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Birra acida: nuova sfida per Thornbridge

Anche Thornbridge si lascia contagiare dalla birra acida. Risultato? Tre nuove birre. Le ho assaggiate e…

Ebbene sì: la birra acida è il tormentone dell’estate. Non esiste birrificio che non si sia fatto suggestionare dal suo sapore agrodolce. Un piacere alquanto masochista: il primo sorso lo si manda giù quasi a stento ma poi, una volta presa confidenza, è una delizia. La birra acida, con la sua spiccata freschezza, è diventata un’ossessione. Anche il birrificio inglese Thornbridge, tradizionale nell’intenzione ma innovativo nell’esecuzione, ha carpito il trend e ha deciso di lanciarsi nella mischia. E lo ha fatto alla grande, schierando in campo ben tre campioni. Li ho assaggiati durante il Peakender 2016. Curioso? Seguimi, te li presento!

Fiocco rosa in casa Thornbridge: è nata Serpent!

E’ la collabrewation con l’americana Brooklyn Brewery, maturata 18 mesi in botti di Boubon Four Roses. Lo stile è quello di una Strong Golden Ale ma la fermentazione con lieviti da sidro della Oliver’s Cider and Perry la rende di fatto una Sour Ale. Colore giallo pallido, velato, sormontato da un cappello di schiuma cremosa evanescente. Aroma spaccatamente acetico ma assolutamente non invadente, anzi piuttosto delicato (aceto di mela e succo di mela verde). La sensazione tattile è avvolgente, morbida, calda. Legni e zuccheri da frutti di bosco si amalgamo a evasioni esotiche. In bocca è parimenti delicata, introdotta da timide bollicine. L’asprezza acetica c’è ma è addomesticata, confinata a fine bevuta. E’ qui che si nasconde la vera anima di questa birra, selvaggia ma domata. Finale da fuochi d’artificio, frizzante e secco, neanche fosse uno champagne. Stappala!

Acido, acida: Love Among the Ruins e Days of Creation.

Sono i suggestivi nomi degli ultimi due esemplari di birra acida di casa Thornbridge. Sono appena nate e hanno già entusiasmato la critica, conquistando rispettivamente oro e argento alla World Beer Cup di Philadelphia, USA, nella categoria birra acida barricata. La prima è prodotta con ciliegie, la seconda con lamponi. Entrambe possiedono 7 gradi alcolemici e sono maturate per oltre un anno in botti di vino rosso Borgogna. A farle fermentare ci ha pensato un ceppo di lievito belga, assieme al quale hanno lavorato lieviti selvaggi della peggior specie (brettanomiceti, pedicocchi e lattobacilli).

Love Among the Ruins ha colore rubino scuro, carico e velato.

La schiuma è un velo persistente, perlaceo. La testa aromatica è decisamente funky. Questa birra ha carattere esuberante e fuori le righe ma rimane pur sempre confinata sotto la campana di vetro che sembra il marchio di fabbrica di Thornbridge. Aceto di vino, yogurt e in sottofondo l’odore di stalla, cuoio e sella di cavallo. Zero bollicine in bocca e sensazione tattile che passa dalla morbida avvolgenza all’asprezza acetica. Frutti rossi a non finire. Crescendo etilico che parte in sordina e aumenta lungo tutto l’arco della sorsata, evocando memorie gustative da Sherry, mantenendosi però debitamente a distanza dalla sua tentazione etilica. Tannini nel retrogusto. Fiera.

Giungono così i Giorni della Creazione.

Days of Creation ha anche lei colore rubino e lucenti riflessi rossi che superano l’opacità. Schiuma sottile, beige. La testa aromatica è inevitabilmente acetica. E’ ancora una volta un aceto “domato”, addolcito dalla presenza di lamponi in sciroppo. Corpo aromatico di aceto di vino rosso, uva spina e candela profumata ai frutti rossi. Leggera frizzantezza in bocca e gusto inaspettatamente dolce. In realtà è fuoco sotto cenere. La dolcezza arriva solo fino a metà corsa, dopodiché inizia a emergere il carattere aspro e astringente. Frutta a pasta rossa e cereali vengono inzuppati in un calice di vino rosso nel finale. Rosso di sera.

Lo stile è di quelli che divide: lo si ama o lo si odia. Comunque vada la birra acida va presa per le molle. Lei è tanto buona ma basta infastidirla perché faccia strage di papille gustative.

Confessalo: anche tu hai una passione per la birra acida? hai assaggiato queste birre?

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