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Birra dell’Anno 2020: risultati e commenti

A Birra dell’Anno 2020 ne abbiamo bevute di tutti i colori. Ecco risultati e commenti.

Si è concluso Birra dell’Anno 2020, concorso che da 15 anni trasforma Rimini nel ring su cui si scontrano le migliori birre artigianali italiane. Quest’anno la competizione è stata alquanto accesa. Sono i numeri a dirlo: 302 birrifici partecipanti e 2145 birre iscritte. E chi è stato a occuparsi di valutarle? Anche il sottoscritto!

Per la prima volta infatti sono stato coinvolto nella giuria. La mia prima partecipazione a un concorso nazionale, aggiungo. Un battesimo di fuoco che, a parte la fisiologica ansia delle prime ore, sono riuscito a gestire bene.

Birra dell’Anno: l’organizzazione Uionbirrai.

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A Birra dell’Anno 2020 i giudici coinvolti sono stati 108. Il che corrisponde a una media di circa 20 birre a testa – in realtà le birre consumate sono maggiori. Nonostante quindi i numeri siano impressionanti a conti fatti si riducono a bevute gestibili. Il merito va alla macchina messa in moto da Unionbirrai, che assieme ai giudici, italiani e internazionali, ha coinvolto 9 membri dello staff e 24 volontari, i quali si sono occupati di tutte le operazioni relative a logistica e organizzazione. Ho potuto constatare con mano il loro contributo e proprio a loro va il mio applauso. Ottimo lavoro!

Ecco, osservando la competizione dall’interno ci si rende conto di cosa è importante ai fini della gara. E cari birrifici, mi rivolgo adesso a voi, posso assicurarvi che il fattore da non sottovalutare è la logistica. Vale per questo concorso come per qualsiasi fusto o bottiglia o lattina: le birre possono essere strepitose ma nel percorso che intercorre tra la produzione e l’assaggio può accadere di tutto.

Fondamentale è dunque seguire le birre passo passo fino a destinazione, garantendo il più possibile la catena del freddo e i tempi brevi o brevissimi. Ovviamente, a consegna effettuata, quel che accade alle birre non è dato sapersi. Ed è qui che entra in gioco l’importanza dei propri partner, che devono avere a cuore il prodotto. Proprio come lo staff Unionbirrai, che ho visto prendere a cuore ogni singola birra presentata.

Per par condicio devo dire che anche i giudici sono stati impeccabili. Non posso fare paragoni con edizioni precedenti ma nei colleghi ho percepito tutto l’onore e l’onere della chiamata. Abbiamo fatto amicizia, si è riso e scherzato, com’è giusto che sia – ogni concorso è occasione importante per stringere relazioni umane. Tuttavia quando è arrivato il momento delle valutazioni ciascuno si è sollevato le maniche, calandosi in una sorta ritiro spirituale, concentrandosi solo ed esclusivamente sulle birre in assaggio.

Essere parte della giuria è indubbiamente una grande soddisfazione, tuttavia mi sono reso conto che è prima di tutto una missione e prendere seriamente la competizione è una questione di rispetto verso i birrifici.

Birra dell’Anno 2020: dietro le quinte.

Molti mi hanno chiesto in che modo lavorano i giurati. Internet pullula di foto che palesano l’organizzazione ma onde evitare confusione provo a rispondere più approfonditamente. Nella prima fase (eliminatorie) i giudici vengono ripartiti per gruppi di tre e ogni tavolo presenta almeno un giudice italiano.

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Speravo di sedere al tavolo di giudici internazionali e così è stato: sono stato affiancato da uno svedese e un francese. Personalmente ritengo importante sia la partecipazione di giudici internazionali, sia per dare veridicità alla competizione sia per ottenere un riscontro diverso dal solito. Così come ritengo sia doveroso il polso duro da parte del giudice italiano. Su questi punti ritornerò a breve.

Durante le eliminatorie ogni giudice è assegnatario di un panel di birre, tutte appartenenti alla medesima categoria stilistica. Il giudice deve valutare la birra esprimendo un valore numerico, sulla falsariga della scheda di valutazione BJCP – il manuale Unionbirrai è abbastanza simile – valutandone l’aderenza stilistica.

