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Appuntamento con Birra del Borgo. Le birre

Dopo tante piacevoli chiacchiere, finalmente il momento da tempo atteso: le birre! Continua l’articolo dedicato all’appuntamento Birra del Borgo, questa volta dedicato a ciò che ho avuto modo di bere.

La settimana scorsa ti ho raccontato dell’incontro con Birra del Borgo dedicato a publican e ristoratori. In quell’occasione ho potuto conoscere Ezio Marcelli, Responsabile Commerciale BdB, al quale sono riuscito a “rubare” tanti curiosi aneddoti. Hai letto? Le novità in arrivo da parte del birrificio di Borgorose sono tante. Ed estremamente ghiotte. Insomma, si preannuncia un 2015 di puro fermento!

Fortunatamente non sono mancate le birre.

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Francesco Donato – in posa mistica – ed Ezio Marcelli – in un vivace confronto.

Gioia, gaudio e tripudio. Potrebbe mai esistere appuntamento di qualsivoglia tipologia dedicato alla birra artigianale senza un bicchiere del nettare di Gambrinus? Assolutamente no!

Non si è trattato di una degustazione, quanto piuttosto di una più semplice presentazione di alcune etichette. Come al solito, munito di penna e taccuino, non ho mancato di prendere appunti, dando sfogo alla mia (s)mania di assaggi. In serie, nel bicchiere mi sono trovato di fronte Duchessa, una birra al farro da 5,8% abv, ReAle, IPA da 6,4% abv, KeTo RePorter, aromatizzata con foglie di tabacco (KEntucky TOscano, da cui il nome).

La mia impressione? Squisitamente positiva per quanto concerne la Duchessa. Immagina l’unione tra una Wit/Blanche e una Saison. Ecco, quello che ho sentito è una commistione di gusti e aromi che ricordano questi due stili. C’è il sentore acidulo del frumento al naso, con un notevole profilo rinfrescante. Ma c’è anche quella “ruvidità” tipica del ceppo di lievito belga – in particolare delle birre dei campi, rustiche, terrose. Corpo solido, privo di acquosità, tuttavia dalla sorprendente beverinità. Se non si fosse capito m’è piaciuta assai! Merito di quel peletto di carbonatazione offerta dalla mescita alla spina? Può essere. Mi rimetto all’assaggio in bottiglia, ma nel frattempo mi crogiolo nel gradevole ricordo.

La ReAle è un nome che la fama precede di gran lunga. Già provata in più occasioni, questa volta l’ho trovata in formissima al naso – profumata è dire poco – con un gusto un po’ più dimesso. C’è da dire che – purtroppo o per fortuna – ho allenato il gusto alle birre dall’amaro spinto, per cui non è più quella la caratteristica che cerco e che riesce a sorprendermi.

Infine la KeTo RePorter, della quale però non sono stato entusiasta. Lo stesso Ezio ha ammesso che si tratta di un’etichetta adatta all’invecchiamento, e anch’io me la immagino come birra da far maturare, piuttosto che da bere fresca. A ogni modo c’è tutto quello che ti aspetteresti da una Porter, col vantaggio di aver egregiamente smussato le spigolosità che normalmente caratterizzano alcune note “nere” rispetto ad altre – tostato/torrefatto dirompente, liquirizia stucchevole. Piuttosto timido invece il tabacco, che avrei preferito annusare giusto un filo di più.

E’ finita qui? Ovviamente no!

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Ezio in attento ascolto, durante l’assaggio KeTo.

Francesco Donato del Malto Gradimento mi ha invitato a cena, e non ho potuto fare a meno di accettare. La carta delle birre è notevole, con birre internazionali e tantissime etichette nazionali. Ricco e variegato anche il menù del cibo, con l’ormai immancabile presenza di burger all’americana – ma con carni selezionate – e un occhio di riguardo alle fritture. Non mancano poi piatti birrari della tradizione, come la Carbonade fiamminga, o il Birramisù. Questi sono solo un paio di esempi, ma sono molti altri i piatti nel menù vedono l’utilizzo di birra artigianale in cucina.

Come si accompagna la succulenza e l’untuosità di questi piatti, se non con della buona birra artigianale? E allora via di Spaceman (Brewfist) alla spina – ringrazio Francesco per avermela consigliata – in stato di grazia – complice una vita di appena una decina di giorni. A chiudere il conto arriva una bella Amber Shock (Birrificio Italiano). Non me ne voglia Agostino, ma nulla a che vedere con l’ottima Bibock.

Ecco com’è andato l’appuntamento con Birra del Borgo. Di’ la verità: non ti sarebbe piaciuto partecipare? Ho provato a prendere tutti gli appunti possibili per darti un aggiornamento completo e dettagliato. Ovviamente l’incontro di persona è qualcosa di magico – come sono romantico! Ma non temere: qualcosa si sta smuovendo. E sono sicuro che presto anche la Calabria avrà la possibilità di dire la sua!

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