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Birra inglese: di bene in pinta

La birra inglese ha una tradizione che si tramanda da secoli. L’ho ascoltata mentre mi raccontava la sua storia. E io “me la sono bevuta”!

La prima lezione sulla geografia della birra è stata dedicata a Germania, Repubblica Ceca e Paesi scandinavi. Oggi tocca a un altro Paese da sempre legato alla birra: l’Inghilterra. La lezione diventa occasione perfetta per assaggiare alcuni stili di birra inglese. E’ andata alla grande. Anche perché, forse non lo sai, ma la birra inglese è fatta per essere bevuta a secchiate. Che bontà!

Si aprono le danze: Moor Raw, stile Bitter.

La schiuma beige e cremosa tende a scomparire rapidamente. Il colore è ramato con riflessi ambrati, opalescente. L’aroma è intenso, carico di malti fragranti (crosta di pane, caramello, miele di arancio). C’è anche un generoso fruttato (agrumi in buccia) e una tenue speziatura (zucchero di canna). In bocca ha corpo leggero e mouthfeel setoso. La dolcezza caratterizza la prima parte della bevuta ma poi c’è spazio solo per l’amaro, tostato piuttosto che luppolino. L’erbaceo cresce di intensità e accompagna il fieno nel lungo retrogusto rustico. In inglese ‘raw’, appunto.

Ancora Moor: Nor’Hop, stile Golden Ale.

Schiuma grossolana, colore dorato luminoso e aspetto limpido. Al naso brilla per l’intensità degli zuccheri da frutta (ananas, kiwi, curaçao). Se memoria cinestesica non inganna c’è un ricordo di tè commerciale alla pesca. Gentili tracce di pepe ad accompagnare, prima di planare su un prato di erba umida. In bocca ha corpo leggero e consistenza tattile acquosa. A primo acchito c’è solo amaro. Poi arriva un intermezzo dolce, preludio al ritorno dell’amaro nel lungo strascico finale. E’ un amaro delicato, rafforzato da un mix tra il rustico e il terroso.

Ibrido tra Germania e USA: Saranac Black Forest.

Si tratta di una Schwarzbier (bassa fermentazione di origine tedesca di colore scuro) interpretata in chiave americana. La schiuma è fine e persistente, di colore nocciola. Il colore della birra è invece ebano con sfumature rubino. Aroma abbastanza intenso. In testa una leggera ossidazione (vino Madeira). Seguono pane nero, orzo e cioccolato. Leggera presenza di frutta (noci, fichi, prugna disidratata). I frutti rossi sono più caratterizzanti dei malti scuri. Corpo sottile e mouthfeel watery. In bocca prevale la dolcezza del pane nero, con punte tostate e nutty che evolvono in cioccolato fondente. Il warming è percettibile solo nel retrogusto.

L’ultima è una chicca: Siren Liquid Mistress.

L’opposto della precedente: si tratta di un’interpretazione inglese di uno stile americano (Amber Ale). Schiuma eguale a un cremoso cappuccino. Colore bruno con riflessi cola. Una leggera ossidazione (salsa di soia) apre le danze. Il naso mette subito le cose in chiaro: qui dominano i luppoli. Resina e agrumi in buccia (pompelmo) aprono la strada a orzo, cioccolato fondente e fave di cacao. In bocca è agile e snella grazie a una sensazione tattile parzialmente watery. C’è dituttounpo’: pane nero, orzo, mon sheri. Il finale secco è a base di cacao in polvere, graffiante. Retrogusto caldo, pieno di frutta rossa sotto spirito.

Hai capito quali gustosi segreti nasconde la birra inglese? L’Inghilterra offre la possibilità di spaziare tantissimo. Ad aumentare le possibilità di scelta ci pensano i birrifici della new wave, che rileggono le ricette tradizionali in chiave creativa. Insomma, c’è da sbizzarrirsi.

Ti piacciono gli stili di birra inglese? hai provato qualcuna delle birre presentate?

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