmente note come Lager. Ho visto molti birrifici che hanno fatto della bassa fermentazione il loro marchio di fabbrica. Così come ho visto birrifici da sempre specializzati nelle alte fermentazioni mettersi in gioco con le basse. Non di meno ho visto addetti ai lavori e utenti alla ricerca di questa o quella bassa fermentazione. Bene così!

Se da una parte c’erano tante basse fermentazioni, dall’altra mi è sembrato mancassero le birre più di moda. Mi riferisco alle Sour Ale (birre acide). Un segnale che conferma la tendenza menzionata poc’anzi. Ammetto che qualche birra in più di questo stile avrei voluto vederla (e assaggiarla). Terza considerazione: se dal punto di vista birrario si è assistito a un ritorno alla normalità, dal punto di vista dei birrai ho visto tanta voglia di mettersi in gioco da parte dei Big. Mi riferisco a coloro i quali si sono trovati nel quintetto finale: Emanuele Longo, Agostino Arioli e Schigi. E’ vero che sono sempre in pole position ma non è da tutti mettersi in gioco continuamente. E questo gli fa onore.

Birraio dell’Anno 2016: le mie bevute.

Arriviamo così alla parte più ludica dell’evento. Mi sono cimentato in una corsa contro il tempo che si è conclusa con 15 birre bevute in meno di 4 ore. Considerando che all’interno di questo lasso di tempo ci sono fotografie, baci, abbracci e chiacchiere a profusione, faccio i complimenti al mio fegato per l’ottima prestazione. Ho assaggiato la freschissima Keller Pils di Bibibir, la speciale Blanche di ebers (prodotta con grano Senatore Cappelli e buccia d’arancia proveniente da Consorzio Agrumi locale). Poi ho visto lui e mi è tornata in mente l’Inghilterra: il cask. Era la gustosissima Barry’s Bitter di Hilltop, caratterizzata da un retrogusto nutty quasi masticabile, sintomatico delle migliori rappresentazioni dello stile.

Per concludere col ciclo Emergenti ho assaggiato la Badside, Berliner Weisse prodotta a quattro mani in collaborazione tra Eastside e Brewing Bad. Mi piace definirla cattiva per l’accento selvaggio (lattico) dato dai lattobacilli, che però non inficiano la godibilità complessiva ma anzi ne esaltano freschezza e beverinità. Ben fatta! Chiudo sempre in casa Eastside con l’ottima Cascadian Dark Ale. Mi scuso con i ragazzi di Cr/Ak per essere stato l’unico Emergente a non finire sul mio taccuino. Faccio ammenda e prometto di recuperare.

Per quanto riguarda il girone dei “grandi” sono partito dalla Keller del Carrobiolo e il mio cuore non si è più mosso da lì. Stre-pi-to-sa! Leggermente amara, secca, aromatica, praticamente perfetta nella sua semplicità. Ho poi incamerato la Dhu It (spillata a pompa), collaborazione italo-scozzese tra Croce di Malto, Foglie D’Erba e Fyne Ales. Si tratta di una Stout ai lamponi nella quale il frutto in questione viene messo in risalto. Assume la consistenza gommosa di una gelatina (Morositas). La sensazione palatale può piacere o meno ma il gusto non si discute. Altra birrona è stata la profumatissima Bohemian Pils di Canediguerra, un viaggio tra distese di fiori di campo e carezze aromatiche di miele millefiori.

Si rimane sulle basse (di nome e di fatto) con La Bassa di BrewFist. A sfottò l’hanno classificata come Real Lager ma è propriamente una Helles. Impegnativa la Ildegarda di Toccalmatto, una Imperial (Hoppy) Saison da ben 10.5% abv. Per riportare il palato sulla singola cifra ho chiamato in causa l’elegante Wildekind (spillata a pompa) di Birrificio Italiano, Farmhouse Ale (Saison) affinata in botti di Pinot Nero. Un entrée al mondo delle birra affinate in botte.

Controcorrente mi sono presentato al bancone del Mastino, birrificio specializzato in basse fermentazioni, chiedendo una Vicarium (Belgian Strong Ale). Morbida, dolce, piena ma per nulla stucchevole. Pregiata la Chocolate Porter di Birra Perugia, che conferma le ottime prospettive di questo giovanissimo birrificio italiano. Parimenti si dica per MC-77, la cui Marilyn (Imperial India Pale Lager) mi ha regalato pienezza aromatica da alta e beverinità da bassa fermentazione. Chiudo in bellezza con la BB10 di Barley, Imperial Stout con sapa (mosto cotto) di uve Cannonau. 10 di nome, 10 di grado alcolemico e 10 (e lode) di gusto.

Birraio dell’Anno 2016: la pole position.

Chiudo facendo contenti tutti coloro i quali ritengono giusto stilare una classifica finale delle birre bevute. Nella mia personalissima pole position finiscono (1) Keller di Carrobiolo, (2) Bohemian Pils di Canediguerra e (3) Blanche di ebers. Mi dispiace non aver potuto assaggiare tutto di tutti. E senza fare un torto a nessuno mi rammarico doppiamente per non aver provato nulla di Extraomnes, del quale ho sentito pareri entusiastici.

E anche Birraio dell’Anno 2016 può essere archiviato. E’ sempre piacevole partecipare a una manifestazione di settore. Meglio ancora quando il lustro della stessa è sinonimo di qualità della birra. I vincitori sono due ma per la qualità delle birre presenti per me hanno vinto tutti.

Eri presente anche tu a Birraio dell’Anno 2016? Cosa nei pensi dei premi assegnati? Quali birre hai bevuto?

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