berliner pilsner recensione

Berliner Pilsner Schultheiss-Brauerei

Berlino beve tanta, tantissima Berliner Pilsner. E la birra cortesemente ricambia con tanto di dedica e orsetto.

Berliner Pilsner è la birra di bandiera della città di Berlino. Schultheiss-Brauerei è il birrificio che la produce dal lontano 1842. Una ricetta di grande successo, tanto da essere ancora sulla cresta dell’onda a distanza di quasi 200 anni. Dopo diversi passaggi di testimone, dal 1902 il destino della Berliner Pilsner è in mano a due amici, Gabriel e Richter. All’inizio la loro impresa è poco più di un ristorante con annessa produzione birraria. Non deve essergli andata male, visto che oggi Berliner Pilsner ha un successo clamoroso ed è la birra più venduta della capitale. E alla città di Berlino la birra è dedicata. Non per nulla in etichetta è raffigurata la mascotte cittadina, un tenero orsetto rosso dal nome Berlin Buddy Bear. Ed è sempre lei a titolarle “Berlin, du bist so wunderbar!”, ovvero ‘ Berlino, sei così meravigliosa!’. Oggi Berliner Pilsner non è più una produzione indipendente, essendo stata acquisita dal gruppo tedesco Radeberger.

Bottiglia da 35,5 cl (?), 5% abv, lotto 1609D30722.

Schiuma

Un paio di dita, a trama fine, colore e aspetto pannosi; persistente e aderente.

Colore

Oro lucente con sfumature dorate; aspetto limpido e tante bollicine.

Aroma

La prima sniffata fa sorridere: mais. Non per nulla siamo al cospetto di una Pilsner, che fa dell’omonimo malto il suo punto di forza. Lo stesso malto ricco di Dimetilsolfuro (DMS), composto chimico dall’odore di mais e vegetale cotto. Tale composto è considerato un off-flavour ma per queste birre non è un difetto. Perlomeno non finché si mantiene a un livello accettabile. L’aroma è delicato ed equipaggiato in maniera leggera con pane, fieno, cereali, miele di acacia. Più defilate le note speziate (anice stellato) ed erbacee, amare già all’olfatto (cicoria, rape, ortica). Poco emozionante.

Gusto

La prima sorsata si rivela appagante, piacevole e confortante al tempo stesso. Di fronte a una Pilsner di dubbia provenienza si ha sempre la paura di trovarsi tra le mani una ciofeca di proporzioni colossali. Questa Berliner Pilsner non è un fulmine di guerra ma si beve con piacere. C’è tutto quello che ci si aspetta da una birra dello stile: profilo neutro del lievito, malti e luppoli in equilibrio, amaro pronunciato e finale secco. Rispetto alle Pilsner boeme, quelle crucche (qualcuno le chiama Pils per rispetto alle prime) hanno maggiore presenza maltosa. Difatti questa bottiglia porta l’ago della bilancia tra malti e luppoli in direzione dei primi. Manca tuttavia l’elemento che farebbe la differenza: la fragranza. I malti sono sì intensi ma ancora privi di sostanza: pane, cereali, cracker. Il tutto “sporcato” da leggero terriccio. Come al naso ci sono erbe amare e spezie (pepe). Finale incredibilmente asciutto e dal lungo strascico erbaceo. Carbonazione decisa, corpo medio. Retrolfatto di crosta di pane, retrogusto erbaceo. Precisa.

In questa bottiglia c’è tutto quello che si vorrebbe da una bottiglia di questo stile. Berliner Pilsner ha la capacità autodistruggersi alla fine di ogni sorso. E scompare in fretta. Anzi evapora.

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  • Aroma
  • Gusto
3
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