Può infatti capitare che una birra ben fatta venga penalizzata se non attinente allo stile iscritto. Indi per cui, cari birrifici, ecco a voi un’altra dritta: valutare bene la categoria alla quale iscrivere le birre. La qualità è importante ma per vincere ci vogliono anche una buona strategia – e una discreta dose di fortuna.

In base ai voti le birre procedono verso le seminifinali. In sede di semifinale due tavoli si uniscono, cosicché il numero dei giudici per categoria sale a quota 6. A questo punto i parametri di valutazione cambiano completamente – e le cose si complicano un po’. Se durante le eliminatorie, grazie all’esperienza, il voto del singolo giudice si discosta poco dalla media del tavolo, durante le semifinali le discrepanze sono maggiori.

Il tavolo diventa un luogo di dibattito su cui la birra in esame viene dissezionata a puntino. Ogni giurato esprime il suo parere e non sempre si raggiunge un accordo. Ed ecco che subentra il vecchio, infallibile metodo dell’alzata di mano. Di fatto ogni giudice stile la propria classifica personale. Dopodiché si procede al confronto incrociato tra le classifiche e si raggiunge il podio.

Ecco perché parlavo dell’importanza della partecipazione di italiani e stranieri. Ogni Paese ha il suo background birrario e di conseguenza ogni giudice ha una sensibilità diversa. Per esempio un giudice californiano sarà straordinario con le birre luppolate, marchio di fabbrica degli USA, ma potrebbe essere meno ferrato sulle birre del Vecchio Mondo. Viceversa per i giudici italiani.

Birra dell’Anno è il concorso della birra artigianale italiana e le birre, sebbene in linea con i dettami stilistici, sono comunque reinterpretate con gusto italiano. E può capitare che questa interpretazione non sia conforme secondo lo standard internazionale.

Per converso, senza fare mero campanilismo, occorre il “polso duro” del giudice italiano, che potrebbe trovarsi contro l’opinione dei colleghi stranieri. Laddove la birra sia ben fatta e aderente allo stile occorre avere il buonsenso di “difenderla”.

Io perlomeno, nonostante la poca esperienza, mi sono sentito in dovere di far valere le mie opinioni con i colleghi di tavolo.  Quando subentra il confronto internazionale bisogna prendersi le proprie responsabilità e riconoscersi l’autorità del momento, dicendo la propria. In totale umiltà, nel rispetto dell’opinione altrui e soprattutto senza trasformare il tavolo in una guerra.

Birra dell’Anno: i risultati.

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Ci sono voluti due giorni di lavori per stilare le classifiche: un podio e diverse menzioni per ciascuna delle 42 categorie in gara. Leggendo i risultati si trovano vecchie conferme accanto a nomi semisconosciuti del panorama italiano. Nulla di anomalo: è il leitmotiv di Birra dell’Anno, che regala sorprese a ogni edizione. Ecco i risultati, presi direttamente dal sito Unionbirrai, che vado a commentare subito dopo.

cat. 1 – birre chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione tedesca e ceca (german e bohemian pilsner)

1 – Birra Mastino – 1291

2 – Vetra – Vetra Pils

3 – The Wall – Pills

Menzione a Birrificio Legnone – Testa Di Malto

Menzione a Altotevere – A-T Pils

cat. 2 – birre chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione europea

(european lager, helles, zwickl, keller, dortmunder export)

1 – Birracruda – Helles

2 – Lzo – Cima

3 – Almond ’22 – Oro dei Poveri

Menzione a Opperbacco – Rusthell

Menzione a Elvo – Helles

cat. 3 – birre chiare ed ambrate, bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, caratterizzate dall’evidente presenza di luppolo d’aroma e d’amaro di ispirazione americana (hoppy lager, imperial hoppy lager)

