birra orval trappistenier

Birra Orval Trappistenbier

Ho allenato duramente questa birra Orval per tre lunghi anni. Finalmente è giunto il momento di stapparla!

Descrivere questa birra è forse più facile che berla. Basta leggere questa questa bella recensione per scoprire perché. La birra Orval nasce nel silenzio delle mure monastiche dell’Abbazia di Notre Dame, dove i sapienti monaci trappisti danno vita a pezzi di commovente bontà. Questa bottiglia porta con sé un mito, ma non basterebbero poche righe per celebrare degnamente. Nell’attesa di poterlo fare come si deve dal vivo, con una visita all’interno del monastero trappista – disponibilità monastiche e pecunia permettendo – mi “accontento” di stappare questa sontuosità formato trentatrécielle.

Birra Orval: una birra in evoluzione.

Malti Pale Ale chiaro e Caramello, luppoli Hallertau e Styrian Goldings utilizzati anche in dry hopping, acqua della fonte Matilda. E soprattutto la firma del lievito d’Orval, lo stesso che tanti birrai hanno tentato di replicare raccogliendo il lievito residuo sul fondo di ogni bottiglia – la birra non è filtrata. La birra Orval si caratterizza per una seconda fermentazione nei tini con lieviti selvaggi (brettanomiceti) e una terza in bottiglia, dove i lieviti continuano la loro opera di conversione degli zuccheri complessi in alcol. Non per nulla la birra Orval è una di quelle più propense a evolversi nel tempo (anche a distanza di anni). Io l’assaggio a tre anni di età, sperando che la maturazione in cantina le abbia fatto bene.

Bottiglia da 33 cl, 6,2% abv, lotto 27/07/2012.

birra-orval-trappista

Lo sapevi? Su Amazon puoi acquistare l’originale calice Orval!

Colore

Colore ambrato scuro con sfumature ramate e riflessi verdognoli. Aspetto appena velato, dal quale traspare una frizzantezza che dire esuberante è poco. Sembra quasi di osservare il fuoco scoppiettante di un camino, con la differenza che qui ci sono innocue bollicine.

Schiuma

Il cappello di schiuma è veramente qualcosa di unico: alto, consistente, paffuto. Non ha assolutamente nulla da invidiare alla panna – e secondo me il sapore è anche meglio! Trama non particolarmente fine, compatta, colore beige, particolarmente persistente e aderente.

Aroma

Non si fa in tempo ad avvicinare il naso all’orlo del bicchiere che si viene accolti da una festante armonia di note miste acetiche e vinose, di quelle frizzanti, che fanno già sussultare le papille gustative. E’ il segno distintivo della birra Orval: tenera fuori, acida dentro. Le sfumature da vino le senti tutte, e il bouquet olfattivo colpisce proprio per la pulizia e l’armonia complessive, piuttosto che per l’intensità. Inoltre, rispetto a una tradizionale Sour, mantiene un distinto tappeto di note maltose e leggermente acidule, che mi hanno ricordato il classico frumento.

Le note di testa sono acetiche: aceto di mele, anzi meglio sidro di mele. Del vino riprende invece le note di cantina, di botte “ubriaca”, di cuoio e di leggera frutta – tra la fragola e la ciliegia. Nel mezzo ci sono note lattiche. C’è un bel fruttato, fresco, a base di ananas, kiwi e banana. La parte maltosa chiude il bouquet olfattivo. Non aspettarti granché, né tanto meno cose convenzionali. Qui ci sono crosta di pane, leggerissimo fieno e del miele di acacia.

Gusto

Anche in bocca la birra Orval è tanta roba. Ti lascia assaporare tutto il buono del malto – qui anche leggermente fragrante – ma ci butta in mezzo fiotti di note acetiche, ammantando il tutto di fresca mela. Carbonatazione vivace, corpo da medio a pieno. Ingresso leggero, morbido, e passaggio di uguale sensazione palatale. C’è un lieve intermezzo watery appena prima del finale, preludio a un post deglutizione con dituttounpo‘: apro, acetico, vinoso, per un effetto astringente e leggermente zesty.

Il bouquet gustativo inizia con crosta di pane e leggerissimo biscotto al burro, zucchero di canna, frutta candita. Prosegue con pasta frolla, miele di arancio, pepe bianco. C’è anche qualche sfumatura floreale, che vagheggia fiori di campo. Ci sono poi ananas, mango, banana e kiwi, buccia d’arancia dolce e pesca a pasta bianca. Le note acetiche ci sono e non ci sono. Sono appena un velo. E pure intermittenti: vanno e vengono. E’ come se si divertissero a giocare col fortunato/sfortunato bevitore. Più che farsi gustare si fanno percepire nel lungo retrogusto agrumato (buccia d’arancia, mandarino, lime), con una punta di aceto balsamico e un elegante sentore di pepe.

Una signora tutto pepe, questa birra Orval! La fama non è immeritata, ma non avendola mai provata nei suoi anni d’oro mi associo a coloro i quali ritengono sia peggiorata nel tempo. E’ buona, per carità, ma non fa gridare al miracolo. C’è di buono, invece, che è adatta a ogni momento della giornata.

Piaciuta la recensione? Assaggia anche tu la birra Orval: puoi acquistarla con un click su Amazon!

  • Aspetto
  • Aroma
  • Gusto
4.5
Sending
User Review
0 (0 votes)
x

Check Also

birrificio del ducato luna rossa

Birrificio del Ducato Luna Rossa Flemish Red Ale

Birrificio del Ducato Luna Rossa è un blend con base Flanders Red Ale in cui ...