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Angelo Poretti Splugen ai 3 luppoli

Angelo Poretti ai 3 luppoli, birra in stila Pale Lager dal nome super italiano ma che di fatto è prodotta dalla multinazionale danese Carlsberg.

angelo-poretti-3-luppoli-birramoriamociContinuando nell’ambito dei sapori della birra industriale italiana mi sono imbattuto in questa bottiglia, attratto soprattutto dalla denominazione presente sull’etichetta, che evidenzia una delle sue principali caratteristiche: l’impiego di tre differenti tipologie di luppolo. è così che nasce la Angelo Poretti Splugen ai 3 luppoli. In realtà, la pratica di impiegare diverse tipologie di luppolo per la produzione birraria ha origini antichissime (basti pensare alle famose IPA, prodotte originariamente in Inghilterra per destinarle alle colonie indiane, e oggi famose anche in America), che si caratterizzano per un’accentuata luppolatura, resa possibile dalla commistione di diversi tipi di questa pianta.
Detto questo, ovviamente, la particolarità sta allora non tanto nell’impiego di più luppoli, quanto nel fatto che questa metodologia di produzione è impiegata da una birra di tipo industriale. Così come per la neonata di casa Poretti, la non filtrata Summer Cascade (luppolo americano) ai 7 luppoli, questa caratteristica evidenzia l’interesse del birrificio ( e in generale dell’industria birraria) di “conformarsi” alle aspettative e ai gusti dei consumatori, sempre più vicini alle caratteristiche della birra artigianale, da cui sono ammaliati.
Anche il birrificio Poretti, dopo una serie di generazioni che si sono protratte dall’anno della fondazione, 1877, al recente 1975, ad oggi di italiano conserva solo il nome e lo stabilimento di produzione, situato nella storica fabbrica di Induno Olona, presso Varese. Dal 1975 la proprietà è passata in mano al gruppo danese Carlsberg (la produzione, infatti, avviene sotto direzione Carlsberg Italia), che con una serie di acquisizioni in più fasi, è arrivata nel 2002 ad acquisire il 100% delle azioni Poretti.
Veniamo ora alla birra in questione. La Splugen ai 3 luppoli rientra nel segmento delle Lager (ma và?!).
Il colore è più intenso di una normale lager industriale, sostituendo al classico giallo paglierino un intenso colore dorato, carico, tendente all’arancio che ne caratterizza i riflessi. Corpo vivido, interamente trasparente, con una vivace fermentazione interna.
La schiuma è assolutamente inesistente in sede di riposo, si mantiene appena pochi istanti a seguito della spillatura, per poi scomparire rapidamente. Aspetto saponoso, consistenza estremamente leggera, colore bianco sporco. Una grossa pecca.
L’aroma presenta un deciso e immediato sentore amaricante ed erbaceo di tipo luppolato, ma a sorpresa il sottofondo si presenta intrigante, accompagnando il tipico odore maltato con una nota dolciastra e zuccherosa (caramello).
Il gusto evidenzia un corpo leggero e liscio, molto godibile ma privo di contenuto, eccezion fatta per una leggera concentrazione di note amaricanti all’imbocco (malto). Rapido passaggio dall’imbocco all’ingoio, che lascia la bocca asciutta e assetata, vista la scarsa persistenza amarostica. Nota positiva: un piacevole e giocoso pizzicore a livello palatale.

Angelo Poretti 3 luppoli, una Lager da scansare con felina agilità. Avara di emozioni in tutto e per tutto, dalla schiuma (assente) al gusto (carente). Adesso ho capito perché si chiama 3 luppoli: perché in ricetta hanno messo letteralmente 3 coni di luppolo. Si saranno sentiti soli, poverini.

Angelo Poretti 3 luppoli, bottiglia da 33 cl. Titolo alcolometrico 4,8% vol. Scadenza 06/2013. Bicchieri consigliati: lager, pinta inglese.
Su RateBeer ha un infimo voto di 6/100. A mio parere troppo basso, nonostante la scarsa qualità.

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