1 – Birrificio La Piazza – American Jasper

2 – Birrificio Lariano – Bassa Marea

3 – Croce di Malto – German Wave

Menzione a Soralamà – Bitrex California

Menzione a Birrificio Artigianale Lievito e Nuvole – Hop2Space

cat 4 – birre chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione anglosassone (english golden ale, english pale ale)

1 – Barbaforte – San Lorenzo

2 – Fabbrica della Birra Perugia – Golden Jazz

3 – Birrificio Alveria – Blonde Ale

Menzione a Birra dell’Eremo – Nobile

Menzione a Foglie d’Erba – Haraban

cat. 5 – birre chiare e ambrate, fermentazione ibrida, basso grado alcolico di ispirazione tedesca o americana (kolsch, alt, california common, cream ale)

1 – Birra Elvo – Alterelvo

2 – Birrificio La Villana – Frisco

3 – Birrificio Altavia – Mukkaevia Vol.2

Menzione a Fabbrica della Birra Perugia – Don

Menzione a Mfb Manfattura Birre Bologna – Kappa

cat. 6 – birre ambrate e scure, bassa fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione tedesca (vienna, marzen, monaco, schwarz, dark lager)

1 – Les Bières du Grand St. Bernard – Balance

2 – Birrone – Scubi

3 – Couture – Vienna

Menzione a Birrificio 4 Mori – Pozzo 9

Menzione a Batzen – Dunkel

cat. 7 – birre chiare, ambrate e scure, bassa fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione tedesca (bock, doppelbock, eisbock, hellerbock, maibock, strong lager)

1 – Birracruda – Bock

2 – Mukkeller – Wizzi

3 – Mastino – San Zen

Menzione a Batzen – Bock

Menzione a Oxiana – Hotbock

cat. 8 – birre ambrate, alta fermentazione, basso e medio grado alcolico, di ispirazione britannica (mild, british bitter, extra special bitter, irish red ale, british brown ale)

1 – Fabbrica della Birra Perugia – Cosmo Rosso

2 – Birrificio Petroniano – Magda

3 – Birrificio L’Orso Verde – Backdoor

Menzione a Birra Del Bosco Foxtail

Menzione a Ofelia – Nevermild

cat. 9 – chiare e ambrate, alta fermentazione, basso/medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione anglosassone (english ipa)

1 – Beer In – Hop Hop

2 – Fabbrica della Birra Perugia – Suburbia

3 – Il Mastio – Mabon

Menzione a B Four Beer – Devil

Menzione a Birra Bellazzi – Soccia Vez

cat 10 – chiare, ambrate e scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (session apa, session aipa, session ipa)

1 – Hammer – Mini

2 – Altotevere – Mercy

3 – Crak – Mundaka

Menzione a Ritual Lab – Nerd Choice

Menzione a Argo – Turtle Bay

cat. 11 – chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (american pale ale)

1 – Ritual Lab – Head Space

2 – Birrificio Porta Bruciata – La Pallata

3 – Birrificio Dell’etna – Ulysses

cat. 12 – chiare e ambrate, alta fermentazione, medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (american ipa)

1 – Birrificio Lariano – American Hype

2 – Birrificio Argo – Hoppy Wan Kenobi

3 – Crak – American Ipa Mosaic Tap Crak

Menzione a Altotevere – Freezo

Menzione a The Wall – Firewitch

cat. 13 – birre chiare e ambrate, alta fermentazione, alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (double ipa, imperial ipa)

1 – Mc77 – Breaking Hops

2 – Pintalpina – Sbrega

3 – Birrificio Amerino – Masika

Menzione a Birrificio Lariano – Ciube

Menzione a Ritual Lab – Too Nerdy

cat. 14 – birre chiare, alta fermentazione, basso e medio grado alcolico, con uso di frumento ed altriù cereali, luppolate di ispirazione angloamericana (white ipa, american wheat)

1 – Birra Gaia – Grulla

2 – Porta Bruciata – Shantung

3 – Muttnik – Albina

Menzione a Birrificio Epica – Kore

cat. 15 – birre ambrate e scure, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (red ipa, brown ipa, black ipa)

