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Birra americana a Filadelfia: Dock Street Brewery

Il resoconto del primo assaggio di birra americana, presso il birrificio Dock Street.

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati: la città della birra americana, Filadelfia, e il primo microbirrificio di tutti gli Stati Uniti, Dock Street Brewery. Vi sono arrivato in un soleggiato pomeriggio, trepidante, appena emerso da una bislacca metropolitana. Visitare birrifici e locali birrari è una cosa che mi eccita sempre. Questa volta l’entusiasmo era addirittura alle stelle, trattandosi del primo birrificio in assoluto che avrei visitato negli Stati Uniti. Un viaggio lungamente sognato e programmato minuziosamente, incastrato all’interno di una luna di miele, cosa che si è rivelata ostica. Partire col piede giusto era quindi importante. Ma ero ottimista.

Il meteo è dalla mia: sole e birra sono un binomio perfetto.

Dock Street si è rivelato all’altezza delle aspettative. Quella che ho visitato non è la sede originale, oggi chiusa, bensì l’attuale ex caserma dei pompieri e si è allargato. Il brewpub (birrificio con annesso ristorante) si trova fronte strada, al piano terra di un palazzo in stile vittoriano, interamente di mattoni. E’ il motivo ricorrente di Filadelfia, la città della birra americana che possiede un mix di stili architettonici antico e moderno. All’esterno alcuni avventori (uomini e donne) stanno approfittando della bella giornata per godere di una birra all’aria aperta. Ganzo, quasi quasi gli faccio compagnia. Prima il dovere e poi il piacere. Entro e l’interno è ancora più invitante, perché all’atmosfera scialla si sostituisce quella di fermento vero e proprio.

Un brewpub dove si celebra il matrimonio più antico dell’umanità: birra e pizza.

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La sala è ampia e mi dà l’impressione di una grande sala mensa, con tavoli e sedie di legno posti di fronte a un lungo bancone orizzontale. Alle spalle fanno bella mostra di sé i serbatoi del birrificio, mentre più in là, leggermente defilata, un manipolo di pizzaioli si diletta nella preparazione della pizza cotta nel forno a legna. La fondatrice del birrificio ha infatti origini italiane e, considerato l’amore degli americani verso questa sublime pietanza che rappresenta la bontà italiana, sarebbe stato un errore madornale non inserirla nel menù. Attenzione alla “Pepperoni”: non si tratta di una pizza ai peperoni, bensì della pizza americana per eccellenza, quella al salame. A proposito di menù: e le birre?

Alla spina e a pompa ma anche in bottiglia, lattina e growler. Ce n’è per tutti i gusti.

La selezione offre esclusivamente birre della casa (numerosissime) servite in tre modalità: alla spina, a pompa e sotto forma di growler, il contenitore più iconico della birra americana (una sorta di caraffa utilizzate per ricaricare la birra e poterla poi consumare comodamente a casa). Il bancone dispone di 6 birre alla spina e 1 in cask, tutte a rotazione costante e con alcune birre servite direttamente dai serbatoi del birrificio. E ovviamente ci sono quantità infinite di birre in bottiglia e in lattina.

Visitato il locale si passa a cose serie: il birrificio.

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Alle spalle del locale si trova il birrificio vero e proprio, un impianto da 10 barili e una cantina con 4 fermentatori e 6 bright tank. Un impianto anche grande rispetto agli standard italiani, ma che rispetto alla birra americana è di dimensioni minime. Quando entro a parlare coi birrai, uno dei quali di origini californiane e alla ricerca di un birrificio meno automatizzato di quello in cui lavorava precedentemente, è in produzione una fresh hop, ovvero una birra prodotta con luppolo fresco (era  Settembre, mese di raccolto).

Birre tradizionali ma anche tanti affinamenti in botte.

Al momento della visita il birrificio stava conducendo un progetto di maturazione delle birre in botte, impiegando ben ben 200 caratelli (ex Whisky, Bourbon e Tequila ma anche quercia francese contenente vino Chardonnay). La gamma delle birre prevede 10 birre a produzione stabile e numerose altre stagionali, privilegiando le sour durante la stagione estiva – stile particolarmente in voga negli Stati Uniti – e le birre ad alto contenuto di luppolo. Sempre stagionali sono le poche basse fermentazioni.

Birra americana m’hai provocato e io ti distruggo.

West of Center Ale, Golden Ale, 4.8% ABV: una birra luppolo-centrica, prodotta con luppoli Simcoe, Amarillo, EKG e Citra. L’aggiunta soprattutto nelle fasi finali infonde note aromatiche agrumate (arancia e pompelmo) che in bocca si trasformano in un amaro persistente.

Crackle and Squeez, Saison con pepe bianco e nero, 4.6% ABV: profumi avvolgenti che anticipano una connotazione aspra se non acidula, data dal combinato di frumento e scorza d’arancia. Latita il connotato speziato tipico dello stile, fatta eccezione per il coriandolo a parte che ricorda una Blanche.

Honey Blonde, Blonde Ale, 4.6% ABV: aroma ricco e intrigante, luppolato (erbaceo) con un occhio ammiccante agli agrumi. Tutto il contrario del gusto, la cui iniziale tendenza dolce supporta un corpo tondo, ricco di pane e derivati. Solo nel finale l’accento si sposta verso l’amaro prima e il rustico dopo, chiamando in causa un leggero terroso.

Golden IPA, American IPA, 6% ABV: profumi di luppolo in testa (agrumato e vivace erbaceo) ma c’è spazio in abbondanza anche per i malti. In bocca l’amaro è gentile, amalgamato al sapore dei malti, con un equilibrio che favorisce il primo virando verso l’aspro in un secondo momento. Retrogusto di pompelmo.

Man full of trouble, Brown Porter, 5.2% ABV: al naso spiccano le tostature (caffè) con divagazioni acidule che ricordano la salsa Worcester. L’ingresso in bocca è amaro, con un po’ di note caramellate ad ammorbidire. Finale di liquirizia, caffè ed erbe amare, che potrebbero ricordare una Black IPA.

Louder than bombs, Double IPA, 8.8% ABV: a dispetto del nome il “frastuono” di luppoli è piuttosto ovattato, limitandosi a una buona presenza di agrumi (curaçao). La vera esplosione avviene in bocca, dove gli agrumi incalzati dall’alcol raggiungono lo status di amaro agli agrumi.

A lungo bramata e finalmente raggiunta: la birra americana era un sogno che diventava realtà. Era il primo di una lunga serie di assaggi di un tour della birra che si prospettava entusiasmante.

Il viaggio prosegue. Prossima fermata: Yards Brewing Company. Non perderla!

Dove: 701 S 50th St, Philadelphia, PA 19143, Stati Uniti

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