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La Loubecoise Belgian Strong Ale

 La Loubecoise è una birra in stile Belgian Strong Ale da ben 8 gradi. E’ prodotta dal birrificio Ecaussinnes, situato nella provincia vallona dell’Hainaut.

loubecoise-belgian-strong-ale-birramoriamociStucchevole! Finalmente, dopo qualche pugno di recensioni scritte, e innumerevoli recensioni lette, posso utilizzare questo aggettivo per descrivere una birra. Innumerevole empo passato a riflettere sui possibili impieghi di questa parola, nell’attesa di cacciarla fuori dal cilindro, e poi al primo sorso…l’illuminazione. Che volete, sono soddisfazioni!
Torniamo a parlare di Belgio, patria delle birre per antonomasia, e di uno dei suoi caratteristici stili: il Belgian Strong Ale. La Loubécoise è una birra bruna forte, prodotta dal birrificio Ecaussinnes, che nonostante l’elevata appartenenza territoriale rappresenta una sorta di “esperimento” geografico. La sua principale caratteristica, riportata a caratteri cubitali sull’etichetta, con riferimenti e disegni annessi e connessi, è l’impiego di sciroppo d’acero del Québec (Canada).
Colore ambra scuro, profondo e opaco, con deboli, quasi inesistenti, riflessi rubino.
La schiuma è fine, compatta e cremosa, dalla superficie liscia. Morbida, bassa, caratterizzata da un’elevata resistenza, colore nocciola.
L’aroma è caldo e sproporzionato su note dolciastre, sciroppo d’acero fra tutte, preceduta da una traccia alcolica che, dopo lo sciroppo, si riaffaccia nel seguito, accompagnata da una timida essenza floreale.
Il gusto esalta un corpo pieno e tondeggiante all’imbocco, con accento amaro ed elevata persistenza amarostica, prolungata fin oltre l’ingoio. Immediato accento pepato a livello palatale, rapido passaggio, accentuata presenza alcolica, con sentori di malto e biscotto, sciroppo a profusione, conclude un finale leggermente maltato.

L’ho scritto e lo sottoscrivo: non c’è altro modo per definire questo birra se non “stucchevole”. Lo sciroppo d’acero è una bomba, e qui gli artificieri non sono stati in grado di disinnescarla. Esplode in bocca, condannando a una bevuta che sembra un castigo. Mandarla giù per intero è stato un atto di fede.

Infine, vorrei esprimere qualche dubbio su alcune raccomandazioni che si trovano troppo spesso sulle etichette: “servire fredda”, è un consiglio per esaltarne le caratteristiche e apprezzarne al meglio le qualità organolettiche, oppure è la solita pratica (diffusissima) di “congelare” e stereotipare il gusto,  facendone apprezzare l’apprezzabile? Per quello che ho sinora potuto comprendere, le birre ad elevato tenore alcolico, tra cui le strong ale, preferiscono una temperatura di servizio ideale decisamente più elevata, intorno (e anche oltre) i 10 gradi centigradi.
La Loubecoise. Bottiglia da 33 cl. Titolo alcolometrico 8,0%. Scadenza 25/03/2013. Bicchiere consigliato: calice trappista, tulipano.
Un voto appena sufficiente su RateBeer, 61/100, col quale mi trovo assolutamente d’accordo. Anzi, gli avrei anche dato di meno.
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