1 – Eastside – Sera Nera

2 – Vecchia Orsa – Rye Charles

3 – Rurale – Red Zeppelin

cat. 16 – birre chiare, ambrate e scure, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (speciality ipa; rye ipa, belgian ipa, aipa e apa fermentate a bassa)

1 – Lambrate – Robb De Matt

2 – Birra Bellazzi – Red Hot Hops Chili Peppers

3 – Brewfist – Space Frontier

Menzione a Brewfist Caterpillar

Menzione a Birranova – Rye Action

cat. 17 – chiare e ambrate, alta fermentazione, massicciamente luppolate in aroma, di ispirazione statunitense (new england ipa)

1 – Crak – Giant Double Step

2 – Crak – Pianura Padana

3 – Crak – Plain of The Po

cat. 18 – strong ale di ispirazione angloamericana (english strong ale, american strong ale, scottish ale export, heavy scottish ale)

1 – Birrificio Artigianale Alba – Dogma

2 – Okorei – Tramalti

3 – Birra 100Venti – Sir Alestrong

cat. 19 – birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione anglosassone

(porter, stout)

1 – Ritual Lab – Black Belt

2 – Foglie d’Erba – Hot Night At The Village

3 – La Birrofila – Last Out

Menzione a Birrificio Ventitrè – Urania

Menzione a Fabbrica della Birra Perugia – Chocolate Porter

cat. 20 – birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione americana

(american porter, american stout)

1 – Mukkeller – Corva Nera

2 – Hammer – Bulk

3 – Birra Eretica – Dolcenera

Menzione a Birrificio dei Castelli – Calix Niger

Menzione a La Spezia Brewing Company – Scuriosa

cat. 21 – scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana

(robust/baltic porter, imperial porter, russian imperial stout)

1 – Ritual Lab – Papanero

2 – Mastino – Teodorico

3 – Hammer – Daarbulah

Menzione a Foglie d’erba – Hot Night At The Village Robust Porter

Menzione a Brewfist X-Ray

cat. 22 – alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana

(barley wine, olde ale, american barley wine)

1 – Brewfist – Vecchia Lodi 2018

2 – Crak – Mansueto 2017

3 – Crak – Mansueto 2018

Menzione a Baladin – Xyauyù Kentucky 2016

Menzione a Almond ’22 – Oak

cat. 23 – birre chiare, ambrate e scure, alta fermentazione con lievito weizen, uso di frumento maltato, da basso ad alto grado alcolico di ispirazione tedesca (weizen, dunkelweizen, weizenbock)

1 – Batzen – Weisser Bock

2 – Birrificio Val Rendena – Brenta Brau Weizen

3 – Serra Storta – Bianca

Menzione a Sguaraunda/La Bergamasca – Weiss

Menzione a La Birrofila – Graz

cat. 24 – birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, con uso di frumento non maltato, di ispirazione belga (blanche, witbier)

1 – Mc77 – San Lorenzo

2 – Bibibir – Witaly

3 – Beha Brewing Company – Kermesse

Menzione a Mastino – Altaluna

cat. 25 – birre chiare, alta fermentazione, basso gradazione alcolica, di ispirazione belga

(belgian blond, belgian pale ale)

1 – Birralfina – Annozero

2 – Filodilana – Beeela

3 – Alveria – Eclipse

cat. 26 – birre chiare e ambrate, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, di ispirazione belga (saison, biere de garde, farmhouse ale)

1 – Birrificio Amerino – Northup

2 – Diciottozerouno – Ocra

3 – La Spezia Brewing Company – Contadina

cat. 27 – birre chiare, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione belga

(belgian golden strong ale, tripel)

1 – Opperbacco – Quis Ut Deus

2 – Manerba – The Belgian Queen

3 – B94 – Santirene

Menzione a Bibibir – Vedo Triplo

Menzione a Birrificio della Granda – Spirituale

cat. 28 – birre scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione belga

(belgian dark strong ale, dubbel, quadrupel)

