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Antonio Terzi: Birrificio Indipendente Elav

Antonio Terzi è uno di quelli che la birra non solo la beve ma la fa pure. Ebbene sì: è lui il birraio del Birrificio Indipendente Elav.

Lo ammetto: il Birrificio Indipendente Elav di Comun Nuovo ha fatto breccia nel mio cuore! Una vasta gamma di birre, buona qualità media con alcune punte eccellenti, il tutto corredato da una robusta immagine aziendale: street art, skaters, punk ’77, vagonate di luppoli. Elav ha saputo costruire in pochissimo tempo un’identità solida e ammiccante nella quale i suoi aficionados potessero riconosceri. Kuaska li chiamò “brewdogghini”. Non è infatti un caso se il loro modo di fare ricorda tanto quello del birrificio scozzese.

Dopo l’intervista a Nicola Ferrentino tocca ad Antonio Terzi affrontare l’assedio delle mie domande. Come se la caverà il buon Antonio di fronte al mio arsenale composto da penna e taccuino? Seguimi, lo scopriremo assieme!

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Caro Antonio, è un piacere poterti nuovamente sentire! Non è passato neanche un anno dalla mia visita (Febbraio 2014) che il birrificio ha vissuto cambiamenti a dir poco epocali. Innanzitutto il nuovo impianto. Una scelta difficile, ma necessaria: ricordo che al tempo mi parlasti di 2/3 cotte al giorno. Panico! Ci racconti come si comporta il nuovo impianto?

Ciao carissimo, al tempo non mi ricordo di quante cotte ti parlai, ma negli ultimi mesi siamo arrivati ad una media di quasi 6 cotte al giorno, dalle cinque del mattino fino alle 9/10 di sera…abbastanza distruttivo. Il 2014 chiuderà con una produzione di 330 mila litri realizzati quasi tutti col vecchio impianto, cioè più di mille cotte in un anno. Dai primi di ottobre invece, abbiamo iniziato a lavorare con il nuovo impianto manuale da 2.000 litri che stiamo però ancora ultimando (qualche modifica Elaviana ci vuole).

Recentemente si è tenuta l’edizione 2014 dell’Elav Indie Festival. Occasione perfetta per ricordare quanto funzioni bene il matrimonio tra musica e birra artigianale. A proposito: è nata prima la birra o la musica? o entrambe assieme?

Si, quest’anno c’è stata la terza edizione dell’Elav Indie Festival che è stata veramente un successo con
un’affluenza di oltre 10.000 persone in cinque giorni…considerando che l’evento è stato creato in una zona artigianale (se ti ricordi non è particolarmente adattabile ad una grande festa) è stato qualcosa di incredibile. La grande soddisfazione è stato vedere persone di tutte le età condividere queste giornate nella più assoluta tranquillità e gioia senza alcun tipo di problemi. Sulla simpatica domanda su musica e birra non vorrei dire delle cavolate ma a naso credo che sia nata la musica sotto effetto di una birra…quindi sono nate praticamente insieme :)

Il 2014 è stato un anno ricco di ghiotte novità – e non è ancora finito! Poteva mancare la coltivazione di luppolo autoctono? Certo che no! Come procede l’avventura presso il luppoleto? quali sono le varietà coltivate?

L’avventura del luppoleto prosegue, essendo le nostre coltivazioni biologiche e in un’area
particolarmente bella e protetta quest’anno lo abbiamo dedicato al sovescio (una pratica agronomica consistente nell’interramento di legumi che abbiamo coltivato quest’anno allo scopo di aumentare la fertilità del terreno senza utilizzare concimi chimici). Le qualità di luppolo che abbiamo selezionato sono Saaz, Columbus e Cascade…ma nei nostri campi (totalmente bio) coltiveremo anche frutti rossi, zucche e erbe officinali tutte esclusivamente da utilizzare per le nostre birre.

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Prima ancora delle birre ho imparato ad amare la vostra strategia di comunicazione: schietta, alla mano, decisamente easy. Molto street, a tratti persino graffiante. Poi ho bevuto le birre e ho provato le stesse sensazioni. E’ il vostro marchio di fabbrica. Questo “ingrato” compito di far quadrare il cerchio è affidato a personale interno, o siete assistiti da un’agenzia?

La nostra strategia di comunicazione è quella di non averne una, nel senso che cerchiamo di essere il più naturali e creativi possibili e quindi ci limitiamo a comunicare noi stessi e le nostre “visioni” senza cercare per forza una logica commerciale o comunicativa. Forse il fatto di non appoggiarci a nessuna agenzia “creativa” rende la nostra comunicazione più reale e senza sotterfugi e a molte persone questo ancora piace ma ti dobbiamo dire la verità…a molte altre non piace (ma siccome la cosa è reciproca il problema non sussiste).

Prima di salutarci un assaggio delle prossime novità – birrarie e non – in casa Elav.

Novità ce ne sono e ce ne saranno molte…ti consigliamo perciò di seguirci sempre e di volerci bene come te ne vogliamo noi 😉

Domanda Jolly: qual è il tuo luppolo preferito, e perché?

Ho un cuore abbastanza grande per amarli tutti😉

Visto? Te l’avevo detto che Antonio è una persona fantastica! Impossibile non volergli bene, altroché. Ancora sulla domanda jolly ho ricevuto risposte sfuggenti, a testimonianza di quanto un birraio possa custodire gelosamente i segreti della sua arte. Ma disse il topo alla noce: dammi tempo che ti apro! Al prossimo appuntamento di Chiedi al Birraio potrei riuscire a centrare l’obiettivo. Chi sarà lo sfortunato birraio a finire nelle mie grinfie? Continua a seguirmi e lo scoprirari! Saranno grasse – e luppoline – risate.

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