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Birra Toccalmatto Sibilla Belgian Saison

Figlia dei fiori (di luppolo), Sibilla è la Saison di Birra Toccalmatto.

Stappo Sibilla e mi rendo conto che non bevo Birra Toccalmatto da tantissimo tempo. Il mio ultimo assaggio risale al lontano 2015: era una Che Belle Gose, collaborazione tra Birra Toccalmatto e i birrifici Civale e Croce di Malto. Una delle mie primissime Gose, indimenticabile.

Il capitano di Birra Toccalmatto è Bruno Carilli, homebrewer dal 1994, laurea in Scienze Agrarie e con un glorioso passato nell’industria birraria (Carlsberg). Ma ci vogliono diversi anni per arrivare alla nascita del birrificio, che vede la luce nel 2008 nello sconosciuto comune di Fidenza, nel cuore della cosiddetta Food Valley italiana.

Dopo anni di crescita costante arriva il rinnovamento. Nel 2014 Birra Toccalmatto è un’istituzione, apprezzata sia in Italia che all’estero, e la crescente domanda “costringe” il birrificio a dotarsi di dimensioni più consone, decuplicando le dimensioni: al vecchio impianto da 5,5 HL si sostituisce quello da ben 50 HL.

Le birre Toccalmatto.

Tra ricette tradizionali e innovative, di matrice belga, anglosassone o internazionale, il protagonista indiscusso di Birra Toccalmatto è il luppolo – Bruno Carilli è stato uno dei primi a portare in Italia il Randall, una sorta di hopback in miniatura da utilizzare alla mescita – con ben 20 varietà coltivate nei campi tra Fidenza e Tabiano.

Le birre sono tante, tantissime, e si suddividono in gamme preposte all’uopo: Easy Drinkin’, Hop Freaks, Classics, Fruit & Sours, Barrel Aged, News & One Shot. Bruno Carilli, che prima ancora di essere birraio è un imprenditore, punta fin da subito all’immagine e dona alle sue birre un aspetto importante, quasi lussuoso, sposando la filosofia del formato ristorante da 75 cl.

Fu proprio il patron Toccalmatto ad affermare che non sarebbe mai passato alla bottiglia piccola. Promessa da marinaio: oggi il birrificio utilizza indiscriminatamente il formato da 33 e da 75 cl. L’immagine, l’impiego massiccio di luppoli, le varietà insolite e quelle modaiole, così come le collaborazioni internazionali porteranno Birra Toccalmatto sulla vetta dei birrifici artigianali italiani.

Finché… Nel 2017 arriva la notizia che qualcuno si aspettava: la beer firm belga Caulier, che produce il triplo dei volumi di Toccalmatto, entra in società. L’accordo commerciale stipulato riduce l’autonomia del birrificio italiano e riserva parte della produzione ai prodotti Caulier, sebbene i due marchi mantengono autonomia commerciale. In cambio Toccalmatto aumenta le liquidità e con esse gli investimenti strutturali.

E adesso è tempo di bere. La birra di oggi è la Saison chiamata Sibilla, prodotta con malti d’orzo, frumento e avena e con luppoli Perle e E.K.Goldings.

Il birrificio la consiglia in abbinamento a: sushi, tempura e fritti in generale, paste e risotti con molluschi e crostacei; formaggi a latte misto come Robiola Tre Latti o Boursault. Ma sottolinea che “è difficile trovare un abbinamento non riuscito”. Cosa comprensibile, trattandosi di una Saison.

Bottiglia da 33 cl, 6% ABV, lotto 19008. In vendita su Cantina della Birra (usa il codice “birramoriamoci10” per ricevere il 10% di sconto).

Aspetto

Colore dorato acceso e aspetto appena velato, schiuma a trama fine, compatta e persistente, di colore bianco albume e aspetto pannoso.

Aroma

Buon sangue non mente: in linea con lo stile di Birra Toccalmatto il benvenuto aromatico è ricco di luppoli, dai connotati erbacei e fruttati. Le note di luppolo ben si mescolano alle componenti speziate/pepate del lievito. L’intensità generale è media e progredisce man mano che la birra si scalda.

L’impressione è quella di avere sotto al naso una bottiglia di bollicine, elegante ma anche leggermente rustica con i suoi sentori terrosi. La frutta è principalmente a pasta arancio (nettarine) ma a una più approfondita analisi emergono anche pera, mela annurca e arancia. Le spezie si riuniscono attorno al pepe ma si declinano anche in coriandolo e chiodi di garofano. Interessante il sottofondo di malti chiari, che adduce alla campagna con sentori di fieno e paglia, addolciti dalle note di brioche e pasta frolla. Giurerei di aver sentito, nella generale terrosità, un accenno di cantina, come di sughero, a conferma dell’immagine delle bollicine. L’alcol si sente ma appena e non distoglie l’attenzione.

Gusto

Corpo medio, carbonazione medio/alta, sensazione tattile leggera e avvolgente. La birra si insinua frizzante e piacevolmente calda nel cavo orale, lasciando dietro di sé abbondanti descrittori. Le note sono pressapoco le stesse dell’aroma. Stavolta la frutta ha più carattere e l’alcol una punta di piccantezza che scalda la gola.

Il frumento e il panificato fanno da sfondo all’egemonia di pesca a pasta gialla, pera e mela acerba, mentre il carattere speziato e terroso della birra la rendono bella e dannata allo stesso tempo. Termina secca e soprattutto amara, erbacea, mentre l’acidulità del frumento (arancia) la rende rinfrescante e simil-dissetante.

Birra Toccalmatto Sibilla: conclusioni.

Birra Toccalmatto riesce a fondere l’eleganza del made in Italy con la rusticità di matrice belga, dando vita a una piacevole Saison, ideale per il pasteggio. Nel complesso la definirei mansueta, con un lievito “educato” che la rende verosimigliante a una Tripel, risultando più ricca di esteri che di fenoli.

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