1 – Birrificio Artigianale Alba – Marte

2 – Retorto – Black Lullaby

3 – Kamun – Nucis

Menzione a Birrificio Del Forte – Regina del Mare

Menzione a La Birrofila – Jeivù

cat. 29 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di spezie

1 – Foglie d’Erba – Foglie di Tè

2 – Foglie d’Erba – Hot Night At The Village Breakfast Edition

3 – Mc77 – Fleur Sofronia

Menzione a Picobrew – Road To Vallonia Etichetta Arancione

Menzione a Il Conte Gelo – Nonno Gelo

cat. 30 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di caffè e/o cacao

1 – Mister B – Boodino

2 – Lambrate – Tiramisù Imperial Stout

3 – The Lure – Queen

Menzione a Crak – Moka Ciok

Menzione a Sagrin – Mattos

cat. 31 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di cereali speciali (compresi grani antichi)

1 – Terrantiga – Istadi

2 – Birrificio Birranova – Arsa

3 – Birra Magester – L’idea

Menzione a Croce Di Malto – Piedi Neri

Menzione a Bionoć – Birre Della Terra – Segalina

cat. 32 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico affumicate e torbate

1 – Birrificio La Gramigna – Diavola

2 – Les Bières Du Grand St. Bernard – Rauch

3 – Rurale – Smoky

Menzione Eastside – Fumo Lento

Menzione Labi – Smoke’n Roll

cat. 33 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico affinate in legno

1 – El Issor – Elatan Rrk

2 – Batzen – Gran Fumè Cuvee

3 – Baladin – Xyauyù Kioke

Menzione a Opperbacco – N.1

Menzione a Fabbrica della Birra Perugia – Santa Ila

cat. 34 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso frutta

1 – Crak – Cantina Mirtilli

2 – Lariano – Mugnach

3 – Ofelia – La La Blend

Menzione a Eastside – Sour Side Sour Cherry

Menzione a El Issor – Agriotta

cat. 35 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di castagne

1 – La Ribalta – Iside

2 – Birrificio del Vulture – Druda

3 – Aleghe – La Brusatà

Menzione a Birrificio 4 Mori – Pozzo 3

Menzione a Beltaine – Beltaine Castagne Affumicate

cat. 36 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di miele

1 – Ibeer – Bee Bock

2 – Birra Elvo – Bock di Natale

3 – Benaco 70 – Honey Ale

Menzione a Birrificio Legnone – Molthoney

Menzione a Birrificio del Forte – Cintura d’Orione

cat. 37 – birre chiare, ambrate e scure, fermentazione alta, bassa o spontanea anche con uso di brettanomyces, da basso ad alto grado alcolico, caratterizzate dalle note acide (sour ale)

1 – Bionoc – Albicoppe

2 – Opperbacco – Nature Pesca

3 – Crak – Cantina Pesche 2018

Menzione a Crak – Cantina Pesche 2017

Menzione a Ca’ del Brado – Cuvèe De Zrisa

cat. 38 – birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico salate e/o lattiche di ispirazione tedesca (berliner, gose)

1 – Evoqe Brewing – Evoqesour #1

2 – Batzen – Gosexy

3 – La Buttiga Craft Brewery – Goslar 1826

Menzione a Evoqe Brewing – Luci Rosse

cat. 39 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di uva, mosto, vinacce, vino cotto di uve bianche (white italian grape ale)

1 – La Fenice – Brewine

2 – Birra Dell’eremo – Selva

3 – Filodilana – Fuori Dal Gregge

Menzione a Morgana – Wine Not?

cat. 40 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di uva, mosto, vinacce, vino cotto di uve rosse (red italian grape ale)

1 – Birra dell’eremo – Madra

2 – Birrificio Del Forte – Il Tralcio

3 – Mezzopasso – Biga Rosè

Menzione a Carrobiolo – Mo’ Scanzati Azzo!

