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Bacchus Vlaams Oud Bruin

Bacchus Vlaams, prodotta dalla Van Honsenbrouk Brouwerij, è Oud Bruin. Si tratta di uno stile originario della città di Oudenaarde nelle Fiandre orientali.

bacchus-vlaams-oud-bruin-birramoriamociLa Bacchus Vlaams Oud Bruin rientra all’interno di uno dei tradizionali stili birrari di origine belga, quelle delle Oud Bruin, per l’appunto. Si tratta di uno stile di birre ad alta fermentazione,  oggi profondamente radicato soprattutto nella zona delle Fiandre orientali (sul fronte occidentale, si trovano le “cugine” Flemish Red Ale), in particolare nei pressi della cittadina di Oudenaarde (da cui trae il nome), in cui si trova un’acqua dalla composizione chimica abbastanza dura, tale da renderla particolarmente adatta alla produzione di questa tipologia di birra.

Uno stile antico (prodotto da oltre 200 anni), parte integrante della tradizione brassicola belga, riprodotto secondo vecchio uso e costume: a differenza delle produzioni attuali, in qualche modo affidate ad una ricetta che ne garantisce la ripetitività nel corso del tempo, questo stile birrario si caratterizza per il fatto di lasciare ad ogni produzione la caratteristica tipica di una sorta di “tentativo”, il cui fine ultimo è la produzione di birra, certo, ma le cui caratteristiche organolettiche saranno note solo al termine della produzione stessa. Una sorta di azzardo, insomma.
Le Oud bruin, letteralmente “vecchia scura”, si presentano con una colorazione intensa e profonda, una modesta carbonazione ed un’accentuata acidità, che le portano spesso a confrontarsi con un altro stile birrario tipicamente belga, ossia quello delle Lambic, birre a fermentazione spontanea. In questo caso, l’acidità è parzialmente compensata da un profilo dolce, reso tale dall’impiego di malti e frutta. Il luppolo, invece, non emerge nel profilo olfattivo/gustativo, rimanendo ingrediente di contorno essendo impiegato prevalentemente a fini conservativi. Infine, il contenuto titolo alcolometrico, che ne garantisce dunque un’elevata beverinità, sono i tratti salienti e distintivi di questo stile.
L’acidità è frutto del metodo di produzione impiegato: in passato, negli anni in cui questo stile venne concepito quindi, non si impie, in assenza di conoscenza sul lievito e sulle sue virtù, la fermentazione era un processo che seguiva un percorso a sè stante, sfruttando i lieviti naturalmente presenti nell’aria, con cui il mosto entrava in contatto, dando origine ad un processo di fermentazione spontanea e incontrollata. Il risultato era reso poi ancor più esplosivo per mezzo dell’affinamento del mosto in botti. La maturazione in botti aveva, e ha ancora adesso, il merito di favorire lo sviluppo di batteri e lieviti selvaggi. Il colore scuro, o comunque rossiccio, era invece derivato da un tempo di tostatura troppo prolungato, che tendeva a favorire la costituzione di malti di colore più scuro.
La presente Bacchus è prodotta brewery Van Honsenbrouk, fondata nel 1811, oggi giunta alla quinta generazione familiare, con l’attuale ceo Xavier Van Honsenbrouk. Attualmente è riconosciuta all’interno del modesto gruppo di 20 aziende facenti parte della Belgian Family Brewers, associazione no-profit che riunisce tutte le storiche brasserie belghe, il cui requisito di partecipazione è un’operatività minima di almeno 50 anni.
La presente bottiglia è frutto di un apposito processo di affinamento in botti di quercia.
Si presenta con un intenso colore rosso scuro, profondo, tendente all’ebano, dai riflessi color rubino. Corpo opaco.
La schiuma è un fattore esteticamente appagante: fine, compatta, cremosa, costituisce un bel cappello di bassa altezza, ma dalla sorprendente consistenza e dalla superficie liscia e definita, che la rendono paragonabile a quella di una stout. Medio/bassa persistenza, colore nocciola.
L’aroma è intenso, profondo e straordinariamente pulito: l’attacco iniziale è forte, ma non eccessivamente intenso, concentrato su note lievemente affumicate. Segue un dolce prolungato, forte del lievito, della banana, del caramello, e ancora frutta secca (mandorla), malto biscottato, frutti di bosco (more e lamponi). Il naso chiude con sentori di affumicatura (nuovamente), legnosi e una traccia di liquore.
Il gusto è anch’esso complesso, ma non tanto pulito quanto l’olfatto. Corpo fortemente frizzantino, con intenso attacco all’imbocco, piacevole e “giocoso” a livello palatale. Chiude piuttosto rapidamente con l’ingoio, lasciando tuttavia la bocca piena e soddisfatta. Nulla la persistenza amarostica, sostituita da un’accentuata pepatura che pizzica piacevolmente il palato. I sentori sono di spezie (pepe), frutta rossa (more e lamponi), affumicatura e liquoroso, che costituiscono un mix di acidità piuttosto accentuato, per poi innovarsi con frutta a pasta gialla (pesca e ananas), che provocano una prolungata astringenza.
La carbonazione è piuttosto bassa, ed è un elemento positivo, in quanto non  contrasta con la spinta acidità della bevuta. Ad un naso eccellente, purtroppo, non corrisponde un gusto altrettanto pulito e definito.
Un’eccellente introduzione allo stile delle birre speciali belghe riconducibili agli esperimenti di affinamento in botte, esperimenti birrari complessi e, debbo ammetterlo…sorprendenti!
Bacchus Vlaams, bottiglia da 37,5 cl. Titolo alcolometrico 4,5% vol. Scadenza… Bicchiere consigliato: balloon, tulip.
Su RateBeer il pubblico gradisce, esprimendo un voto di 79/100.
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