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Birra Chimay: la più famosa birra trappista

La storia di birra Chimay: dalla posa della prima pietra alla nascita del birrificio.

Tutti conoscono Birra Chimay, pochi invece il nome dell’abbazia di Notre Dame di Scourmont dove la medesima birra viene prodotta. L’antica abbazia fu fondata nel 1850 da appena 17  monaci provenienti dalla vicina abbazia di Westvleteren – altro birrificio trappista – da cui erano partiti per adempiere la loro missione di evangelizzazione.

Scourmont, graziosa cittadina della regione belga dell’Hainaut, sembrò loro perfetta per costruire il proprio quartiere generale. Il terreno fu fatto loro dono dal Principe Joseph di Chimay, una sorta di magnate dei tempi antichi. Fu su quel terreno che i monaci iniziarono a coltivare, oltre alla fede, anche le verdure e le erbe officinali. Nessuno avrebbe mai detto che il nome Chimay sarebbe entrato nella storia, conosciuto come l’esempio più famoso di birra trappista.

Birra Chimay era originariamente solo aperta campagna.

Arare il terreno e coltivarlo fu un lavoraccio. I monaci ebbero a che fare con ben 2,5 ettari di terreno disseminato di pietre, decisamente poco funzionale alla pratica agricola. Dovettero sudare le proverbiali sette camicie eppure, con la perseveranza di cui solo gli uomini di fede sono dotati, sono riusciti a trasformare quella valle di lacrime in un’oasi fertile.

Per i primi anni di vita l’Abbazia di Scourmont si è mantenuta esclusivamente coi proventi dell’attività agricola. Le cose sarebbero cambiate presto però. Perché da che mondo è mondo, laddove c’è un monastero, c’è anche la birra trappista.

Dalla verdura alla birra finanche ai formaggi.

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Credits: tourismewallonie.be

La birra inizialmente consumata dai monaci non era prodotta all’interno del monastero. Veniva acquistata presso i birrifici vicini e consumata all’interno del refettorio.

Poi è subentrata la regola di San Benedetto, profeta dell’autosostentamento, e i monaci scoprono il piacere di produrre la birra da sé che tanto gli piaceva consumare durante il pasteggio. Nel 1862 nasce birra Chimay, cui seguirà nel 1872 il caseificio, lo stesso che oggi produce i celebri formaggi Chimay.

Andate e diffondete il verbo.

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Credits: visithainaut.be

Birra Chimay diventa il vanto dei monaci dell’abbazia. Per loro diventa normale, assieme alla fede, celebrare la birra e si inventano una tecnica promozionale che anticipa qualsiasi moderna strategia di marketing: invitano ogni assaggiatore a diffondere il verbo della loro birra. Dopo poco tempo Birra Chimay è già un mito e le sue qualità sono ritenute talmente prodigiose che persino i medici le prescrivono ai propri pazienti come tonico ricostituente.

Nella strategia commerciale di birra Chimay c’è un solo limite: l’abbazia è chiusa al pubblico e di conseguenza lo sono anche birrificio e caseificio. Solo i pellegrini hanno la possibilità di gustare i prodotti dell’Abbazia nella locanda adiacente, l’Auberge de Poteaupré, dove possono alloggiare durante le visite.

Padre Théodore e la nascita del mito.

La persona che ha trasformato birra Chimay in un gioiello brassicolo è Padre Théodore. Aveva solo 19 anni quando nel 1932 si unì all’Ordine Cistercense. I monaci Chimay gli affidarono la birra e lui, che nella vita voleva fare il teologo, ebbe qualche difficoltà a capire come destreggiarsi tra tini di bollitura e mestoli.

Proprio come la Divina Provvidenza, in suo aiuto arriverà il professore Jean Declerck dell’Università di Lovanio. La coppia saprà compensare la mancanza di esperienza con metodo ed entusiasmo. I frutti saranno maturi dopo due anni, quando frate Théodore isola un ceppo di lievito, lo stesso ancora oggi alla base di tutte le birre Chimay.

La prima di una lunga serie, la Chimay Rouge.

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Credits: chimay.it

La prima birra Chimay, strano a dirsi, fu una Doppelbock. Strano ma non troppo: le Doppelbock sono birre tedesche ma sono il simbolo della dieta monastica. Col tempo arriveranno le tre birre famose in tutto il mondo, riconoscibili dal colore dei loro tappi (rosso, blu, bianco).

La birra storica è la Chimay Rouge, una Dubbel da 7% ABV. Viene prodotta con luppoli tedeschi dell’Hallertau e l’americano Galena, frumento e una percentuale di destrosio (zucchero invertito, in sostituzione dello zucchero candito) per la rifermentazione in bottiglia, un classico delle birre trappiste. La versione in bottiglia da 75 cl si chiama Première.

Birra Chimay: la fine e il nuovo inizio.

Purtroppo proprio quando l’impero Chimay sembrava consolidato accadde il disastro: il birrificio venne distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia i monaci seppero fare di necessità virtù, e colsero l’occasione per fare il level up al birrificio, installando un nuovo impianto di ultima generazione.

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La primogenita del nuovo corso Chimay vede la luce nel 1948: nasce Chimay Bleue. Nasce come birra natalizia (Spéciale Noël) ma riscuote un successo clamoroso ed entra in produzione stabile immediatamente dopo (1954). Si tratta di una Belgian Dark Strong Ale (Quadrupel) e con i suoi 9 gradi è la più muscolosa delle sorelle Chimay.

Ne esiste anche una versione in bottiglia da 75 cl chiamata “Grande Réserve”. Il nome è un invito all’invecchiamento in cantina, pratica precedentemente sconosciuta. Della stessa birra sono stati successivamente prodotti formati ancora più grandi, quali il Magnum da 1,5 litri e il Jeroboam da 3 litri, oltre alla versione millesimata Mathusalem a edizione limitata.

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Nel 1966 arriva la Chimay Triple. Inizialmente chiamata “blanche”, si tratta invece di una Tripel. Anche di questa birra esiste la versione in bottiglia da 75 cl, chiamata “Cinq Cents” in onore del 500esimo anniversario della città di Chimay (1986).

L’ultima nata è invece la piccina Chimay Dorée, la cosiddetta “birra del refettorio”. E’ la birra originariamente destinata al consumo esclusivo da parte dei monaci. Prodotta con luppoli dell’Hallertau, è una Blanche da 4.8% ABV, aromatizzata con curaçao e coriandolo.

Piccola curiosità: dal 2011 il birrificio Chimay produce anche le birre a marchio Mont De Cats (Katsberg). Si tratta di un ex birrificio trappista francese a privato del titolo in quanto non produce le birre all’interno del monastero. Il che lo rende attualmente l’unico esemplare di beer firm trappista.

Birra Chimay è un nome fatto di storia, costanza qualitativa e grande fascino. Per molti la birra non è più quella di una volta, per me è ancora uno dei migliori esemplari commerciali in circolazione.

Anche tu sei appassionato di birra trappista? Qual è il tuo birrificio trappista preferito?

Credit copertina

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