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Birra Vais Italian Weizen con abbinamenti

Birra Vais è una birra italiana ispirata alle migliori Weissbier bavaresi.

Birra Vais, che pur con una “s” in meno suona tale e quale alle teutoniche Weiss, manco a dirlo è proprio una Weissbier. E’ la birra di Michele Francesco Dipasquale, titolare del beershop online Quality Beer. Incapace di trovare una Weizen che potesse soddisfarlo in tutto e per tutto, infatti, ha deciso bene di prodursi da solo sua prima birra.

Sua caratteristica è l’impiego massiccio di malto di frumento, pari a ben il 70% del bill grist, che assieme a una piccola percentuale di avena favorisce la texture cremosa, quasi setosa, e la schiuma prorompente. La fermentazione è affidata al lievito consolidato del calibro di firmato Weihenstephaner, che viene fatto lavorare a temperature inferiori al solito (20 gradi centrigradi), così da ridurre la produzione di esteri e fenoli. Il tutto suggellato dall’impiego di luppolo Perle. Passiamo prima all’assaggio e a seguire agli abbinamenti provati.

Bottiglia da 33 cl, 5.5% ABV, lotto 142.

Aspetto

Colore dorato carico con riflessi più tenui, aspetto limpido – più simile a una Kristallweizen che a una Hefeweizen. Classico cappello di schiuma pannosa, bianca, compatta e persistente. Aspetto effervescente.

Aroma

L’aroma si conferma con l’aspetto insolitamente limpido: l’assenza del lievito in sospensione favorisce le note speziate a scapito di quelle fruttate. Il risultato è un apporto di banana moderato, senza eccessi da frutta matura o frappè. Netto invece il profumo di chiodi di garofano, accompagnati da un guizzo di vaniglia, il tutto a media intensità. Il fruttato diversifica poi nel citrico dell’arancia, lascito dell’abbondante percentuale di frumento. Chiudono i malti, con profumi di panificato chiaro (pane comune, brioche, pasta frolla). Peculiare il contributo rustico (tra il fieno e il terroso), probabilmente frutto della varietà di frumento impiegata.

Gusto

Corpo medio/leggero, carbonazione elevata e carattere effervescente che anticipa la sensazione tattile cremosa. La carbonazione, unitamente al carattere citrico del frumento, donano alla birra una verve acidula non indifferente, che ne accresce il potere rinfrescante. Il resto è da manuale: delicata banana, potente chiodo di garofano, sostegno di panificati e farinacei di chiara cromatura. Termina secca ma non asciutta, dolce solo in apparenza perché la speziatura e gli agrumi caratterizzano il finale e il retrogusto. Retrolfatto floreale (zagara), retrogusto di arancia.

Birra Vais in cucina.

Birra Vais viene promossa come la birra perfetta per la cucina mediterranea. Ho allora deciso di metterla alla prova con diversi abbinamenti, dall’insalata al dolce.

Primo abbinamento: insalata di pomodori.

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Le Weizen in genere sono birre di facile fruizione che ben si sposano ai piatti semplici. Ma non c’è nulla di meglio di un bel pomodoro di Belmonte, varietà Cuore di Bue, da “spaccare” e condire con abbondante origano, cipolla, olio extra vergine d’oliva e una punta di sale. Un piatto straordinario che sposa perfettamente una fetta di pane tostata.

Birra Vais è stata un ottimo sostituto. L’abbinamento funziona per complementarietà dei sapori (acidulo del frumento e acidulo del pomodoro, dolcezza della birra e dolcezza del piatto, fenoli della birra e spezie dell’insalata). Soprattutto la carbonazione aiuta a snellire l’insalata, alleggerendo l’olio e lasciando emergere il fattore umami insito nel pomodoro.

Secondo abbinamento: risotto agli agrumi.

risotto-agli-agrumiMea culpa. Era la prima volta che sperimentavo questa ricetta e mi sono lasciato fregare proprio dall’ingrediente chiave: l’arancia. Quando si tratta di sapori così caratterizzanti la mano deve essere un velluto. Io invece sono stato di manica larga, ingannato da blandi sapori di cottura, e alla fine il sapore aspro d’arancia ha infranto ogni sogno di gloria. Sogno infranto e la birra ha potuto fare poco per rimettere in sesto i cocci.

Terzo abbinamento: broccoli “affogati”.

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Ho recuperato subito dopo con un bel piatto di broccoli “affogati”. Con questo nome peculiare si indica una ricetta tipica calabrese a base di broccoli stufati assieme a pepe nero, peperoncino, alloro e un filo di olio evo. Il risultato è un unguento cremoso da leccarsi i baffi. L’abbinamento, pur strano, ha dato soddisfazioni.

Esattamente come per l’insalata di pomodori, bollicine e acidulità hanno ripulito la materia untuosa. Dopodiché il carattere fenolico della birra ha abbracciato quello sulfureo dei broccoli, che si sono potuti apprezzare in pienezza. Ho volutamente evitato di utilizzare il peperoncino – ingrediente ostico quando si tratta di abbinamenti birra-cibo – per evitare che fosse accentuato dalla vivace carbonazione. Consiglio di fare altrettanto.

Quarto abbinamento: cannoli siciliani.

cannoli-siciliani

Abbinamento insolito che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Ennesima funzione ripulente (carbonazione VS cialda fritta) e risonanza tra l’acidulità del frumento e quella lattica della ricotta. Un ottimo abbinamento di per sé, praticamente perfetto in presenza di arancia candita nella farcitura. 

Birra Vais: conclusioni.

Ammetto che Birra Vais ha del buono, sebbene ritengo possa migliorare per intensità e corpo. Ne confermo invece la versatilità in cucina: oltre a essere una birra godibile è il jolly che mi piacerebbe sempre avere in frigorifero.

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