Una birra per socializzare, grazie

Una birra per socializzare! Non è una richiesta disperata, ma semplicemente un effetto collegato al consumo di questa bevanda. Dimostrazione del fatto che, oltre alle “sole” proprietà organolettiche, la birra ha una marcia in più. Una sorta di preparato miracoloso, insomma.

Partiamo dal concetto che qualsiasi bevanda assumiamo influenza il nostro stato d’animo. Questo dipende dalle caratteristiche della bevanda stessa, e dal suo eventuale contenuto alcolico. Le motivazioni che ci spingono a bere sono innumerevoli. Negli alcolici si cerca spesso quella sorta di “conforto“, capace di riscaldare il nostro corpo, soprattutto nei mesi più freddi dell’anno, e l’animo (concetto ben diverso dall’effetto confusionale, derivante dall’abuso). Ancora, l’interesse più puramente gustativo, influenzato dai gusti personali. E la birra, che ruolo occupa nella nostra vita?

birra socializzare 2Da molti considerata più che una bevanda, addirittura un alimento, per via delle sue proprietà nutritive. Quattro ingredienti, tutti strettamente naturali (acqua, malto, luppolo e lievito),  già di per sè indicativi della fonte di nutrimento che una birra può apportare al corpo. Richiamando il concetto del “consumo consapevole“, la birra è assolutamente adatta ad essere inclusa nella nostra alimentazione quotidiana. Mi viene in mente Lorenzo Dabove (Kuaska), guru della birra in Italia il quale, raggiunta la soglia dei 60 anni, mostra linvidiabile spirito di un uomo di almeno 20 anni più giovane.

Noi siamo ciò che mangiamo” è la citazione che molti hanno posto alla base della propria dieta. Ed è un concetto che introduce a quella che, al di fuori delle proprietà nutritive e alle tanto decantate qualità “miracolose” (spesso comprovate da indagini scientifiche più o meno affidabili), la dote (forse) più importante della birra è il suo potere socializzante.

L’origine della birra come aggregatore sociale nasce probabilmente all’interno dei classici pub inglesi (che potrebberobirra pub a breve divenire patrimonio mondiale dell’Unesco), all’interno dei quali non è insolito trovare genti delle più diverse etnie, culture, interessi, età, assieme. Nell’immaginario collettivo il consumatore siede di fronte al bancone, ordina la sua pinta, e inizia a chiacchierare col vicino di sgabello. Ed è proprio in questa fase che la birra agisce come potente aggregatore sociale. Perchè con una buona birra in mano ciascuno ha la possibilità di dire la sua, raccontare una storia, partecipare ad una discussione. é dunque un modo per conoscere, informarsi, stringere rapporti sociali.

A parlarne così, forse neanche ci si rende conto dell’incredibile potere che  può avere. Vi invito allora a provare di persona questa fantastica esperienza, recandovi personalmente al pub più vicino con un gruppo di amici. Prima di rendervene conto si verificherà la “magia“, e diverrete indiretti testimoni di un rito vecchio quanto il mondo. Provare per credere, e se la cosa non vi convince, almeno avrete bevuto una birra. Ne sarà comunque valsa la pena.

Che ne pensate della birra come aggregatore sociale? Condividete la mia (entusiastica, lo ammetto) opinione, oppure pensate sia esagerata? Avete mai pensato al modo in cui la consumate?

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