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Birra Moretti International Pale Lager

Birra Moretti è una Pale Lager tra le più bevute in Italia e conosciute all’estero. Ma non è né artigianale né italiana.

Birra Moretti – l’azienda – nasce nel 1859 a Udine, fondata da Luigi Moretti. Molti la ritengono una birra italiana ma non sanno che dal 1996 è stata venduta alla società olandese Heineken, pertanto non è né una birra italiana né tanto meno artigianale – nonostante i recenti prodotti lascino pensare il contrario.

Dopo aver vissuto in Inghilterra posso confermare che è una delle birre italiane più apprezzata anche all’estero, ovviamente di stampo industriale. Se il suo sapore non convince, c’è una cosa per la quale Birra Moretti merita l’applauso. Mi riferisco ovviamente al suo marketing originale, all’avanguardia, capace di creare un’identità di marca solida attorno alla figura del cosiddetto “Baffo”.

Fu tutta questione di intuito. Correva l’anno 1942 quando Lao Menazzi Moretti assisté a una normalissima scena: un vecchietto stava seduto in una trattoria a Udine. L’anziano era uno qualsiasi, senza particolari segni distintivi, a eccezione del folto baffo. Mr. Moretti ebbe il merito di notarlo ed ebbe un’illuminazione: renderlo l’immagine della sua birra. Leggenda poi narra che l’uomo rifiutò accettò di prestare la sua immagine ma rifiutò qualsiasi ricompensa, preferendo essere ripagato in… birra.

Nel corso degli anni numerose sono state le interpretazioni del medesimo baffo, che si è dovuto giocoforza adattare al cambiamento dei tempi e dei gusti. Indimenticabile l’interpretazione di Marcello Tusco, quello col cappello verde, il baffo pieno di schiuma e il dorso della mano a nobilitare un gesto apparentemente ironico.

Bottiglia da 33 cl, 4.6% ABV, lotto 81993800.

Aspetto

Colore dorato brillante e completamente trasparente, sormontato da un sottile cappello di schiuma bianca a trama fine, poco persistente.

Aroma

L’impressione olfattiva anticipa quella che sarà la tendenza dolce del gusto. Malti chiari, intensità medio/bassa, note di cereali in genere (corn-flakes, DMS) e vaghi sentori di pasta madre. Contributo dei luppoli scarso o nullo, limitato a un accenno erbaceo. A sovrastare il tutto ci pensa però la nota fruttata che ricorda il succo di pera e la mela verde varietà Granny Smith (acetaldeide). Un principio ossidativo si rinviene nella fugace nota di cartone.

Gusto

Carbonazione elevata, corpo medio/leggero, sensazione tattile che diventa piacevolmente morbida una volta dissipate le bollicine. Niente acquosità, per fortuna. La vivace carbonazione dà un incipit acidulo, quasi minerale e anche leggermente sapido, dietro il quale si nascondono le impressioni maturate al naso. Confermata la tendenza dolce, con pochi blandi sentori di cereali e pasta frolla. Stavolta il luppolo si sente un po’ di più, incalzato dalle bollicine e dalle basse temperature di servizio, ma l’intensità rimane comunque moderata e l’apporto si limita a un vago erbaceo, forse un leggero speziato, mentre il fruttato continua a ricordare qualcosa tra la mela e il limone. Finale secco, retrogusto placidamente amaro (erbaceo) e retrolfatto in cui ritornano i malti chiari.

Birra Moretti: conclusioni.

Birra Moretti è una comune birra industriale, graziata da difetti associati alla luce. Il resto è normale routine: corpo leggero o leggerissimo, carattere insipido e quasi artificiale, rinfrescante e frizzante. Assaggiatela a temperature più fresche che gelide e soprattutto servita nel bicchiere: noterete le differenze rispetto a un buon prodotto artigianale.

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3.1
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