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Birra in Franconia by Manuele Colonna

Birra in Franconia di Manuele Colonna è il diario di un viaggio in un luogo magico e fuori dal tempo.

Finalmente anch’io posso dirlo: ho letto “Birra in Franconia“! E’ il libro scritto da Manuele Colonna, publican del Ma Che Siete Venuti a Fa di Roma. A Manuele tre cose piacciono assai: il metal, la Lazio e la Franconia. La Franconia è un’area geografica del centro della Germania. Proprio a lei e alla sua (ri)scoperta è dedicato questo libro. Un testo che è piuttosto il diario di un viaggio fatto di sorsi e morsi, in una località dove il tempo sembra essersi fermato a qualche secolo fa. Come dicevo ho avuto finalmente il piacere di leggerlo e questa è la mia recensione. Buona lettura!

L’autore e la panoramica dell’opera.

Manuele la birra la conosce, non solo perché ci lavora ma perché gli piace berla. E sa che alcuni stili devono essere bevuti in determinati luoghi per poterli comprendere e apprezzare appieno. La Keller (spesso chiamata Lagerbier o Landbier) è il suo esempio più eloquente, la “birra rustica” per eccellenza. E a lei Birra in Franconia è dedicato. Il testo riassume l’avventura intrapresa da Manuele insieme a un manipolo di coraggiosi nell’interland francone.

La lettura ti catapulta in un luogo fatto di minuscoli villaggi sospesi nel tempo. Ognuno di questi è formato dalle caratteristiche case a graticcio, circondati da una natura in perfetta simbiosi con la civiltà. E tanti, tantissimi birrifici. Pensa: l’Oberfranken (Alta Franconia) è la zona con il record mondiale di concentrazione di birrifici (quasi 180). La cosa più sfiziosa è che praticamente tutti fanno le stesse birre ma tutte sono diverse tra loro. La diffusa conduzione famigliare, unitamente a volumi produttivi che si “accontentano” di 300 hl annui, ne lasciano intuire la fortissima identità territoriale.

La lettura e le impressioni generali.

Birra in Franconia è un libro gradevolissimo che si fa tranquillamente fuori in mezza giornata, sia per il ridotto contenuto sia per la narrazione che va dritta al punto. Non ho ancora avuto il piacere di assaggiare queste fantomatiche Keller ma il loro gusto lo immagino esattamente come questo testo: semplice, scorrevole ma appagante, avaro di emozioni ma con sorprese che fanno gridare al miracolo.

La lettura mi ha poi spiazzato con la sua enorme sincerità. Da una parte mi ha trasmesso la voglia di partire, di affogare nella birra e in tutto ciò che le gravita attorno. Dall’altra mi ha aperto gli occhi, infondendomi la paura di calarmi in un mondo rimasto indietro a qualche secolo fa, che orgogliosamente difende la propria identità dai pericoli del progresso, che resiste ostinatamente a qualunque tentativo di infiltrazione esterna. Ma non devi avere paura: i franconi sono persone di cuore. Bisogna solo “parlare la loro lingua”. Il che ovviamente non è facile.

Ci sono però alcuni elementi che non mi hanno convinto. Primo tra tutti la mappa, collocata alla fine piuttosto che all’inizio del testo. Descrivere l’area geografica interessata non basta a collocarla nello spazio fisico. Il lettore che non conosce la geografia del territorio è costretto ad affidarsi all’immaginazione e all’intuito, rimanendo col dubbio. Devo dire che un po’ di chiarezza in più non sarebbe guastata.

La tecnica narrativa.

Asciutta come un fritto di qualità, secca come un peperone. Manuele va dritto al punto e racconta la verità “papale papale”. Che si tratti di un apprezzamento o di una critica, in ambo i casi è lapidario. La secchezza aiuta sicuramente a mandare giù il libro tutto d’un fiato. Allo stesso tempo lo rende avaro di emozioni. Sono pochi, pochissimi i momenti in cui sfugge un sorriso o una smorfia di orrore. Accade solo nei rari momenti in cui il diario assume le tinte del racconto.

Anche qui qualcosa mi ha fatto storcere il naso. Mi riferisco alla nonchalance con la quale si sorvola sui dettagli, alcuni dei quali non da poco. Per esempio: si parla di cose birrarie (Kaspar-Shultz) e non birrarie (Notte dei Cristalli) dando per scontato che il lettore ne sia a conoscenza. Anche ammettendo che Birra in Franconia sia destinato a un pubblico di nicchia bisogna renderlo edotto su tutto il narrato. La grammatica fa rizzare i capelli: a una punteggiatura sui generis si aggiunge l’utilizzo ripetuto di un “perché” con l’accento ottuso. Sono elementi che non inficiano la lettura ma che, trattandosi di opera letteraria, non possono essere sottovalutati.

Ho letto Birra in Franconia sperando mi convincesse a partire. C’è riuscito. Ma è cambiata la mia priorità: non è più la birra, bensì la Franconia stessa. La Keller non è solo una birra. E’ un’esperienza. Ed è il fascino di ciò che la circonda a conferirle il suo sapore unico.

Anche tu hai letto Birra in Franconia? sei mai stato nei luoghi narrati?

Birra in Franconia by Manuele Colonna
Editore: Publigiovane Editore
Anno: 2015
Pagine: 176
Prezzo: 12,90 euro (lo puoi trovare in offerta su Amazon!)

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