birra peroni giapponese

Birra Peroni, l’italiana con gli occhi a mandorla

Birra Peroni non è più italiana. Dopo il passaggio alla sudafricana SAB Miller è stata adesso acquisita dalla giapponese Asahi. Costo? 2,55 miliardi.

Le cronache narrano di un Paese, il Sol Levante, i cui gusti dei consumatori sono in rapida evoluzione. Di birra se ne beve tanta. Italiana, spesso e volentieri. Questa volta il sorso è di quelli grossi: 2,55 miliardi di euro. E’ questa la cifra che il gruppo Asahi, leader indiscusso della birra giapponese (38% del mercato), ha sborsato per l’acquisto del marchio “italiano” birra Peroni. Le virgolette sono d’obbligo: sebbene molti la considerino ancora italiana, birra Peroni ha da tempo smesso di essere tale. Lo ha fatto nel 2003, quando è stata acquisita dalla multinazionale sudafricana SAB Miller.

L’acquisto di birra Peroni fa parte di un grande schema.

Recentemente si è assistito alla fusione tra SAB Miller e ABInBev per la creazione del super colosso mondiale della birra. Il risultato è un gigante di dimensioni inenarrabili, un incrocio tra Gig Robot e Godzilla. Ma per condurre in porto l’operazione, secondo l’Antitrust, è necessario operare alcuni passaggi di marchio. Ecco perché Asahi si è “bevuta” birra Peroni. E non ancora appagata manda giù anche l’olandese Grolsch e l’inglese Meantime.

E’ tempo di birra-mercato.

Non è la prima volta che si assiste ad acquisizioni birrarie. Proprio poco tempo fa avevo scritto dell’acquisizione dell’americana Ballast Point. E non sarà l’ultima. A quanto pare, se nel settore della birra artigianale c’è fermento, in quello della birra industriale c’è fame infinita. In questo caso non possiamo dire di aver perso un pezzo di storia italiana, visto che il marchio era già stato venduto in passato. Però la voracità dei big player è tanta e sembra che i colossi si siano messi a giocare a un pericolosissimo domino. Il totoscommesse è iniziato: chi sarà la prossima vittima?

Birra Peroni che diventa giapponese è solo l’ultima notizia di un birramercato frenetico. Quello che preoccupa è la facilità con la quale i grandi marchi industriali riescono a conseguire i loro obiettivi. Ed è legittimo sospettare che nelle loro mire ci sia anche la birra artigianale. Occhi aperti, birrifici indipendenti!

Sapevi che birra Peroni non era italiana? come giudichi l’attuale situazione del mercato birrario?

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