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Birra in Belgio: esperienza trascendentale

La birra in Belgio mi ha stregato! Ho bevuto un sacco. Ho anche visto, ascoltato e mangiato dituttounpo’. Ma sono sopravvissuto. Ecco com’è andata.

Chi mi ha seguito sui social network ha avuto un assaggio del mio viaggio in diretta. Assistere all’anteprima è coinvolgente. Ma essere presente lì in prima persona, toccare con mano, parlare a tu per tu coi birrai nei loro birrifici è pura magia. Proverò a trasmetterti il fascino delle mie giornate trascorse in Belgio. Un fascino che mi ha pervaso, colmandomi il cuore. E non sto scherzando: per un appassionato la birra in Belgio è qualcosa di mistico. Ma per prima cosa non posso esimermi dal raccontarti le mie impressioni.

Prima impressione: il turismo birrario è fervido.

Qualunque fosse la tappa – birrificio centralissimo o sperduto, birreria di battaglia o famosa – ho incontrato appassionati di birra provenienti da ogni parte del mondo. Dove non ne ho incontrati ho comunque avuto l’impressione che in Belgio sono abituati a questo tipo di visite. La maggior parte accetta solo visite guidate in gruppo. Noi, nonostante fossimo solo in due, siamo riusciti a infilarci comunque. La creatività sta agli italiani come la cocciutaggine ai calabresi.

Seconda impressione: bere è facile e bere bene lo è di più.

Sono rimasto positivamente sconvolto dalla bontà della birra in Belgio. Non che non lo sapessi. Ma qui in Italia arrivano tanti, tantissimi prodotti crafty o comunque dozzinali, anonimi. Sarà che sono andato a cercarmeli col lanternino ma ho goduto di un’offerta birraria devastante. Buona qualità media con frequenti punte superbe. “Peccato” solo che si tratti perlopiù di birre muscolose, dalla gradazione alcolica importante. Una birra ha lo stesso apporto calorico di una fetta di panettone. Una dieta a base di pane liquido decisamente poco dietetica.

Terza impressione, la più importante: la tradizione arranca e l’innovazione avanza.

Sarò più chiaro: la tradizione birraria belga è poco diffusa. C’è maggiore conoscenza tra i turisti che non tra i locals. Questo significa che il rischio che alcuni stili vadano scomparendo non è così basso. Per esempio mi ha stupito scoprire che Cantillon è l’unico erede del Lambic rimasto a Bruxelles. Nel passato i produttori erano un fottio, oggi ne è rimasto uno solo. E’ un segnale preoccupante. L’innovazione, invece, sta cambiando le regole del gioco. I luppoli, gli stili birrari, il pubblico destinatario. Tutto questo inciderà sensibilmente sulla birra in Belgio nel prossimo futuro.

Tutto questo e molto altro ancora ti voglio narrare. Un solo articolo non sarebbe stato rispettoso di cotanta bontà. Nei prossimo giorni ti racconterò il dettaglio della mia avventura. La birra in Belgio è un illuminante viaggio multisensoriale. Te l’avevo detto che è stata un’esperienza trascendentale, no?

E tu cosa ne pensi? condividi le mie impressioni o la pensi diversamente? Di’ la tua!

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