Menzione a Birrificio Castagnero – H-Iga

Cat. 41 – Birre Chiare, Ambrate E Scure, Alta O Bassa Fermentazione, Da Basso Ad Alto Grado Alcolico Con Uso Di Uva, Mosto, Vinacce, Vino Cotto Di Uve Rosse O Bianche, Caratterizzate Dalle Note Acide (Sour Italian Grape Ale)

1 – Opperbacco – Nature Terra Caprera

2 – Birrificio Italiano/Klanbarrique – Marzarimen

3 – Opperbacco – Nature Terra Fiore – Podere San Biagio

Menzione a Birra dell’Eremo – Selva Sour

Menzione a Opperbacco – Nature Terra Emidio Pepe

cat. 42 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico di ispirazione libera e non rientranti in nessuna delle precedenti categorie (extraordinary ale / extraordinary lager)

1 – Nemus – Flora

2 – Carrobiolo – Italian Tomato Ale

3 – Birra dell’Eremo – Onnetempo

Menzione a Croce di Malto – Helles Diablo

Menzione a Carrobiolo – Senatrix

Birra dell’anno 2020: commento sui risultati.

Il titolo di Birrificio dell’Anno 2020, determinato dalla somma dei premi ottenuti, è andato a Ritual Lab, giovane e promettente birrificio quest’anno già al secondo posto a Birraio dell’Anno a Firenze. Podio ottenuto con 3 ori: APA, Stout e Imperial Stout. Ha di poco sottratto il titolo a Opperbacco, birrificio che ho recentemente riscoperto in forma smagliante, e CR/AK, birrificio hype e che ha monopolizzato la categoria New England IPA, conquistando tutte le posizioni del podio.

Un dato interessante: a CR/AK non sono bastate 9 medaglie contro le 3 di Ritual Lab. Più che il numero di premi è quindi determinante il loro peso. Allo stesso tempo bisogna considerare che, a parità di condizioni, è favorito il birrificio che possiede una gamma stilistica più ampia.

Veniamo alle sorprese. Un birrificio marchigiano, meglio brewpub, Birracruda ha conquistato due ori in due categoria piuttosto ostiche, entrambe a bassa fermentazione: Helles e Bock. Di solito il singolo premio viene ritenuto questione di fortuna ma la doppietta mi fa pensare che esia stata piuttosto una questione di qualità. A proposito di doppietta: ci è andato vicinissimo l’altro marchigiano, MC-77, che dopo il titolo di Birraio dell’Anno 2019 ha quasi vinto con due ori (Blanche, DIPA). 

Birra dell’Anno 2021: qualche spunto.

Ci tengo ancora a sottolineare che è stata la mia prima partecipazione al concorso. Tuttavia, da partecipante dietro le quinte, vorrei esprimere qualche consiglio per le successive edizioni. Innanzitutto le categorie: 42 categorie – quest’anno è stata aggiunta una categoria in più – sono tante ma non sufficienti.

Amalgamare birre alla frutta senza dividere tra acide e non, così come Saison e Bière de Garde assieme, risulta forzato e rischia di svantaggiare alcune birre. E’ altrettanto vero che un numero maggiore di categoria renderebbe ancora più complicata l’organizzazione, ma ritengo sia uno sforzo necessario nel rispetto delle birre in gara.

Ci sono poi da considerare i freddi numeri e le statistiche: a fronte di un aumento delle birre iscritte si è verificato una riduzione del 10% dei birrifici partecipanti. Ergo, la tendenza è l’aumento delle birre iscritte da ciascun birrificio. In questo senso potrebbe essere utile rivedere i pesi associati a ciascuna medaglia, prevenendo spiacevoli ex equi che verrebbero risolti da criteri diversi dalla qualità delle birre iscritte.

Dulcis in fundo: complimenti a tutti i birrifici partecipanti a Birra dell’Anno 2020, a tutti i membri a vario titolo Unionbirrai, ai giudici e arrivederci alla prossima edizione. Valga per voi come per il sottoscritto: ad maiora!

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Si è concluso così Birra dell’Anno. L’indomani sarebbe iniziato Beer&Food Attraction, importante manifestazione di settore. Ma questa è un’altra storia che vi racconto nei prossimi giorni.

E voi cosa ne pensate dei risultati di Birra dell’Anno 2020?

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