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Birra Ayinger Celebrator Doppelbock

Birra Ayinger Celebrator è considerata una delle migliori rappresentazioni dello stile Doppelbock.

Acqua, malto d’orzo, luppoli: birra Ayinger Celebrator è in linea con i parametri dell’Editto di Purezza tedesco. Ma c’è una cosa che l’etichetta non dice, ovvero che siamo al cospetto di una delle migliori Doppelbock del mondo. Bisogna leggere tra le righe per capirlo.

Il caprone, simbolo universale di questo stile considerato alla stregua del pane liquido, è presente ben tre volte sulla bottiglia. Due volte sull’etichetta dal gusto retrò, una volta sul tintinnante collarino.

Birra Ayinger Celebrator è considerata una delle più rappresentative birre tedesche, nonché una delle migliori birre al mondo secondo il Chicago Tasting Institute. Una birra che deve molto al mercato americano, fonte del suo successo. Si chiamava Fortunator a quei tempi, poi ribattezzata in occasione dell’ingresso nel mercato americano con un nome più evocativo. Da quel giorno è universalmente conosciuta come Celebrator.

Birra Ayinger Celebrator: un’icona.

Questa birra iconica è prodotta dal birrificio Aying Brauerei ed è il gioiello della casa. Un birrificio di medie dimensioni rispetto ai colossali birrifici di Monaco di Baviera. Ci troviamo nell’omonimo paesino di Aying, 5.000 anime e un contesto bucolico incorniciato dalle Alpi, a soli 20 km di distanza da Monaco di Baviera. La stessa Monaco ha contribuito alla sua fortuna con l’inaugurazione di un locale di proprietà nella Piazza centrale, portando il birrificio al grande pubblico e facendone una celebrità.

Birra Ayinger Celebrator oggi.

Oggi Ayinger è una delle più importanti birrerie bavaresi e uno dei birrifici tecnologicamente più avanzati d’Europa. Con 160.000 HL di produzione annuale, ripartiti su circa quindici stili tradizionali tedeschi, è anche uno dei birrifici tedeschi più distribuiti all’estero (circa il 10% della produzione raggiunge Italia, USA ed Europa).

Dal 2010 è Franz Inselkammer III a occuparsi dell’amministrazione dell’azienda famigliare che comprende anche un albergo, ambita meta di foodie di tutto il mondo, qui attirati dai piatti gourmet preparati con la birra della casa.

Tra gli ingredienti compaiono frumento e orzo da coltivazioni locali fertilizzate con gli scarti della produzione del birrificio; luppoli tedeschi Hallertau e Spalt; lievito coltivato internamente e infine acqua ricavata da una falda a 176 metri sotto la fabbrica.

Il birrificio la consiglia in abbinamento a dituttounpo’: stinco di vitello al forno sfumato alla birra e servito con patate novelle arrosto, carni rosse, formaggi saporiti, selvaggina e dessert al cioccolato. Siffatti esaustivi suggerimenti non mi hanno impedito di abbinare la birra a un piatto di Melanzane a funghetto. Sembrava di avere esagerato, finché non ho chiamato in causa le patate arrosto…

Bottiglia da 33 cl, 6.7% ABV, lotto 9186. In vendita su Cantina della Birra (10% di sconto con il codice “birramoriamoci10”).

Aspetto

Elegante colore mogano, apparentemente opaco ma che in controluce tradisce la sua limpidezza. Schiuma è fine e compatta, cremosa, beige, mediamente persistente.

Aroma

L’aroma all’insegna della dolcezza, per una birra fedele alle premesse (o promesse) da pane liquido. Abbondante caramello su base di biscotto gelato. Fanno corredo delicate sfumature tostate, dal toffee al cacao, con accenni di cioccolato liquoroso. Frutta secca a fare da spartiacque.

Stemperandosi emerge tutta la fragranza maltata, che ricorda il panificato ancora caldo, la crosta di pane, il panpepato. Infine la frutta, scura: datteri, prugna e uva sultanina prendono a braccetto i malti e li accompagnano verso una festa a cui si uniscono liquirizia a mentine e il ricordo etilico di un vino liquoroso.

Gusto

Corpo medio/pieno, carbonazione medio/bassa, sensazione tattile cremosa e abbondante, avvolgente. Confermata subito la tendenza dolce. Poche ma precise note maltate, golose. Caramello scuro con sfumature di toffee e note di croccante biscotto. Il pane rimane a supporto, sotto forma di fragrante crosta di pane. Freschezza insita nell’acidità dei frutti scuri quali susine, prugne e uva passa. Tostature stavolta meno incisive, con note di cacao e accenni di cioccolato fondente. Il tostato si individua anche nelle note nocciolate, quasi “grasse”.

Gli zuccheri allietano il palato ma durano il minimo indispensabile prima di sfumare nel finale secco di alcol e spezie. Il calore etilico ricorda un vino liquoroso ma privo di ossidazione. Retrolfatto che ricorda il caramello, retrogusto amaro che sottolinea il contributo equilibrante dei malti tostati (cacao).

Birra Ayinger Celebrator: conclusioni.

Una birra impeccabile, degna rappresentazione dello stile Doppelbock. Eppure anche il mito Ayinger Celebrator ha i suoi punti deboli. Paradossalmente proprio l’aderenza stilistica la rende una birra perfetta per fare didattica ma poco emozionante quando la si beve nell’intimità delle mura domestiche.

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